Andrea Vecera e Choc-a-porter

gennaio 14th, 2009 by Ivana

Choc-a-Porter

Choc-a-porter, il gusto e la passione per il cioccolato si trasformano in uno scrigno per conservare e servire prelibatezze.

Determinato ed eccentrico, così si definisce Andrea Vecera, ventiquattrenne torinese con un unica grande passione: il design. Proprio questa sua grande passione e la grande determinazione lo portano, a soli 24anni, ad aver conquistato già molti premi di design.

Solo per citarne alcuni: primo premio all’HP Hand Project Design con il progetto HandP; primo premio anche al VE.DE.RE. Design Contest con il progetto DivertiRè, Winner Project Official Merchandising per Torino World Design Capital con Toret, Silver Award al Samsung Young Designer Award con il product-recorder hi-REC ed ultimo, in ordine cronologico, primo premio al concorso Food Design Choc-a-porter con il progetto Lo scrigno di Giacometta.

Quest’ultimo progetto ha un design che rievoca in chiave contemporanea lo stile barocco e le forme golose dei celebri gianduiotti. Un carrello per mostrare e servire cioccolata, ma soprattutto degustare uno dei prodotti più caratteristici del Piemonte, il cioccolato appunto. “Lo scrigno di Giacometta” ( il nome si riferisce al leggendario Gianduiotto che Gianduia donò a Giacometta) è un carrello estremamente flessibile, gambe e teca sono infatti smontabili per agevolare il trasporto e, grazie alla larghezza ridotta, è possibile maneggiarlo con facilità anche tra un tavolo e l’altro o negli spazi più stretti. Continua »

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Prodotti DOT di Alberto Caramello

dicembre 10th, 2008 by Ivana

DOT Alberto Caramello

DOT, il design allegro e consapevole del designer Alberto Caramello. DOT è un nuovo marchio per oggetti design oriented per la casa, la persona, l’esterno e per il tempo libero. 

Tra i vari prodotti proposti da DOT oggi ne ho scelto uno di food design. E’ Ovetto, un tagliere molto particolare e utile che mi ha colpito soprattutto per la capacità del designer di aver saputo coniugare perfettamente ironia e funzionalità.

Ovetto evoca infatti la forma di uno uovo al tegamino (o occhio di bue, come preferite) con dei bordi morbidi che rendono questo tagliere vivace e particolare. Le caratteristiche sono diverse. Prima di tutto il bordino rialzato assicura che i liquidi non fuoriescano dal tagliere, evitando così di sporcare e non perdere nulla del cibo che stiamo tagliuzzando.

Quello che rende particolare Ovetto è sicuramelte l’ elemento in legno di castagno posizionato all’interno del tagliere. Un “tuorlo” rimovibile che nasconde un pratico foro che aiuta a versare il cibo tagliato all’interno di piccoli contenitori o padelle di cottura.

Il resto del tagliere è realizzao in grès smaltato bianco e, grazie a dei comodi piedini in gomma antiscivolo posizionati al di sotto del piano, è assicurata una perfetta stabilità. Un oggetto che cerca di cogliere la sintesi tra poesia e ironia, tra forma e funzione, tra innovazione e tradizione.

Vi consiglio di dare un’occhiata anche agli altri prodotti, sono tutti molto interessanti. Per gli interessati è possibile acquistarli on-line. Può essere un’idea per Natale! Continua »

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La bottiglia per l'acqua realizzata in carta

dicembre 2nd, 2008 by Ivana

360 Paper

Lo studio BrandImage lancia 360 Paper, la prima bottiglia per acqua realizzata in carta! Un progetto ideato per far fronte alle tonnellate di bottiglie di plastica che si accumulano numerose nelle discariche.

L’idea è quella di sostituire le tradizionali bottiglie di plastica che, a detta della BrandImage troppo spesso finiscono in discarica (circa l’86% negli USA) senza essere riutilizzate o riciclate, con un prodotto riciclato, riciclabile e biodegradabile al 100%, la carta appunto. 

La parte più interessante del packaging sta nello studio del tappo, che in 360 Paper mi sembra la cosa più interessante (forse l’unica). La parte superiore della bottiglia è caratterizzata, infatti, da quell’elemento ellittico che si può spezzare dal resto della bottiglia; una volta aperta la bottiglia questo elemento ellittico si divide in due parti, una da incastrare alla base del collo della bottiglia che aiuta a versare l’acqua, mentre l’altro, che funge da tappo, si aggancia a pressione all’anellino alla destra della bottiglia, così non si perde ed è sempre pronto all’uso.

Oltre alla domanda che vi starete ponendo tutti (come fa la carta a conservare e preservare il liquido contenuto senza sciogliersi) mi domando perchè, invece di sensibilizzare le persone ad un utilizzo più etico e consapevole delle plastiche, vengono proposti questi oggetti che non risolvono il problema alla base.  Quello che è chiaro è che per essere idrofoba la carta va sicuramente trattata, perciò tutto il senso più etico e “verde” va comunque perso. Del progetto salverei solo il tappo, il resto non mi convince affatto e al sito non ci sono specifiche circa il materiale. Voi cosa ne pensate? Altre immagini Continua »

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Trongs, finger food

novembre 12th, 2008 by Ivana

Trongs, utensili per finger-food

Uno degli ambiti più produttivi del design è sicuramente quello dedicato al food.

Le idee arrivano copiose da tutto il mondo. L’ultima che ho trovato si chiama Trongs, un sistema per il finger-food studiato per mangiare con le mani, senza sporcarsele.

I Trongs sono dei piccoli utensili di food-design, facilmente impugnabili con le mani che si adattano alle dita sistemandosi perfettamente tra indice-medio e pollice senza ostacolare i movimenti naturali delle mani o delle dita.

Una volta impugnati è possibile toccare tutti i cibi senza sporcarsi le mani, nel massimo dell’igiene anche se non ci siamo lavati le mani.

Il particolare design di Trongs, con quelle estremità curvate e leggermente appuntite le rende simili a delle pinzette e adatte ad afferrare qualsiasi cibo, dal più piccolo al più grande, in totale comfort. Diversamente da Pick It o Eat with Your Finger Trongs ci lasciano liberi di fare movimenti istintivi, di stringere il cibo con le dita proprio come se non avessimo nessun accessorio tra le mani. Il design stesso di Trong è stato infatti  studiato ergonomicamente sulle tre dita -indice-medio-pollice- che utilizziamo per mangiare con le mani. Dopo averli utilizzati basta lavarli e sono pronti per il prossimo finger-food.

Oltre a costare pochissimo (6paia circa 3€), sono utili e li può usare anche un bambino. Date un’occhiata al video. 

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L'oggetto misterioso 2

novembre 10th, 2008 by Ivana

Oggetto misterioso 2, la vendetta. Dopo Kilip, vediamo questa volta la vostra fantasia cosa vede in questo oggetto.

POI vi svelo tutto;) Continua »

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Voilà ed Esse di Davide Conti

ottobre 29th, 2008 by Ivana

Piatti Voilà

Davide Conti è un giovane designer genovese con tante idee e tanti progetti all’attivo. I progetti finora realizzati sono davvero tanti, sebbene Davide sia giovanissimo.

Molti dei suoi progetti sono stati segnalati su diversi blog di design. La categoria Product, all’interno del suo sito, è molto ricca e, tra i tanti progetti, voglio segnalarvi Voilà ed Esse.

Voilà è un particolarissimo piatto, segnalato al concorso di design per l’artigianato nella sezione food-design. Un piatto realizzato in ceramica dall’aspetto geometrico molto particolare e gradevole che richiama la forma delle ali di gabbiano.

Come Voilà anche Esse ha una forma particolare, ma questa volta il design è più fluido e caratterizzato da una forma ad “S” che lo rende più morbido e delicato. Anche Esse è realizzato in ceramica ed è ottimo per impreziosire le tavole ed esaltare i cibi.

I piatti possono essere utilizzabili da entrambi i lati e, in particolare Voilà una volta capovolto regala due alloggi per il cibo. Una particolarità che lo rende adatto a determinati cibi, degustazioni e party. I lavori al suo sito sono tantissimi (purtroppo tutte le aree non sono ancora accessibili a tutti) alcuni sono veramente interessanti. Aspettando che sia aperto a tutti ci iniziamo a vedere qualche pillola! Continua »

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Nuovo packaging Philadelphia "squeezable"

ottobre 20th, 2008 by Ivana

Nuovo Packaging Philadelphia

Nuove esperienze e nuovi packaging. Il designer Miles Russell pensa ad un nuovo packaging per la Philadelphia, più comodo e funzionale, pronto per essere utilizzato.

Il limite di molti packaging di food-design è che, sebbene siano gradevoli e ben fatti, non sempre sono funzionali; spesso per consumarne il contenuto abbiamo per forza bisogno di qualche altro strumento, cucchiaino o coltello ad esempio. E’ il caso del packaging tradizionale della Philadelphia, la famosa vaschetta color grigio brillante. Senza un coltello è abbastanza complesso prendere un po’ di formaggio e spalmarlo per farcire un panino.

Il packaging pensato dal designer statunitense Russell, invece, può essere utilizzato in qualsiasi momento, anche con una sola mano! La forma del nuovo packaging permettere di spremere il contenuto direttamente dove preferiamo e, grazie alla spatolina incorporata, di spalmare al meglio tutto il formaggio.

Ovviamente stiamo parlando solo di una proposta, non impazzite a cercarla nel banco frigo perchè purtroppo non la troverete. Spero che la Philadelphia, e le altre marche che producono prodotti spalmabili, si ispirino presto all’idea del designer Russell per creare numerose nuove linee di “packaging squeezable”. Non mi dispiacerebbe affatto applicare questo principio al packaging della Nutella!!!

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E-Bag di Electrolux, la borsa più…cool!!

ottobre 17th, 2008 by Ivana

Electrolux E-Bag

Si chiama E-bag ed è uno dei progetti emersi al Electrolux Design Lab 2008, la borsa più cool del momento!! Non fatevi ingannare dalle apparenze, e-bag è una borsa hi-tech!

Beh non sto parlando di tendenze, sebbene il design sia d’impatto, ma di cool nel senso letterale di fresco; sto parlando infatti di una parlicolare borsa che tiene freschi gli alimenti contenuti in un modo molto molto particolare…non c’è ghiaccio nè un sistema elettrico di raffreddamento. Come raffredda allora?

E-bag sfrutta l’energia cinetica del corpo, soprattutto quella dell’oscillazione delle braccia, che produciamo durante il cammino. Questa energia viene “catturata” dal manico della borsa collegato ad una dinamo che carica la batteria trasferendo calore grazie all’effetto Peltier (fenomeno termoelettrico per cui la corrente elettrica che scorre tra due metalli o semi conduttori differenti posti in contatto -giunzione peltier- produce un trasferimento di calore). Grazie ai LED è possibile capire il grado ottimale di raffreddamento della borsa.

Il progetto è stato realizzato da Apor Püspöki, studente della Moholy-Nagy University of Arts and Design di Budapest (Ungheria) il quale ha dichiatato: “Ho voluto fare un punto sul modo in cui la vita si interfaccia con l’aumento del consumo di energia. Bisogna pensare quindi a nuovi progetti responsabili e sostenibili per tutti, partendo anche dalle cose più semplici”.

Una borsa che coniuga magistralmente design, innovazione e sostenibilità.  Altre immagini Continua »

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Inamo, il ristorante super tech

ottobre 13th, 2008 by Ivana

Inamo Restaurant HiTech

Tavoli touchscreen, proiettori, ambienti dal design raffinato e un mood super tech: è il ristorante Inamo. A Londra (quartiere Soho) design e tecnologia camminano di pari passo.

Inamo è la diretta evoluzione del wine bar interattivo Adour nato negli States. Un concetto ampliato e reso ancora più gradevole dalla veste grafica interattiva. Un menù tutto da toccare, proiettato direttamente sul nostro tavolo. E’ la nuova frontiera dei menù touch!

E’ possibile ordinare semplicemente pigiando sulla rappresentazione della pietanza che desideriamo, avere un’anteprima visuale della portata proiettata direttamente nel nostro piatto, conoscere gli ingredienti, i vini che vengono proposti ma anche personalizzare il piatto cambiandone qualche ingrediente. Nel ristorante londinese Inamo è inoltre possibile conoscere i tempi di attesa e di cottura delle portate ed il loro stato di preparazione nonché richiedere il conto con un semplice touch. Nei tempi d’attesa o dopo pranzo è possibile impegnare il proprio tempo giocando a battaglia navale touch contro il vostro commensale, ovviamente proiettata sul nostro tavolo.

Il design degli interni è stato affidato allo studio Blacksheep. Design minimal dai toni caldi, caratterizzato ed illuminato solo dagli elementi bianchi posti al soffitto, all’interno dei quali si trovano i proiettori.   Continua »

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James, il piatto per party

ottobre 1st, 2008 by Ivana

James designed by Sterform Product Design

Le tematiche di food design sono sempre più oggetto di studio di giovani designer e non; un tema frizzante, analizzato e contemplato da tutti.

Oggi è il momento di James, un piatto dalla particolare morfologia. Autori di questo ultimo progetto di food designAndrea Grossfuss e Olaf Kiessling della Sternform Produkt Design. Anche questo piatto nasce dagli sforzi progettuali di designer che provano a “liberarci le mani” durante le stressantissime cene in piedi.

Di esempi ne abbiamo visti tanti, tutti diversi: K-Wine, Clip-On, l’anello Fingerfood e Kasane; da oggi possiamo aggiungere anche James alla lista! un semplicissimo piatto che, grazie ad un “taglio laterate, permette l’appoggio di un bicchiere a calice lasciandoci una mano libera ed evitandoci così i soliti imbarazzi degni di Tazzy, celebre personaggio buffo ed impacciato!!   

Un altro progetto pro-mani-libere, semplice ma funzionale.

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