October 13th, 2009 by Ivana
I nuovi hard disk disegnati da Philippe Starck per LaCie.
La forza del design di Starck e l’esperienza pluriennale della LaCie si incontrano per dar vita ad una nuova gamma di prodotti tecnologici ed accattivanti.
Dopo le scuse (finte) e la promessa di allontanarsi dal design (fintissima!), Starck ritorna in scena con i suoi ultimi gioielli, questa volta tecnologici e non per la palestra!
L’inconfondibile stile di Starck caratterizza i nuovi hard disk LaCie. Due nuove linee, portatile e da scrivania, che diventeranno presto l’oggetto del desiderio per gli amanti della tecnologia e del design.
Due case, una più geometrica e una più organica, con configurazioni disponibili da 1 e da 2 TB per la versione da 3.5 pollici e 320 e 500 GB per quella più piccola. Entrambi i dispositivi sono marchiati dall’inconfondibile “+” di casa Starck (che questa volta diventa anche spia luminosa proiettata) e dalle linee fluide che caratterizzano la parte anteriore dell’hard disk.
Le bellezze non si limitano solo all’aspetto estetico ma contemplano anche il feeling d’uso. Basta infatti sfiorare la parte frontale dell’hard disk per avviare automaticamente il backup dei dati.
Starck commenta così la sua ultima creazione: “il genio della tecnologia esplode in modo esponenziale e ogni volta con incredibile potenza soprattutto quando si varcano i limiti del design tecnologico. Il potere è caratterizzato simbolicamente dal magma scultoreo che tenta di liberarsi dalla scatola che lo contiene lasciando spazio alla dicotomia tra ordine e disordine, libertà e costrizione. L’interpretazione resta comunque libera e il mistero rimane“.
Beh, devo dire che il formato pocket mi piace particolarmente sebbene non sia dotato di interfaccia touch, più comodo da trasportare e da riporre; in più è dotato anche di cavo USB integrato. Il prezzo della versione pocket non c’è ancora, ma quello da scrivania viene 130€ per il tipo da 1T, o 250€ per la versione da 2T. Possiamo acquistarli!! Altre immagini Continua »
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September 11th, 2009 by Ivana

Settembre, tempo di novità anche in casa Apple. Tra le tante (tantissime) arriva il nuovo iPod Nano quinta generazione! iPod mette in video la tua musica con la nuova videocamera integrata.
E lo fa splendidamente, con un display più ampio, un design in alluminio lucido in nove brillanti colori e tante novità tutte da scoprire (a breve anche il nuovo iTunes Store).
La Apple arricchisce la ricca gamma di accessori e dispositivi multimediali con un nuovo gioiellino che sicuramente vi starà già facendo brillare gli occhi. Per gli amanti degli iPod (me compresa) arriva la nuova generazione di iPod nano. E stiamo alla quinta! Nove sfavillanti colori, display da 2,2” e videocamera incorporata (con effetti speciali inclusi)! Il design resta praticamente invariato con gli angoli smussati per un feeling tattile al top.
Le novità della quinta generazione, però, non riguardano solo la videocamera integrata, nell’iPod nano c’è anche un tuner FM che permette di vedere i nomi di canzoni e artisti, un registratore vocale e il nuovo VoiceOver. E con la nuova funzionalità Pausa live la radio si ascolta in un modo completamente nuovo, tutto da scoprire!
Che dire, la Apple ci stupisce con prodotti dal design impeccabile, sempre nuovi e tecnologicamente avanzati. Lo compriamo? Altre immagini Continua »
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May 12th, 2009 by Ivana

Paper Cloud un divano rivestito interamente in carta.
Un’idea per Moroso realizzata dal designer Yoshioka. Lui, 42 anni, è uno dei designer più innovativi e famosi del momento.
Dopo le famose sedie Pane, Panna e Bouquet, al Salone del Mobile 2009 Yoshioka stupisce con Cloud, l’ultima delle sue creazioni. Uno dei progetti più interessanti dell’edizione 2009 de I Saloni sia per la qualità estetica che per la ricerca di materiali innovativi ed ecosostenibili.
Una sedia che, come il nome stesso suggerisce, evoca la morbidezza e il candore di una soffice nuvola e prende forma grazie ad un utilizzo innovativo ed alternativo della carta. Groffato e morbido, il divano Cloud nasce dalla riflessione e dalla continua ricerca innovativa che da sempre caratterizzano le creazioni del designer Yoshioka.
Morbido e confortevole ma, soprattutto, resistente ed eco-friendly, Cloud è l’ennesima conferma della perfetta sintonia che si è creata tra il designer e l’azienda Moroso con questa seduta nata dalla riflessione circa la possibilità di esprimere la struttura del materiale in natura attraverso il prodotto industriale. Qualche dubbio sull’effettiva resistenza mi resta, ma l’effetto estetico e la ricerca sono sicuramente di alto livello. Che ne pensate? Continua »
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February 16th, 2009 by Ivana

Sarà firmato dalla stella irachena Zaha Hadid, il Museo Mediterraneo di Arte Nuragica e di Arte Contemporanea che sorgerà a Cagliari (precisamente sul fronte mare di Sant’Elia).
Dopo i numerosi segni in Italia -vedi la stazione TAV di Afragola, il MAXXI di Roma, il Regium Waterfront di Cagliari o il Nuovo Teatro di Verbania (solo per citarne alcuni)- il premio Pritzker Zaha Hadid firma anche il museo nuragico che sorgerà a Cagliari vincendo il concorso Betile indetto dalla regione Sardegna in collaborazioni con Domus e PoliMi. Una concrezione corallina mozzafiato felicemente arenatasi sulle rive del golfo di Cagliari.
Un’architettura scultorea bianco accecante, come la pietra calcarea della città che lo vedrà sorgere, si presenta aperta e dinamica all’esterno come all’interno la cui fruizione da parte dei visitatori, invitati a seguire percorsi espositivi, formativi e commerciali, determina il disegno stesso dell’edificio.
L’architetto Boeri così spiega la vittoria del progetto di Zaha Hadid: “La giuria ha valutato la straordinaria sensibilità contestuale del nuovo organismo architettonico, che comportandosi come una “concrezione corallina” asseconda, ricuce e riconfigura un intero brano del fronte mare cagliaritano”.
Il progetto firmato da Zaha Hadid per il museo dell’arte nuragica e contemporanea “rappresenterà –prosegue Boeri - insieme un nuovo landmark nel paesaggio cagliaritano, l’occasione per una esperienza inedita – sia percettiva che corporea- e il luogo di sviluppo e sedimentazione di fertili contaminazioni tra identità storica identità futura per tutto il sistema territoriale e insulare della Sardegna”.
Questa opera architettonica, assieme al bellissimo Regium Waterfront cagliaritano, concorre alla riqualifica urbana del quartiere Sant’Elia. Immagino che i sardi ne siano orgogliosi. C’è qualche sardo che vuole commentare il progetto? Altre immagini Continua »
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December 4th, 2008 by Ivana

Con “L’eccellente qualità del suo design e l’elevato grado di innovazione dei suoi contenuti tecnologici” Sintesi di Pinifarina si aggiudica l’ambito premio Red Dot Award 2008. Profilo disteso, elegante e affilato per quest’auto tecnologica estremamente diversa da B0, più morbida e compatta.
Sarà l’antagonista di BMW G.I.N.A.?? ”La Sintesi è l’espressione della filosofia Pininfarina di mettere insieme la forma, l’estetica, l’emozione, la passione… con le innovazioni tecnologiche“. E’ così che questa concept car non rinuncia all’estetica, ma la esalta dando forma alle parti meccaniche: un mix di fuel cell drive train e batterie.
La ricerca stilistica di Sintesi si potrebbe rappresentare con una bellissima frase di Pininfarina: ”La linea, la forma deve diventare sostanza, materia viva“. Una vista che in modo chiaro rivela il tema base della vettura: una superficie continua che, iniziando dal parafango anteriore, corre lungo il fianco dell’auto, e in modo naturale si fonde con il paraurti posteriore e poi ruota attorno al finestrino laterale per immergersi nuovamente sotto il parafango anteriore.
Per gli interni l’applicazione del “Liquid Packaging” ha sconvolto gli equilibri volumetrici tradizionali. Innanzitutto ha permesso di liberare lo spazio anteriore normalmente occupato dal motore: le fuel cells sono state infatti suddivise in 4 blocchi che gravitano intorno alle ruote. Sistemando questi elementi e le altre parti della propulsione nella parte bassa della vettura si è arrivati ad una distribuzione migliore del peso e un abbassamento del baricentro, elementi importanti per la dinamica di guida. Continua »
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December 3rd, 2008 by Ivana

Philippe Starck ritorna! Dopo l’abbandono e le scuse sul design morto, si ripropone con il suo nuovo prodotto “democratic ecology“. Quando l’ecologia non è un lusso per pochi. Un micro generatore eolico per risparmiare l’80% dell’energia utilizzata per le abitazioni.
La prima pala eolica “sexy” e alla portata di tutte le tasche è quella disegnata dal designer francese Philippe Starck. In piena era di design ecologico, il caro Starck ci propone il suo mulino a vento, non solo funzionante (chissà) ma anche bello esteticamente, in piena filosofia starckiana.
Eolienne, questo il nome, sarà prodotta da un’azienda toscana, la Pramac, e venduta nei suoermercati ad un prezzo tra 500 e 800€. Basta posizionarla sul tetto per fornire l’energia necessaria al fabbisogno giornaliero di un’abitazione. Il design geometrico ma morbido del mulino, realizzato in plastica trasparente, si presta ad essere una presenza discreta sui tetti delle città.
“In linea con il concetto di immaterialità - ha spiegato il designer -, ho disegnato un windmill molto speciale: bellissimo, la prima turbina eolica quasi invisibile. Ora desidero che l’ ecologia sia alla portata di tutti. Il windmill rappresenta, infatti, la democratizzazione dell’ ecologia. Sarà contenuto in una scatola e venduto nei supermercati, a costi contenuti. Perché chiunque possa decidere di comprarlo e, in pochi minuti, montarselo sul tetto di casa!”
Belle le intenzioni anche se personalmente nutro dei dubbi circa il funzionamento e la reale quantita di energia prodotta da questo mulino. Non ci sono dati ufficiali relativi ai KW prodotti all’ora, nè ulteriori specifiche tecniche (se le trovate sarò lieta di pubblicarle). Che dite..è un’altra trovata di Starck?
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October 2nd, 2008 by Ivana

Il futuro dei Macbook?? Probabilmente un touch 100%!
La Apple ci regala sempre oggetti di grande valore estetico e tecnologico. Vere e proprie icone Apple riconoscibili ad occhi chiusi. Pensiamo ad esempio al pc più sottile del mondo, il MacBook Air. Leggerissimo e compatto è sicuramente il sogno di molti di noi! Possiamo poi dimenticare il touchpad multitouch preso in prestito dall’iPhone?? Una libidine senza precedenti.
Beh dopo queste innovazioni (accompagnate da altre ovviamente) in molti ci si sta chiedendo come sarà il prossimo notebook e quale sarà la prossima innovazione Apple.
Quando ho visto questo progetto -è solo un concept non scendete a prenotarlo!- sono rimasta senza parole, sono riuscita a pronunciare solo un timido “wow”! La notizia è infatti incredibile! I ben informati parlano di un MacBook Touch, con schermi touch posti su entrambi i lati del notebook. Schermo e, addirittura, anche tastiera touchscreen. Ma non è tutto! Il nuovo mac Touch potrebbe addirittura aprirsi completamente per regalare una superficie multimediale finora inedita (non provo col mio altrimenti non posso finire il post!!). Già lo adoro, spero che il gossip sia fondato!
Voi come lo trovate? Avete qualche altra idea innovativa? Magari la suggeriamo alla Apple!
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July 24th, 2008 by Ivana

Stanchi delle solite scarpe? Questa volta è Zaha Hadid a disegnare le scarpe per le ragazze più attente alla moda. Più che scarpe sembrano delle sculture paragonabili ad opere d’arte. Vediamole assieme.
Melissa, il marchio brasiliano per le scarpe in plastica alla moda, vanta diverse collaborazioni con nomi importanti del mondo del design e del fashion design. Una delle collaborazioni di cui ho già parlato, fu quella con Karim Rashid e le scarpe High Heels.
Dopo l’eccentrica Vivienne Westwood e Alexandre Herchcovitch, due fashion designer e il designer Karim Rashid anche l’irachena Zaha Hadid disegna il suo paio di scarpe per il brand Melissa. Design fluido e organico, come nelle migliori realizzazioni della Hadid, per un paio di scarpe realizzate ovviamente in plastica che strizzano l’occhio più alla scultura che al fashion design.
Molto simili ad un paio di scarpette per ballerine, hanno un design particolare e dissimile tra le due scarpe. Particolari sì ma sicuramente non le comprerei, preferisco le scarpe origami della Meuter. Queste della Hadid credo siano ottime per avere in pochi minuti le migliori vesciche ai piedi ma immagino che, diversamente da me, qualcun altro apprezzerà moltissimo queste scarpe. Le foto Continua »
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July 23rd, 2008 by Ivana

Il National Stadium o The Bird’s Nest, letteralmente il “nido di uccello”, è l’ultima megastruttura architettonica realizzata a Pechino in occasione delle prossime Olimpiadi 2008.
Una struttura affascinante dove oltre 35.000 tonnellate di acciaio si intrecciano, come esili ramoscelli, per dar vita al “nido” più particolare della terra, un nido che accoglierà più di 90mila increduli spettatori delle Olimpiadi di Pechino (il via ad Agosto).
Il progetto, ideato dagli architetti svizzeri Herzog e de Meuron, è risultato il vincitore del concorso bandito nel 2002 proprio grazie alle sue forme morbide, originali ed organiche. Una forma data da innumerevoli intrecci che, oltre a regalare una bellissima opera di architettura contemparanea, risultano un interessante e meticoloso capolavoro di ingegneria.
Tutta la struttuta è ricoperta da due strati di materiale traslucido: l’EFTE (lo stesso materiale utilizzato per lo stadio del nuoto Water Cube di Pechino). Questo materiale, dalle prestazioni sorprendenti (una delle tante è che quando brucia non emette nè fuoco nè fumo) è utilizzato sia come membrana protettiva resistente agli agenti atmosferici, sia come (per la membrana interna) isolante acustico. Parte integrante della struttura è il tetto del “nido”, un guscio trasparente che consente il riflesso di fasci di luce all’esterno (e protegge gli spettatori da eventuali piogge).
I percorsi interni sono “segnati” da elementi in ardesia, intervallati da boschetti di bamboo, blocchi in pietra e piccoli giardini coperti. In questa architettura, in cui facciata e struttura coincidono, l’effetto visivo è sorprendente, nonostante la semplicità e l’essenzialità dell’idea. Dalla natura c’è sempre da imparare. Le foto Continua »
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July 18th, 2008 by Ivana
Vespa Piaggio, il mito che non tramonta mai. Un prodotto che ha rivoluzionato l’Italia degli anni ‘50, i modi di vivere e di pensare i traporti.
Nacque dal rapporto sinergico tra Enrico Piaggio e Corradino D’Ascanio, un ingegnere aeronautico nonchè geniale inventore, quando in Italia si rimuovevano ancora le macerie della guerra e la benzina arrivava di tanto in tanto dall’America ed era razionata come il pane e le sigarette. Fu proprio in quel periodo che D’ascanio e Piaggio decisero di far muovere l’Italia su due ruote e mai intuizione è stata così vincente!
Il successo della Vespa fu un boom da tutti i punti di vista. Finanche il cinema subì il suo tremendo fascino, basti pensare ad alcuni film come “Vacanze Romane“, “American Graffiti“, “Il talento di MR.Reply“, “La carica dei 101” o “Caro Diario” (solo per citarne alcuni).
La Vespa, l’”orgoglio della modestia” italiana, con il suo design morbido e sinuoso ha in poco tempo invaso il mercato nazionale battendo sui numeri e sul consenso del pubblico la “rivale” Lambretta di Cesare Pallavicino (quella dell’Italia più snob del “lusso necessario“) dal design più schematico e discontinuo rispetto allo scooter disegnato da D’Ascanio, del quale lo stesso Enrico Piaggio disse “Sembra una vespa con quel sedere a bulbo!” .
Quella che da molti veniva considerato un “trabiccolo” destinato a durare pochi anni, ben presto entrò nel cuore di tutti gli italiani. Il buon umore italiano ritornava il sella, con una nuova possibilità di liberarsi dalla routine e dalle giornate ripetitive; il mezzo per non iniziare la giornata di lavoro con l’umiliazione del treno operaio o del tram che ti passa avanti completo.
Era anche il principio di un nuovo rapporto tra i due sessi: alcuni giornalisti hanno scritto: “trovi un pezzo di strada sconnessa e la ragazza ti si stringe addosso per un senso si conservazione. Uno spasso“. Ma la Vespa rappresentò molto di più, fu anche una molla per l’emancipazione della donna per sganciarsi dagli schemi casa-e-bottega.
La never ending story della Vespa, una storia che non ha visto crisi, 62anni di vita, 145 modelli e più di 17milioni di pezzi venduti in tutto il mondo!! Continua »
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