Node Chair, le nuove sedute di Steelcase

luglio 6th, 2010 by Ivana

node-chair

Presentate all’ultima edizione del NeoCon show di Chicago, le sedute Node Chair hanno fatto parlare molto di sè grazie al loro nuovo approccio progettuale. Scopriamo il perchè.

La Steelcase è un’azienda produttrice di mobili per ufficio a livello mondiale, molto attenta ai cambiamenti della società e alle nuove esigenze. Proprio da questa costante attenzione e sensibilità nasce la seduta Node, la loro prima seduta dedicata all’istruzione.

La Node Chair è progettata a partire dalle nuove modalità di insegnamento che si verificano nelle aule d’oggi, come discussioni di gruppo, collaborazioni di gruppo e conferenze. Nuovi metodi educativi che contribuiscono ad un apprendimento più efficace e veloce. Tuttavia, mentre i metodi di insegnamento evolvono, le aule e gli arredi restano immutati.

La Node Chair è progettata a partire dalle nuove modalità di insegnamento che si verificano nelle aule d’oggi, come discussioni di gruppo, collaborazioni di gruppo, conferenze… Nuovi metodi educativi che contribuiscono ad un apprendimento più efficace e veloce. Tuttavia, mentre i metodi di insegnamento evolvono, le aule e gli arredi restano immutati da decenni.

Diversamente dalle sedie che abbiamo sempre trovato nelle aule, pesanti, scomode, difficili da spostare e progettate secondo un modello di insegnamento ormai superato, le Node Chair permettono spostamenti rapidi, sono molto leggere, colare ed ergonomiche. Il sedile girevole permette agli studenti di ruotare facilmente e visualizzare informazioni che vengono condivisi in tutta l’aula. Il disegno della seduta consente loro di cambiare posture e posizioni per un comfort maggiore. La sua base mobile offre la possibilità di muoversi avanti e indietro dalla modalità di apprendimento di gruppo alla didattica frontale senza interruzioni.

La base ed il bracciolo della seduta permettono di tenere zaini ed oggetti personali degli studenti. Inoltre, la sedia è dotata di un piano d’appoggio mobile -per computer portatili, libri e quaderni- che può essere disposto anche dal lato sinistro della seduta per un comfort maggiore per gli studenti mancini.

Trovo l’approccio progettuale vincente e il prodotto finale interessante e ben studiato. Mi piacerebbe entrare in qualche aula e trovare queste sedute. Voi come le trovate? Vai alla gallery Continua »

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SU.D. Collective e la lampada Cardellino agli appartamenti Lago

maggio 10th, 2010 by Ivana

Lampada Cardellino Collettivo SUD

Dal sud all’appartamento Lago - Zona Brera- arriva il Collettivo Su.D. Quattro giovani designer e una lampada pronta ad… ingabbiare la luce!

Sospesa, da terra o da tavolo, nell’appartamento Lago faceva bella mostra di sè Cardellino, una lampada ironica, pronta a divertire i visitatori dell’appartamento durante la settimana del design a Milano.

Cardellino fa parte di una serie di prodotti che rivelano quel modo di fare tutto partenopeo, dove la creatività da idea astratta, diventa sangue e risata. Ricorderete tutti le celeberrime bottigline “Aria di Napoli”, dove l’elemento impalpabile come l’aria veniva catturato e messo in vendita.

Da questo trae spunto il progetto Cardellino dove, come avrete capito, non è l’aria ad essere imbottigliata, ma la luce. Al pari dell’aria, intangibile e impalpabile, i quattro designer campani hanno giocato con la luce “ingabbiandola” in questa gabbia dallo stile retrò ma familiare e sofisticato.

Un gioco che continua durante l’utilizzo e la scoperta di Cardellino. Basta infatti aprire la porticina per trasformare la gabbia in una nuova lampada, che si accendere e lascia fuggir via la luce proprio come farebbe un uccellino intrappolato in gabbia.

Autori di Cardellino quattro distinte personalità, quattro designer con quattro diversi background e carriere professionali. Sono Alessio Galdi, ghaphic designer, Gaetano Auricchio, Interior designer, Claudio Viscardi, industrial designer e Domenico Rescigno, designer Continua »

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Officina Nove: un'installazione multicolor a nido d'ape

aprile 26th, 2010 by Ivana

officinanove, DESIGN E COMPLEMENTI D\'ARREDO

190 colori, 100% made in Italy!

OfficinaNove ricrea uno spazio memorabile all’interno dell’area Face to Superstudiopiù. Un enorme favo stilizzato accoglie i visitatori in uno spazio multicolor dove si alternano gli arredi di OFFICINANOVE.

L’installazione, proprio per sottolineare il tema, è chiamata Honey way, un chiaro riferimento alla struttura alveolare dei nidi d’ape, realizzata con elementi componibili a struttura esagonale che decorano lo spazio con una composizione a cascata in brillanti gradazioni cromatiche dal giallo all’arancio. Honey way è un elemento contenitore, disegnato da IS-Bedini-Raco-Settimelli, realizzato con o senza sportelli (in tre diverse ante), disponibile in 190 differenti colorazioni, che offre infinite combinazioni che possono sfruttare l’appoggio a terra, il fissaggio a parete o la sospensione.

All’interno dell’installazione troviamo anche le sedute ROW, disegnate dal designer Paolo Ulian, delle panchette estensibili realizzate in acciaio e proposte nei colori giallo e nero per rispettare il tema ma  disponibili anch’esse nei 190 diversi cromatismi. Queste panchette arredavano, oltre allo spazio OFFICINANOVE, anche le aree sosta all’interno del Salone Satellite e gli spazi Think Thank dell’università statale.

Tra gli elementi d’arredo troviamo anche TUBOOM, un tubo di acciaio che “scoppia” e si trasforma in un appendiabiti a piantana. Un’idea disegnata da Giulio Iacchetti, vincitore anche del Compasso d’Oro.

Elementi colorati, divertenti e funzionali. Non poteva mancare, per restare in tema, una degustazione di mieli e formaggi presentata in una tavolozza da pittore. Suggestiva ed originale! Vedi la gallery Continua »

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In Set di Elena Rogna

dicembre 14th, 2009 by Ivana

In Set Elena Rogna

Osservare la natura. Una cosa che spesso, oltre che a rilassarci, ci regala delle perle progettuali interessanti e vincenti. I progetti bio inspired sono sempre maggiori nel campo del design e gli esempi sono praticamente infiniti.

In Set è uno di quei progetti che nasce proprio osservando la natura ed, in particolar modo, un piccolo insetto stecco. Un insetto dalle apparenze fragili ma, contrariamente alle apparenze, è forte ed è capace di adattarsi agli ambienti che lo circondano. Osservando le articolazioni delle esili zampette dell’insetto stecco nasce proprio In Set, un elemento divisorio versatile e modellabile con estrema facilità.

Grazie ai vari giunti flessibili è possibile comporre In Set a seconda delle proprie esigenze e creare forme e movimenti sempre diversi. Dimensioni, giochi di vuoti e pieni, colori e geometrie mutevoli sono le caratteristiche che fanno di In Set un elemento modulare perfetto per dividere gli ambienti domestici, estremamente elegante e funzionale anche per teatri, mostre, eventi, showroom, esercizi commerciali….

La struttura è composta da una maglia modellabile (grazie ai giunti) composta da grossi quadrati all’interno dei quali, a piacimento, è possibile inserire degli elementi di tessuto elastico dai colori e dalle fantasie infinite Continua »

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Plug & Play, una mensola…elettrica

luglio 24th, 2009 by Ivana

Mensola-presa elettrica Plug & Play

Lineari, semplici o più articolate ma, soprattutto, elettriche. Sono le particolari mensole create dallo studio Nothing Design Group; si illuminano di notte, arredano con stile e fungono anche da multipresa!

Dopo le multiprese Equib e le Socket Deer della Nendo Design parliamo della Plug & Play, una particolarissima multi-presa che funge anche da mensola.

Basta inserire la spina elettrica nella presa per fissare la mensola al muro e avere un comodo appoggio per tutti i dispositivi elettronici da ricaricare. La particolarità di Plug & Play è che oltre a regalare un appoggio ed una fonte luminosa, presenta sulla superficie stessa della mensola anche altre prese elettriche per ricaricare più dispositivi contemporaneamente. In alcune versioni, questa particolare mensola, ha anche un profilo luminoso, ideale per luci notturne o per arredare con originalità i propri ambienti domestici.

Interessante ma… trovo un po’ troppe falle. Inizierei con l’altezza delle prese elettriche nelle nostre case. Sicuramente non si trovano così in alto come raffigurato nelle immagini. Bisognerebbe perciò riposizionarle ad-hoc per poter fissare la mensola nella presa e poter finalmente utilizzare Plug & Play!

Bella l’idea di creare una mensola che illumina, mantiene e ricarica i dispositivi elettronici (forse troppe cose!!) ho però ancora qualche dubbio sulla stabilità nonchè, cosa ancora più importante, sulla sicurezza di questa mensola-presa. Inoltre c’è da sottolineare che la parte più sottoposta a carico è proprio quella dell’attacco al muro, rappresentato in questo caso da una presa elettrica dove viene scaricato tutto il peso della mensola e degli oggetti che vi si appoggeranno. Senza dimenticare che basterebbe appoggiare male un bicchiere d’acqua per scatenare panico. Insomma… carina ma probabilmente un esempio di cattivo design. Che ne pensate? Altre immagini Continua »

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Silla Guarda… le sedute inFilabili!

luglio 22nd, 2009 by Sara Calvanese

Silla Guarda

È stato amore a prima vista. Per chi come me ha poco spazio a casa ma tanti amici da invitare l’unica soluzione per accogliere più gente è acquistare sedie pieghevoli o impilabili che comunque occupano sempre tanto spazio. Beh, da oggi non è più così: il progettista Alberto Villarreal di Città del Messico ha ideato questa a dir poco geniale tipologia di sedute, non più inPilabili, personalmente le definirei… inFilabili!

SILLA GUARDA (ZanicDesign), ecco il suo nome, è una sedia “con guscio” o, a dirla meglio, con “ripieno”. A prima vista è una sedia come le altre ma guardandola di profilo si scopre un’ anima estraibile: un’altra sedia al suo interno!  La scocca esterna è una sedia in corian bianco e quella interna è in legno rosso (non viene specificato l’albero, ma è probabile, data la provenienza del progettista, che si tratti del Redwood della California, a grana fina, compatto e facilmente lavorabile per i mobili): due materiali ormai tanto conosciuti quanto sdoganati, ma che in questo progetto fanno davvero l’uno per l’altro.

Difatti il legno con la plastica non crea quel fastidioso attrito e il gesto del riporre la sedia in legno all’interno di quella in plastica è davvero molto semplice. Anche il disegno è semplice, linee essenziali e morbide, e credo che sia un progetto che possa realmente  interessare. Con soli quattro esemplari intorno ad un tavolo, se ne possono ricavare otto in totale. Spero che quello che è ancora un prototipo possa essere visto presto in giro. Complimenti Alberto, davvero un’ottima idea!

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Soft Clock, l'orologio "morbido" di Myznik Egor

giugno 3rd, 2009 by Ivana

Soft Clock

Minimal e particolari, sono gli orologi Soft Clock del designer russo Myznik Egor

Tra gli orologi visti su A+D sicuramente ricorderemo gli orologi di Denis Guidone o Meaning of  Time di Bomi Kim, ma questi del designer Myznik Egor sono davvero originali.

Ispirati sicuramente alle celeberrime opere di Fontana o Bonalumi, gli orologi ideati dal designer Egor uniscono magnificamente il gusto dell’arte al design. 

Anima di tutto l’orologio una superficie morbida, realizzata in PVC, che ricopre tutta la struttura dell’orologio, lancette incluse. Sono proprio queste ultime a spingere delicatamente contro la membrana in PVC e disegnare delicati giochi di luci ed ombre. 

Un orologio dinamico e cangiante pronto a scandire il tempo in un modo raffinato e colto rivisitando le opere di Bonalumi. Per chi lo desidera è possibile rimuovere la membrana per personalizzare la curvatura delle lancette ed avere un effetto luce-ombra più o meno accentuato. 

Sicuramente un orologio per gli amanti dei prodotti particolari ma da sconsigliare a chi vive in simbiosi con le lancette visto che questo Soft Clock nasce solo con la lancetta delle ore… eh si, solo ore (anche se quella dei minuti può essere aggiunta in un secondo momento) così da poter vivere senza stress e fretta il tempo che passa. Ideale per chi ha pochi impegni!! Altre immagini Continua »

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LuLa, la lampada che monitora l'aria che respiriamo

maggio 21st, 2009 by Ivana

LuLa lampada

LuLa, una piccola lampada per conoscere in tempo reale la qualità dell’aria che respiriamo. Dopo le filtro lampade Filter Design arriva anche LuLa.

Il progetto è firmato dal designer Justin Gargasz il quale ha pensato ad una lampada capace di monitorare e controllare la purezza dell’aria che inaliamo.  

Un progetto multifunzione nato dalla sensibilità dei progettisti di rispondere ai nuovi bisogni della società con soluzioni di design intelligenti e funzionali. LuLa infatti non è una semplice lampada multicolor, tutt’altro.

Quello messo a punto dal designer Gargasz è infatti un dispositivo capace di monitorare, controllare e filtrare tutte le microparticelle, i pollini e le sostanze allergiche presenti nell’aria.

Grazie ad un collegamento wireless tutti i dati raccolti vengono decifrati e comparati con un database di riferimento. Una volta analizzati i dati, LuLa comunica in tempo reale (e costantemente) la qualità dell’aria attraverso i diversi indicatori cromatici. Se la lampada è blu la qualità dell’aria che respiriamo è buona diversamente, se LuLa emette una luce gialla significa che c’è qualcosa nell’aria che ne altera la qualità. Continua »

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PHILIPS riprogetta gli ospedali e le camere del futuro

marzo 9th, 2009 by Ivana

Ambient Hospital

Tecnologici e futuribili, gli ospedali pensati dalla PHILIPS rivoluzionano il concetto di cura del malato, con un nuovo tipo di medicina e di diagnostica.

Un salto tecnologico in un futuro non così lontano come assicurano i progettisti della multinazionale olandese PHILIPS.

Nuovi scenari concretizzabili nell’arco di cinque anni, tecnologie pronte ad essere impiegate per la sanità di domani (anche per l’Italia??). 

Le visioni alla Minority Report prendono vita negli ospedali del futuro firmati PHILIPS dove le pareti si trasformeranno in maxi schermi touch in 3D dove il medico potrà illustrare al malato qualsiasi notizia. Si discuterà dei problemi del malato osservando la cartella clinica digitalizzata, esaminando e facendo scorrere tutti i documenti sul maxischermo e visualizzare, ad esempio, le fasi di un’operazione con tanto di ricostruzione 3D del corpo del paziente (organi interni compresi) che, durante la degenza, è costantemente monitorato grazie ad innovative coperte wireless capaci di controllare tutti i dati vitali. Il tutto in un ambiente più accogliente in grado di migliorare il benessere quotidiano delle persone con collegamenti video con i propri cari.

Non si parla solo di degenze e di ospedali tecnologici ma anche di nuovi sistemi innovativi per analisi o ecografie come la particolare cintura di scansione. Basterà sedersi comodamente su un divano e appoggiare sulla pancia delle donne incinte una particolare coperta wireless per ecografie. Mamme e papà potranno così vedere l’ecografia a colori del proprio bambino proiettata direttamente sulla parete e controllare battiti e crescita del feto. Continua »

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La piscina galleggiante di Berlino

gennaio 27th, 2009 by Ivana

Badeschiff Berlino

Una vecchia nave da carico si trasforma in piscina galleggiante sulle acque di un fiume berlinese. 

Badenschiff è la nuova piscina realizzata dagli architetti AMP Arquitectos e nasce dall’esigenza di utilizzare le piscine ed il centro benessere berlinese anche alle basse temperature invernali. D’estate il centro termale Badenschiff  è caratterizzato da una serie di piscine a pelo d’acqua che, grazie al sistema di copertura degli architetti AMP, sarà fruibile anche in inverno.

Il nuovo Bedenschiff è realizzato con un particolare sistema di copertura a strati caratterizzato da tre membrane trasparenti ed opache che avvolgono le tre diverse piattaforme (tra loro comunicanti). Le varie membrane sono sostenute da arconi di legno curvi recuperati da una vecchia nave da carico. La struttura prende forma, oltre che con gli arconi, anche grazie a dei piccoli getti di aria, pompati tra le varie membrane, che hanno il duplice scopo di mantenere la corretta tensione per la resistenza al vento e di isolate termicamente l’interno delle tre piattaforme.

Dall’interno, grazie alle membrane trasparenti, è possibile godersi il panorama berlinese comodamente abbandonati nelle acque calde delle piscine sia di giorno che di notte e a qualsiasi temperatura esterna.

Il risultato finale è gradevole, economico e flessibile ed ha un aspetto interessante sia di giorno che di notte.  Se ce l’avessi sotto casa ci andrei volentieri tutte le sere! Le immagini Continua »

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