March 9th, 2010 by Sara Calvanese

Come volotaria presso una bottega di “altromercato” (MondoNuovo - San Donato, Torino) vi segnalo “FA’ LA COSA GIUSTA!” 2010, al cui interno troverete, sabato 13 Marzo ore 18:30, la presentazione della linea primavera/estate di “altromercato”.
Per chi non conoscesse ancora il commercio equo e solidale, questo evento potrebbe essere il punto di partenza per aprirsi ad un’economia solidale a sostegno dei paesi in difficoltà, delle donne e di chi ha più bisogno, per finanziare progetti e lavori in maniera solidale. La fiera mette in mostra progetti, idee, soluzioni per consumare e produrre secondo principi di sostenibilità economica, ambientale e sociale.
Per un mondo diverso, attento alla valorizzazione dei temi sociali, dei prodotti realizzati a mano, con materiali innovativi, ecologici e con una storia reale alle spalle. Fa’ (anche tu) la cosa giusta!
Dove: L’appuntamento è per sabato 13 marzo, alle ore 18.30, presso la sezione Critical Fashion di Fa’ la cosa giusta. Fa’ la cosa giusta! si terrà a fieramilanocity dal 12 al 14 marzo, in viale Scarampo 14, Milano. MM1 Amendola Fiera o Lotto. Padiglioni 1 e 2, ingresso da P.ta Scarampo
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February 24th, 2010 by Ivana

Com’è possibile cambiare le cattive abitudini delle persone? Com’è possibile rendere le persone più attente e rispettose dell’ambiente?
Ci pensa Volkswagen con un’iniziativa assolutamente divertente e coinvolgente: The Fun Theory. Una serie di installazioni volte a sensibilizzare le persone su diversi argomenti quali la raccolta differenziata, il risparmio energetico, il rispetto per l’ambiente… tutto in un modo che, lo vedrete dai video, appassiona e diverte, dai più piccoli ai più grandi, e che ovviamente sensibilizza!
Tra i video più belli vi consiglio Piano Stairs relativo all’utilizzo delle scale al posto delle scale mobili. Senza installazione erano pochissime le persone che sceglievano le scale invece delle più “comode” scale mobili. Fin quando un gruppo creativo ha installato sui gradini delle scale una sorta di maxi-pianoforte perfettamente funzionante con tanto di tasti bianchi e neri. Ogni gradino un tasto e ovviamente una nota!
Inutile dirvi che l’attenzione delle persone è stata letteralmente catturata dall’installazione e praticamente tutti decidevano di utilizzare le scale e creare le proprie melodie. Anche alcuni anziani hanno preferito le scale e addirittura altri, che osservavano dalla scala mobile, sono tornati indietro per provare la scala musicale! Più delle mie parole vi consiglio il video! Scommetto che domani guarderete le scale in modo diverso e desidererete tutti le Piano Stairs Continua »
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February 19th, 2010 by Ivana

Edo, una pensilina solare multifunzione ed energeticamente autonoma che unisce il design biomimetico alle eccellenze tecologiche. Un progetto che racchiude sapientemente bio-design, sostenibilità ambientale, nuove tecnologie e aspetti sociali.
Il design di Edo nasce dall’osservazione al microscopio SEM di alcune alghe unicellulari marine chiamate Diatomee, organismi particolarmente interessanti per il design sostenibile poiché si presentano come una sorta di “pannello solare” strutturato a forma di ventaglio (le vedete nella gallery), costituito da diversi individui aggregati in colonia per accumulare tutta la luce necessaria alla propria sopravvivenza (vi consiglio di leggere anche l’approfondimento alla fine del post).
Questo elemento a forma di ventaglio ha ispirato il design della parte superiore delle pensiline che ingloba una tecnologia fotovoltaica costituita da film flessibile in silicio amorfo. La superficie fotovoltaica raccoglie energia solare durante il giorno che viene accumulata in delle batterie per poi essere utilizzata in parte per alimentare un insieme di led che, attraverso un tessuto fotoluminescente, illuminano la superficie inferiore della pensilina per creare un effetto di luminescenza diffusa e poetica, che accende l’oggetto di notte. Il resto dell’energia ricavata viene messa a disposizione degli utenti che potranno “scaricarla” in forma di “free energy” (sfruttando magari i minuti di attesa o di sosta per poter recuperare una quantità di energia “di emergenza”) e attraverso una porta universale poter fornire energia a dispositivi portatili come telefoni, smartphone, lettori musicali, laptop, macchine fotografiche. Continua »
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February 15th, 2010 by Ivana

Ricaricare le batterie è semplice come stendere il bucato!
Il designer Jinsic Kim è autore di un nuovo concept di presa elettrica “sostenibile”, un mix tecnologico e perchè no anche un po’ poetico. Sun Box è un piccolo dispositivo munito di pannelli fotovoltaici e pacco batterie che va messo fuori al sole proprio come si stende il bucato al mattino e si ritira una volta che il sole non c’è più.
Durante la giornata Sun Box ha così catturato ed immagazzinato tutta l’energia solare ed è pronto per alimentare un dispositivo elettrico.
Il design prevede, oltre al doppio pannello fotovoltaico ed un pacco batterie, una presa elettrica alla quale collegare le spine degli apparecchi elettrici.
Un concept come dicevo poetico ma dubbia realizzazione. Dalle foto il designer alimenta un notebook, un monitor… forse per 2 secondi?! Non c’è un trasformatore (o almeno non si vede) il che restringe il campo di utilizzo a pochissimi apparecchi. Inoltre i pannelli fotovoltaici così “appesi” non verrebbero nemmeno irraggiati correttamente andando ad incidere negativamente sull’efficienza del dispositivo.
Ben vengano i progetti green, i progetti per il recupero dell’energia solare, però non rendiamo il design una barzelletta! Continua »
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February 4th, 2010 by Ivana

eBarrito uno store che pensa in verde e realizza tutti gli arredi interamente in cartone!!!
Cartone lavorato, inciso o fustellato, tante forme ed un design unico per un franchising che pensa in verde.
Sono rimasta colpita dalla bellezza e l’originalità dell’interior-design di questo store e dalla filosofia di eBarrito, un nuovo brand che si occupa di borse e accessori in pelle tutto all’insegna del “green thinking“.
Basta dare un’occhiata alle foto per respirare questo mood verde. Ovunque il nostro occhio cade scorgiamo arredi modulari realizzati al 100% in cartone. Dal bancone alle scaffalature, dagli espositori ai lampadari tutto è stato concepito interamente in cartone, un materiale ecosostenibile, riciclato e riciclabile!. Un fantastico stile etico e sostenibile.
Autrice degli interni dello store, la designer Francesca Signori che ha saputo mettere in risalto l’ecletticità di questo materiale “povero” creando un ambiente variegato, ricco, gioioso e carico di significati ecologici.
Per ora potete dare un’occhiata agli store eBarrito (ed ai bellissimi accessori in pelle) nei punti vendita di Novara, Cremona e Reggio Emilia. A chi non può vederli di persona consiglio la fotogallery;) Spero vi piaccia Continua »
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February 2nd, 2010 by Ivana

Una nuova speranza per l’Africa. Dopo Savior Bad arriva un pallone da calcio che trasforma il gioco in energia.
Arriva dall’università di Harvard questo nuovo progetto che potrebbe rivoluzionare la vita delle popolazioni africane che ancora hanno difficoltà a reperire l’energia.
Soccket sembra un comune pallone da calcio, proprio come quelli con cui bambini amano giocare per ore. Ma ovviamente sOccket ha qualcosa in più! E’ infatti capace di incamerare tutta l’energia che i bambini generano giocando a calcio e trasformarla in energia elettrica da utilizzare per piccoli apparecchi elettronici, lampade LED o telefoni cellulari ad esempio.
“Il brevetto per questa innovazione è attualmente in corso. Stiamo lavorando anche con le organizzazioni locali del Sud Africa che vedono il calcio come un modo per promuovere lo sviluppo dei giovani e l’educazione alla salute”. Queste le parole delle quattro ragazze ideatrici di Soccket, un progetto di social-design interessante che, nella sua semplicità, potrebbe regalare una speranza all’Africa.
I rendimenti sono notevoli. Basta pensare infatti che per ogni 15 minuti di gioco, la palla riesce a generare un quantitativo di energia utile per illuminare una lampada LED per 3ore.
Questa soluzione potrebbe in breve tempo sostituire le lampade al cherosene utilizzate dai popoli africani, causa principale di decessi a causa di incendi e dell’inalazione dei fumi, con lampade LED alimentate dall’energia generata dai palloni. Senza dimenticare che l’energia può essere utilizzata per alimentare qualsiasi altro piccolo dispositivo elettronico semplicemente giocando.
“L’idea – spiegano i ricercatori – è venuta prendendo spunto dalle piste da ballo che trasformano la pressione dei passi in energia elettrica. In questo caso il movimento della palla agisce su un magnete avvolto in una bobina inducendo una tensione che genera corrente elettrica”.
Anche se i palloni in questione peserebbero poco più di quelli tradizionali, questa idea potrebbe rivoluzionare la vita di più di un milione di persone.
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January 27th, 2010 by Ivana

Julien Bergignat disegna Helmet B: un casco per ciclisti leggero, resistente, riciclabile e bio-inspired.
Dall’armadillo al design di un casco. Helmet B nasce proprio dall’osservazione di un piccolo armadillo; il design riprende infatti la morfologia ed il movimento delle squame di questo animale che in caso di pericolo si appallottola su se stesso per proteggersi.
Da qui prende forma Helmet B, un dispositivo pieghevole di protezione per la testa che si trasforma in poche mosse da foglio 2D a struttura tridimensionale e viceversa. La particolarità di questo casco è costituita principalmente dalla sua semplicità e facilità d’uso. Helmet B è molto arioso e leggero perché non è realizzato in un unico blocco, ma da una serie di piccoli elementi flessibili che alleggeriscono il casco nonché il materiale utilizzato per la sua fabbricazione.
L’uso del prodotto è molto semplice, basta piegare le ali verso l’interno e fissarne la forma con le clip a pressione poste alle estremità del casco. Una caratteristica che ne facilita anche il trasporto considerando che, una volta aperto, il casco può essere riposto facilmente in una borsa!
E’ interessante sottolineare inoltre che Helmet B è interamente realizzato in polipropilene sia per l’esterno che per la parte interna a diretto contatto con la testa (in questo caso il polipropilene è di tipo espanso). Il materiale oltre ad essere economico ha un assorbimento di potenza molto elevata, è durevole, flessibile ed estremamente leggero. Ciascuno dei componenti del casco è inoltre separabile dagli altri, caratteristica che lo rende quindi riciclabile al 100%.
Per le passeggiate in bicicletta Continua »
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January 25th, 2010 by Giada Tutino

Il collettivo Snark ci sorprende ancora una volta con un progetto innovativo e sostenibile: è un sistema di elementi urbani gratuiti e condivisi - chair sharing appunto - disegnato da Emanuele Bompan, Gaspare Caliri, Marco Lampugnani e Beatrice Manzoni, per la città di Modena.
Il progetto prende vita da una constatazione: sedersi in città al giorno d’oggi non è poi così facile; capita spesso di trovare panchine segate, rimosse, accantonate, quasi come se fossero un ostacolo più che un servizio di cui fruire.
L’intento dei progettisti è dunque quello di “Riportare le persone nei loro quartieri, ossia farle tornare a riconoscersi nei luoghi, dare una possibilità alla formazione di senso di comunità”.
Segue lo stesso procedimento del bike-sharing, solo che in questo caso il prodotto fruibile è una “seduta mobile” in alluminio anodizzato, che però è stata studiata come figura ibrida tra una sedia e una bici.
Le sedute si ritirano gratuitamente passando su un lettore la Tessera Sanitaria e possono essere utilizzate per un tempo massimo di 6 ore; sono tutte modulari e dotate di una antenna wi-fi integrata che consente di connettersi alla rete senza spendere un centesimo e di un sistema di geo-posizionamento su base cartografica: una volta seduti, si può accedere al sito del progetto che mostra, tramite una mappa dinamica, tanti contenuti sulla città caricati anche dai cittadini stessi. Vuole essere, quindi, anche uno strumento di partecipazione perché permette ai fruitori di creare collettivamente una sorta di guida on-line della propria città Continua »
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January 8th, 2010 by Ivana

Un interessante eco-concept arriva fresco fresco dalla corea grazie all’estro del giovane designer Seokjae Rhee. E’ Eco-Bulb. Non stiamo parlando della solita lampada a risparmio energetico ma di una lampada con una marcia in più. Vediamola assieme!
Eco Bulb parte da un principio di funzionamento simile alle lampade a risparmio energetico ma il suo bulbo, invece di essere formato da un unico elemento, è stato diviso in sei elementi indipendenti tra loro. Una lampada che ne vale sei dunque. L’idea del designer è quella di risparmiare quanta più energia possibile senza però tralasciare il comfort visivo e l’illuminazione ambientale, decidendo dunque quanti watt utilizzare ogni volta che si accende la lampadina.
A seconda delle nostre esigenze è quindi possibile scegliere quanta luce vogliamo e soprattutto dove direzionarla. Pensiamo ad un semplice lampadario a sospensione con un solo portalampada. Con questo elemento è possibile direzionare ed avere un solo tipo di luce (a meno che non cambiamo voltaggio della lampada ogni volta).
Eco-Bulb invece è sei lampade in una. Se abbiamo bisogno di una luce vivace basta attivare tutti e sei gli “spicchi”; se invece desideriamo una lampada che crei solo atmosfera basta attivare un unico spicchio. Praticamente l’equivalente di un dimmer applicato però alle lampade a basso consumo (i dimmer funzionano solo con le lampade ad incandescenza o alogene) . Ma non è tutto Continua »
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December 2nd, 2009 by Giada Tutino

E’ “verde” ma non solo di colore!
Sto parlando del nuovo cellulare prodotto dalla Samsung, il Reclaim M560. E’ il primo telefonino biodegradabile interamente realizzato con bio-plastiche e materiali riciclati, ma a differenza del Bamboo Phone di Gert Jan Van Breugel, è realizzato tramite il granturco.
Anche il packaging è più ecologico in quanto creato con cartone riciclato e inchiostri a base di soia (usati anche per scrivere il manuale delle istruzioni ). Per di più il dispositivo non presenta cloruro di polivinile (PVC), presente in quasi tutti telefoni cellulari ed è progettato per utilizzare, quando è in uso, meno energia possibile.
Oltre al design ecosostenibile, anche i vertici aziendali della Samsung hanno voluto dare un tocco ecologista alla propria politica commerciale: per ogni vendita verranno infatti devoluti 2 dollari alla “Nature Conservacy” organizzazione non governativa statunitense attiva nella tutela dell’ambiente. Dunque, questo prodotto non vuole solo essere “amico della natura” ma ha il preciso scopo di far comprendere alle masse che tecnologia e salvaguardia dell’ambiente possano essere legate.
Per ora il Reclaim è in vendita solo negli USA ( al prezzo veramente “low” di 50$, circa 35€ ) con un contratto biennale con la società Sprint Nextel, ma arriverà in Europa il prossimo anno.
Un avanguardia “green” veramente mirabile e innovativa. Altre immagini Continua »
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