AMOLED: l'era del display trasparente sta arrivando

maggio 26th, 2010 by Ivana

Display AMOLED Samsung

Non so quanti di voi vedono V, il nuovo telefilm tratto dalla celeberrima serie Visitors. Beh, io sono una di quelle! Spesso i protagonisti di V, nella loro nave madre, utilizzano dei particolari computer con schermi touch  trasparenti che compaiono come per magia con un semplice gesto della mano.

Non siamo ancora a questi livelli, ma quando ho visto i nuovi schermi trasparenti ho subito pensato alle super tecnologie dei V!

Quelli di cui parlo sono dei nuovissimi display AMOLED da 19 pollici che, per ora, garantiscono una trasparenza del 30%. Parliamo ancora di un prototipo, ma la Samsung sta lavorando duramente affinché diventi la tecnologia di domani. Ovviamente già ci sarà qualcuno che starà dicendo “e vabbè ma dà fastidio alla vista guardare attraverso il monitor!”. Concordo con chi sta pensando questa cosa, ma in parte.

E’ vero, non sarebbe il massimo un pc con monitor trasparente, potrebbe far venire mal di testa, distrarre o sforzare la vista, ma non fossilizziamoci su quest’unico utilizzo e pensiamo alle applicazioni per il futuro, alle integrazioni con la realtà aumentata, ad un uso in ambito medico, alle pubblicità… o perchè no all’uso che ne fanno i V nei loro ambienti minimal (a proposito, per chi non avesse visto la serie consiglio di vederla!!)

Ad ogni modo per farvi un’idea migliore di quanto sia sottile, leggero e trasparente il nuovo display AMOLED vi lascio al video. Iniziamo a pensare alle applicazioni per il futuro? Continua »

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Digital Dawn, altro che tenda!

marzo 23rd, 2010 by Ivana

Tenda elettroluminescente Digital Down

Digital Dawn è un innovativo dispositivo luminoso in tessuto elettroluminescente fotosensibile, ispirato al fenomeno della fotosintesi clorofilliana.

Restiamo in tema di materiali intelligenti con questo prodotto innovativo, spero interessante quanto il cemento termocromico Solid Poetry che tanto vi ha stimolato.

Il progetto è stato sviluppato da Rachel Wingfield e Mathias Gmachl, dello studio londinese Loop.Ph. Questa particolare tenda è stata realizzata con tessuti elettroluminescenti. Come accennato nel post relativo al cemento termocromico gli smart materials hanno la capacità, a seconda dell’input, di modificare la propria struttura, forma o colore, proprio come nel caso di Digital Dawn.

Il dispositivo accumula la luce naturale durante il giorno per convertirla in energia elettrica da destinare, nelle ore notturne, al tessuto stampato con speciali pigmenti elettroluminescenti che riproducono un piacevole motivo floreale luminoso.

Il sistema integra una serie di fotocellule che percepiscono il cambiamento delle condizioni di luminosità dell’ambiente circostante, causando l’attivazione della superficie sensibile. In condizioni di alta luminosità il sistema si attiva solo in minima parte mentre in condizioni di bassa luminosità, il dispositivo si accende progressivamente rivelando tutta la texture floreale ed emettendo una luce diffusa ed omogenea.

Tutto il sistema è autonomo, efficiente, sicuro e consente un notevole risparmio energetico soprattutto se abbinato a dei pannelli fotovoltaici per il recupero dell’energia solare, dando vita così ad un prodotto totalmente eco-sostenibile Continua »

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Matteo Ragni e gli occhiali W-Eye

marzo 11th, 2010 by Ivana

W-Eye occhiali design by Matteo Ragni

Leggeri, anzi leggerissimi, unici e naturali. Matteo Ragni, in collaborazione con la MA-wood, Doriano Mattellone e Antonio Stella, disegna gli occhiali con montatura in legno multistrato. Un prodotto tutto italiano.

Nessuna cerniera, nessuna giunzione, ma un unico pezzo realizzato in fogli di legno multistrato curvato. Sette strati lignei e due di alluminio, conferiscono al prodotto qualità fisiche e meccaniche uniche.

La loro unione dà origine ad una montatura leggerissima, appena 10 grammi, ma estremamente resistente e flessibile (almeno così promettono).  Occhiali particolari pensati per gli “spazi interni”, da indossare nei momenti di relax o durante la lettura (forse questo perchè le stanghette non si piegano??). Una volta uniti i vari livelli di legno e alluminio, gli occhiali W-Eye vengono stampati, intagliati e rifiniti manualmente. Un processo industriale con una finitura artigianale per pezzi unici ma estremamente rifiniti.

La collezione è disponibile in sei differenti texture -mogano, ebano, zebrano, ciliegio, frassino e noce- e viene commercializzata in particolari packaging che diventano piccoli espositori per gli occhiali, così da ritrovarli più facilmente.

Personalmente non indosso occhiali, quindi posso andarmene solo per un’idea. Così, ad impatto immagino che vengano quindi realizzati su misura perchè altrimenti le stanghette seguirebbero con difficoltà la forma del viso. Probabilmente, grazie agli stati di alluminio, è possibile imprimere una forma particolare così da adattarli al meglio al proprio viso. Inoltre le stanghette che non si piegano non mi trasmettono il massimo del comfort. Ma lascio la parola a chi indossa occhiali e vuole dire la sua, sono curiosa Continua »

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Underfull: la tovaglia da sporcare!

marzo 8th, 2010 by Ivana

Underfull

Sullo stesso filone del cemento termocromicon Solid Poetry, voglio parlarvi di Underfull. Una tovaglia che da “sporca” svela il meglio di sè.

A prima vista sembra la solita tovaglia bianca damascata, ma Underfull nasconde una texture affascinante, un pattern che compare solo in determinate circostanze.

Prima o poi, durante un pranzo o una cena, ci sarà sempre lo sbadato della situazione pronto a rovesciare accidentalmente del vino sulla tovaglia e sentirsi inevitabilmente goffo e imbarazzato. Alcune macchie, come il vino rosso, sono difficili da lavare e potrebbero lasciare vaghe tracce di colore anche dopo il lavaggio!!

Questi momenti potranno finalmente trasformarsi in esperienze positive grazie alla tovaglia Underfull ideata dalla designer Kristine Bjaadal. Tutti i lavori della designer si focalizzano non tanto sull’utilizzo o sulla bellezza del prodotto, quanto sull’esperienza che i prodotti regalano. E’ il caso dei tessuti Underskog, che con l’usura manifestano nuove texture, o dei piatti Undertone decorati nella parte posteriore e che generano, proprio per questo motivo, particolari aloni colorati riflessi sulle tovaglie.

Un’esperienza particolare la regala anche la tovaglia Underfull, per ora ancora in fase di studio, ma pronta a trasformare anche le macchie più ostinate in aloni poetici. Vino rosso, caffè o cocacola… qualsiasi bevanda a contatto con il tessuto termocromico svelerà una texture di farfalle colorate. Il terrore si trasformerà quindi in un’esperienza indimenticabile e sorprendente… quasi da non voler più lavare la tovaglia!! Guarda altre immagini e il video Continua »

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Solid Poetry: il cemento termocromico

marzo 2nd, 2010 by Ivana

Solid Poetry

Nello scenario sempre più ampio di nuovi materiali non posso non citare il cemento Solid Poetry. Un cemento che solo da bagnato rivela la sua vera natura.

Solit Poetry fa parte di quei materiali che in gergo tecnico vengono definiti “smart materials” e cioè di tutta una nuova serie di prodotti iperperformanti capaci di cambiare la propria struttura, composizione, forma o funzione a seconda degli input esterni.

Ad ogni input corrisponde un output, una risposta reversibile. Gli smart materials aprono così un nuovo linguaggio progettuale, estremamente amato dai progettisti. In questo ambito rientra il cemento termocromico Solid Poetry; una piastrella in cemento che reagisce al contatto con acqua, lasciando apparire, come si vede dalle immagini, una serie di texture floreali (ma le fantasie possono essere personalizzabili in base alle esigenze personali).

Il progetto è stato sviluppato dai designer Susanne Happle e Frederik Molenschot del gruppo Droog Design in collaborazione con la Terratorium, azienda olandese che produce e lavora ceramiche e pietre naturali.

La superficie del cemento è stata trattata con inchiostri termocromici stampati per serigrafia. Il disegno appare progressivamente solo quando il cemento viene bagnato con acqua o con vapore. Il disegno che appare è il risultato di una reazione reversibile,  per cui scompare appena il cemento asciuga Continua »

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Edo: quando il design è bio-inspired.

febbraio 19th, 2010 by Ivana

Pensilina solare bio-inspired Edo

Edo, una pensilina solare multifunzione ed energeticamente autonoma che unisce il design biomimetico alle eccellenze tecologiche. Un progetto che racchiude sapientemente bio-design, sostenibilità ambientale, nuove tecnologie e aspetti sociali.

Il design di Edo nasce dall’osservazione al microscopio SEM di alcune alghe unicellulari marine chiamate Diatomee, organismi particolarmente interessanti per il design sostenibile poiché si presentano come una sorta di “pannello solare” strutturato a forma di ventaglio (le vedete nella gallery), costituito da diversi individui aggregati in colonia per accumulare tutta la luce necessaria alla propria sopravvivenza (vi consiglio di leggere anche l’approfondimento alla fine del post).

Questo elemento a forma di ventaglio ha ispirato il design della parte superiore delle pensiline che ingloba una tecnologia fotovoltaica costituita da film flessibile in silicio amorfo. La superficie fotovoltaica raccoglie energia solare durante il giorno che viene accumulata in delle batterie per poi essere utilizzata in parte per alimentare un insieme di led che, attraverso un tessuto fotoluminescente, illuminano la superficie inferiore della pensilina per creare un effetto di luminescenza diffusa e poetica, che accende l’oggetto di notte. Il resto dell’energia ricavata viene messa a disposizione degli utenti che potranno “scaricarla” in forma di “free energy” (sfruttando magari i minuti di attesa o di sosta per poter recuperare una quantità di energia “di emergenza”) e attraverso una porta universale poter fornire energia a dispositivi portatili come telefoni, smartphone, lettori musicali, laptop, macchine fotografiche. Continua »

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AAA cercasi designer per Concrete Cloth

febbraio 10th, 2010 by Ivana

Concrete Cloth

Hai un’idea di utilizzo per Concrete Cloth? Proponila!

Pochi giorni fa vi ho parlato di Concrete Cloth, il particolare tessuto che impregnato d’acqua assume tutte le caratteristiche fisiche e meccaniche del cemento.

Un materiale, per ora, maggiormente utilizzato per l’edilizia (parlavamo infatti dei rifugi per Haiti) che ha ottime potenzialità anche in ambito di design, e che da poco ha anche ricevuto da Material Connexion il riconoscimento come materiale più innovativo dell’anno.

Pochi giorni fa sono stata contattata dal responsabile della distribuzione in Italia di questo materiale, il dott. Yvano Filippin il quale sarebbe contento se su A+D prendesse atto un brainstorming per immaginare nuovi utilizzi di Concrete Cloth

Siamo convinti che il potenziale del prodotto si possa esprimere assai di più in opere creative, nell’architettura e nella scenografia. Un gruppo di architetti e designer fantasiosi potrebbe trovare degli interessanti impieghi del concrete cloth. Quindi saremmo lieti se l’iniziativa su A+D possa svolgersi”.

Il materiale ha delle caratteristiche interessani come grande duttilità nel modellarlo, impermeabilità, alta resistenza al fuoco, estrema durezza e resistenza dopo idradazione, ottimo effetto tessile alla coloritura, facilità e rapidità d’impiego ed altre caratteristiche interessani che si possono evincere dal sito www.concretecnavas.co.uk.

Spero che la discussione si faccia frizzante e che le vostre idee possano concretizzarsi. Per qualsiasi informazione o dubbio potete contattarmi all’ indirizzo che trovate di lato a destra (se trovate la casella piena  inviate a ivanasaltelliCHIOCCIOLAgmail.it). In bocca al lupo a tutti!!

-Per gli studi interessati è possibile anche ricevere un campione del materiale-

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Dyson Air Multiplayer: che sventola di ventilatore!!

febbraio 8th, 2010 by Ivana

Dyson Air Multiplayer

Dyson Air Multiplayer il primo ventilatore senza pale. Dopo quattro anni di ricerca la Dyson riesce finalmente a lanciare un nuovissimo tipo di ventilatore, senza pale appunto.

Sono passati quasi cento anni dal primo ventilatore. Era infatti il 1886 quando l’ingegner Schuyler Wheeler progettò il primo ventilatore. Cento anni che non hanno visto nessuna sostanziale evoluzione del progetto fino a quando il 62enne sir Dyson non c’ha messo lo zampino.

In quanto a tecnologia ed innovazione di certo Dyson è un passo avanti a tutti. Dopo la scopa elettrica senza sacchetto e l’asciuga-mani Airblade, arriva il rivoluzionario Dyson Air Multiplayer. Il design ha una sola parola d’ordine: semplicità. Lo stesso vale anche per il funzionamento e la manutenzione. Ma occupiamoci prima del design.

Air Multiplayer è caratterizzato da un grosso anello di plastica ABS adagiato su un piedistallo cilindrico. Niente pale quindi, ma una capacità di ventilare 15 volte superiore ai tradizionali ventilatori. Air Dyson è infatti capace di espellere ogni secondo dai 4 ai 5 litri di aria fresca. L’aria viene aspirata dalla base del ventilatore (tramite un motorino inserito all’interno del dispositivo) per poi essere incanalata attraverso una fessura spessa 1,3mm, che corre lungo tutta la circonferenza dell’anello, che comprime l’aria spingendola fuori con forza garantendo una corrente continua e potente. Proprio per questo motivo possiamo parlare di moltiplicatore di aria.

Grazie alla base snodata è anche possibile inclinare il ventilatore e direzionare al meglio la corrente generata. Un oggetto innovativo che ci costerà qualcosa in più di 200 euro, soldi che, a detta dello stesso James Dyson, la gente spenderà volentieri per un apparecchio del genere. “E’ semplice ed efficace, si pulisce con un panno e in più nessuno corre il rischio di farsi male alle dita“.

Oltre al fattore sicurezza, assolutamente da non sottovalutare, lo trovo semplicemente geniale ed impeccabile da tutti i punti di vista? Voi siete del mio stesso parere o trovate che ci sarebbero dei punti da rianalizzare? Continua »

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Concrete Cloth: il cemento morbido come un tessuto

gennaio 20th, 2010 by Ivana

Concrete Cloth

E’ morbido e leggero, proprio come un tessuto ma ha tutte le caratteristiche fisiche e meccaniche del cemento… basta solo aggiungere acqua!

Senza acqua, infatti, è soffice e flessibile proprio come un pezzo di stoffa (di quella un po’ spessa) basta impregnarlo di acqua ed attendere 24h per un renderlo resistente e duro come il cemento. E’ il Concrete Cloth un nuovo materiale realizzato dall’azienda britannica Concrete Canvas “A secco, si presenta come un tessuto ma una volta impregnato d’acqua è flessibile e adattabile a curvature complesse” .

Chissà se al progettista non è venuto un colpo di genio guardando il gesso dell’ingessatura visto che il principio di funzionamento è praticamente uguale alle garze del gesso usate in medicina (purtroppo ne so qualcosa!).

Concrete Canvas è un materiale versatile utilizzato fino a qualche anno fa esclusivamente in ambito militare ma che oggi sta pian piano prendendo piede in diversi settori, non ultimo quello del design. Una tecnologia  premiata “non solo per le caratteristiche tecniche ma anche per le potenziali capacità di influire sulle nostre vite”.

Grazie alla sua leggerezza e alla facilità di utilizzo questo particolare materiale permette di creare in meno di un giorno moduli abitativi confortevoli, spaziosi ed ignifughi. Per realizzarli bastano appena due persone, aria compressa ed acqua.  Prima di tutto si stende sul terreno il sacco realizzato in tessuto di cemento (ci si aiuta con un’automobile viste le dimensioni). Nella fase successiva si gonfia il sacco con dell’aria e poi si procede con l’aggiunta dell’acqua. Poco più di mezz’ora per realizzare un modulo e 24 ore per far asciugare tutto Continua »

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Mag+: la rivista del futuro…

gennaio 12th, 2010 by Ivana

Mag la rivista del futuro

C’è chi le immagina realizzate in OLED extrasottili e flessibili, chi le immagina come ologrammi e chi le immagina interattive e touch. Sono le riviste ed i giornali del futuro. La cosa che unisce tutti è sicuramente la tecnologia.

Diremo quindi addio all’odore della carta appena stampata e alle collezioni delle nostre riviste preferite? Secondo i designer di Mag+ sì. Niente supporti OLED o proiezioni nell’aria ma un concept semplice e realizzabile.

Mag+ è il nuovo metodo per leggere e consultare riviste ideato dalla società svedese Bonnier R&D. Un supporto grande quanto un A4 con superficie touch. Un iPhone rivisitato praticamente, dalle dimensioni leggermente maggiorate, ma con funzioni e grafica molto molto familiari. Un unica “rivista” pronta a contenerne tantissime altre.

Quello sul quale punta la società svedese è un nuovo modo di comunicare attraverso immagini mozzafiato e piccoli testi-slogan che, a seconda del volere del lettore, possono essere approfonditi attraverso un semplice tocco modificando l’interfaccia grafica per una lettura più confortevole e piacevole Continua »

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