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	<title>Architettura e Design &#187; Nuovi materiali</title>
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		<title>Samsung Smart Windows: quando le finestre diventano multimediali</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2012/01/23/smart-window-samsung.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:51:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>
		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il CES di Las Vegas si è concluso da pochi giorni. Un appuntamento dedicato alla tecnologia che ogni anno cattura l&#8217;attenzione di migliaia di visitatori e curiosi da tutto il mondo. Quest&#8217;anno sono state moltissime le tecnologie e i nuovi prodotti presentati ma tra quelli più interessanti sicuramente c&#8217;è la Smart Window presentata da Samsung. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="500" height="284" src="http://www.youtube.com/embed/m5rlTrdF5Cs" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
Il <strong>CES</strong> di Las Vegas si è concluso da pochi giorni. Un appuntamento dedicato alla tecnologia che ogni anno cattura l&#8217;attenzione di migliaia di visitatori e curiosi da tutto il mondo. Quest&#8217;anno sono state moltissime le tecnologie e i nuovi prodotti presentati ma tra quelli più interessanti sicuramente c&#8217;è la <strong>Smart Window</strong> presentata da <strong>Samsung</strong>. Una finestra interattiva che ha lasciato senza parole tutti i visitatori della fiera. Un nuovo aspetto della <strong>domotica</strong> contemporanea. <span id="more-2920"></span></p>
<p>E&#8217; la vincitrice del <strong>premio Miglior Tecnologia</strong>, ma cos&#8217;è precisamente questa <strong>Smart Window</strong>? Letteralmente parliamo di una finestra intelligente, da installare al posto delle tradizionali finestre. La Smart Window è realizzata con un <strong>display trasparente da 22 pollici</strong>. Una superficie completamente <strong>touch</strong> per la prima volta <strong>trasparente</strong>. Un&#8217;innovazione firmata <strong>Samsung</strong>.</p>
<p>Dal pannello è possibile accedere a qualsiasi contenuto: ci si può connettere ad internet, accedere a facebook, twittare su twitter, visualizzare e scaricare widget, vedere film foto e video e fare tutto quello che fareste con un normale pc o tablet. L&#8217;unica differenza, oltre alle dimensioni, è la vista sulla città!</p>
<p>In più la Smart Window è dotata persino degli <strong>oscuranti virtuali</strong>, per evitare sguardi indiscreti o filtrare la luce, che comunque non implicheranno l’inutilizzabilità del dispositivo.</p>
<p>A livello tecnico il pannello ha una risoluzione di <strong>1680×1050 pixel </strong>e offre un contrasto pari a <strong>500:1</strong>. Il consumo? Solo 10 Watt, grazie allo sfruttamento della luce del sole come fonte di retroilluminazione. Non mancano nemmeno interfacce <strong>USB e HDMI</strong>.</p>
<p>Sul prezzo Samsung non si è sbilanciata ma pare che entrerà in commercio alla fine del 2012. Ci tocca aspettare poco dunque. Nell&#8217;attesa vi lascio al video!</p>
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		<title>Spray-on Clothing: quando i vestiti diventano spray!</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2011/12/19/spray-on-clothing-quando-i-vestiti-diventano-spray.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 16:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fashion design]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>

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		<description><![CDATA[Li aspettavamo da tempo, i fashion designer li sognavano da anni e adesso sembra proprio arrivata la rivoluzione nella moda: arrivano i vestiti spray! Il TIMES la definisce una delle 50 invenzioni più importanti del 2011! Una vera e propria rivoluzione in ambito fashion quella scoperta all&#8217;Imperial College di Londra dall&#8217;ingegnere Paul Luckham e messa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="500" height="369" src="http://www.youtube.com/embed/ScvdFeh1aOw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
Li aspettavamo da tempo, i fashion designer li sognavano da anni e adesso sembra proprio arrivata la rivoluzione nella moda: arrivano i vestiti spray! <span id="more-2887"></span></p>
<p>Il <strong>TIMES</strong> la definisce una delle 50 invenzioni più importanti del 2011! Una vera e propria rivoluzione in ambito fashion quella scoperta all&#8217;<strong>Imperial College</strong> di Londra dall&#8217;ingegnere <strong>Paul Luckham</strong> e messa a punto dal <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/fashion-design" target="_blank">fashion designer</a><strong> Manel Torres</strong>. Non parliamo di body painting né di nuovi scenari proposti da qualche film strampalato (mi viene in mente spiderman!!)</p>
<p>Ogni giorno una creazione diversa! Basteranno infatti pochi minuti per creare la propria linea fashion scegliendo stile, colori e spessori. Quella che all&#8217;apparenza sembra una bomboletta di stelle filanti è l&#8217;ultimo ritrovato tecnologico in ambito di moda. Sperimentato e ormai ottimizzato, <strong>Spray-on clothing</strong> è realizzato con<strong> fibre di cotone</strong>, <strong>polimeri</strong> e <strong>solventi</strong>. Basta spruzzare il contenuto della bomboletta sulla pelle, su un manichino o su una struttura, per realizzare una maglia &#8220;su misura&#8221; comoda proprio come una seconda pelle. Una volta spruzzato i solventi evaporano permettendo alle fibre di cotone e ai polimeri di legarsi per creare il tessuto, estremamente morbido ed elastico.</p>
<p>Proprio come un qualsiasi tessuto, <strong>Spray-on</strong> si lava semplicemente con acqua e sapone. Ma quello che forse non ci aspettavamo è che, qualora ci stancassimo delle nostre creazioni basterà scioglierle nello stesso solvente per recuperare il materiale e riutilizzarlo per creare nuovi capi, con nuove fantasie, nuovi colori e nuovi stili!</p>
<p>La prossima frontiera alla quale il team dell&#8217;Imperial College sta già lavorando, è quella farmaceutica. Luckham e Torres stanno infatti sperimentando<strong> nuovi capi da utilizzare come medicamenti</strong>. All&#8217;interno della bomboletta saranno aggiunte infatti <strong>fibre di cotone sterili e farmaci</strong>. Lo scenario sembra veramente aprire un nuovo e vastissimo mondo con applicazioni futuristiche sia in ambito della moda che medico e chissà quante altre cose nasceranno da questa innovazione! Già immagino che anche il mondo del design impazzirà non trovate:)?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2889" title="spray-on-clothing-vestiti-fashion" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2011/12/spray-on-clothing-vestiti-fashion.jpg" alt="" width="397" height="1198" style="float:none" /></p>
<ul>
<li>Leggi tutto al sito <a title="Spray-on clothing" href="http://www.fabricanltd.com/" target="_blank">Fabrican ltd</a></li>
</ul>
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		<title>Heineken Aluminium e la notte si accende!</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/09/28/heineken-aluminium-bottiglia-luminosa.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 15:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>
		<category><![CDATA[Packaging]]></category>

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		<description><![CDATA[Heineken accende la notte e la curiosità con la sua nuova bottiglia in alluminio pronta ad illuminarsi di notte. Un nuovo packaging design per la bottiglia ma, soprattutto, una nuova emozione La nuova bottiglia Heineken, la Aluminium, è resa unica da una particolare grafica stampata con un’innovativa tipologia di inchiostro, invisibile alla luce del giorno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2234" title="bottiglia-heineken-alluminio" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/09/bottiglia-heineken-alluminio.jpg" alt="" width="450" height="318" /></p>
<p><strong>Heineken </strong>accende la notte e la curiosità con la sua nuova bottiglia in <strong>alluminio <span style="font-weight: normal;">pronta ad illuminarsi di notte.</span></strong> Un nuovo <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/packaging" target="_blank">packaging design</a> per la bottiglia ma, soprattutto, una nuova emozione <span id="more-2233"></span></p>
<p>La nuova bottiglia Heineken, la Aluminium, è resa unica da una particolare grafica stampata con un’<strong>innovativa tipologia di inchiostro</strong>, invisibile alla luce del giorno, ma che se esposta a luci UV, rivela un elaborato sfondo di stelle, tipiche del brand olandese. Un effetto inaspettato pronto a stupire ed affascinare gli appassionati di birra e di novità.</p>
<p>Originale ed affascinante nel design la linea Aluminium sarà distribuita unicamente nei locali più trendy: una scelta perfettamente in linea con lo stile di Heineken, da sempre anticipatore di nuove tendenze da proporre al proprio pubblico. Ricercata e di forte impatto visivo, la grafica della nuova bottiglia esaltala celebre <strong>stella Heineken</strong> che campeggia sul classico sfondo di colore verde, generando un sorprendente contrasto visivo. Anche la brillantezza dell’alluminio contribuisce a esaltare l’icona Heineken, completando l’effetto di luminosità.</p>
<p>La nuova bottiglia da 33 cl, è realizzata al <strong>100% in alluminio</strong>, è quindi completamente <strong>riciclabile </strong>e presenta tutti i vantaggi di questo materiale quali leggerezza, praticità e funzionalità. Diventerà sicuramente un oggetto da collezione per patiti e non. Sicuramente un buona buona azione di marketing anche se per l&#8217;ambiente si può fare sempre di più non trovate? Fatemi sapere le vostre sensazioni quando un&#8217;Aluminium brillerà tra le vostre mani!!</p>
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		</item>
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		<title>W101 una lampada in carta DuraPulp e LED</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/09/06/w101-lampada-design-carta-durapulp.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 14:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Furniture Design]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>

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		<description><![CDATA[Lampada W101 dello studio di design Claesson Koivisto Rune. Realizzata in DuraPulp 100% biodegradabile realizzato con carta e materie plastiche organiche (PLA)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2154" style="float: none;" title="lampada-w101-design-svedese" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/09/lampada-w101-design-svedese.jpg" alt="" width="450" height="293" /></p>
<p><strong>W101</strong>, dalla Svezia una lampada che unisce tecnologia e tradizione. LED e carta per una lampada dal sapore orientale.</p>
<p>La Svezia ci stupisce sempre con i suoi progetti sostenibili e la sua<strong> filosofia green</strong> ormai radicata nella cultura di tutti i cittadini. Oggi parliamo di illuminazione con la  <strong>W101</strong>, una particolare lampada che si va ad aggiunge ad altri progetti di cui abbiamo parlato qualche tempo fa come la <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/09/17/spark-lamp-design-sostenibile.htm" target="_blank">Spark</a> e la <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/05/26/lampade-air-lzf-desig.htm" target="_blank">Air Lamp</a>. <span id="more-2153"></span></p>
<p>W101 nasce dallo studio di design<strong> Claesson Koivisto Rune</strong> ed è una combinazione di sapienza antica con la tecnologia innovativa LED. Lo studio, in associazione con la società svedese di illuminazione Wästberg, ha lanciato questo particolare apparecchio di illuminazione in <strong>DuraPulp</strong>, un materiale <strong>100% biodegradabile realizzato con carta e materie plastiche organiche </strong>(PLA). Un materiale ad alta resistenza all&#8217;umidità e all&#8217;acqua, con un&#8217;alta stabilità dimensionale e rigidezza flessionale.</p>
<p>La carta, utilizzata nel corso della storia per realizzare paralumi, oggi diventa la struttura stessa del corpo illuminante. Un materiale reso rigido e ancora più performate grazie a sapienti pieghe che ne irrobustiscono la struttura creando forme orientaleggianti. Origami dallo stile minimal pronti ad illuminare le nostre scrivanie.</p>
<p>Ottima per dare un tocco di stile in qualsiasi tipo di ambiente, senza però girare le spalle all&#8217;ambiente. Ci sarà sempre molto da imparare dai nostri amici designer svedesi. Il prodotto dovrebbe essere commercializzato a partire dal prossimo anno. Nell&#8217;attesa ci dedichiamo ai commenti.  Che ve ne pare?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2155" style="float: none;" title="w101-light-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/09/w101-light-design.jpg" alt="" width="450" height="2250" /></p>
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		</item>
		<item>
		<title>AMOLED: l&#039;era del display trasparente sta arrivando</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/05/26/lera-del-display-trasparente-sta-arrivando.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/05/26/lera-del-display-trasparente-sta-arrivando.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 13:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>
		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so quanti di voi vedono V, il nuovo telefilm tratto dalla celeberrima serie Visitors. Beh, io sono una di quelle! Spesso i protagonisti di V, nella loro nave madre, utilizzano dei particolari computer con schermi touch  trasparenti che compaiono come per magia con un semplice gesto della mano. Non siamo ancora a questi livelli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2105" style="float:none" title="display-amoled-trasparenti-samsung" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/05/display-amoled-trasparenti-samsung.jpg" alt="Display AMOLED Samsung" width="450" height="323" /></p>
<p>Non so quanti di voi vedono V, il nuovo telefilm tratto dalla celeberrima serie Visitors. Beh, io sono una di quelle! Spesso i protagonisti di V, nella loro nave madre, utilizzano dei particolari computer con schermi touch  trasparenti che compaiono come per magia con un semplice gesto della mano.</p>
<p>Non siamo ancora a questi livelli, ma quando ho visto i nuovi schermi trasparenti ho subito pensato alle super tecnologie dei V!</p>
<p>Quelli di cui parlo sono dei nuovissimi display <strong>AMOLED </strong>da 19 pollici che, per ora, garantiscono una <strong>trasparenza del 30%</strong>. Parliamo ancora di un <strong>prototipo</strong>, ma la <strong>Samsung</strong> sta lavorando duramente affinché diventi la tecnologia di domani. Ovviamente già ci sarà qualcuno che starà dicendo &#8220;e vabbè ma dà fastidio alla vista guardare attraverso il monitor!&#8221;. Concordo con chi sta pensando questa cosa, ma in parte.</p>
<p>E&#8217; vero, non sarebbe il massimo un pc con monitor trasparente, potrebbe far venire mal di testa, distrarre o sforzare la vista, ma non fossilizziamoci su quest&#8217;unico utilizzo e pensiamo alle applicazioni per il futuro, alle integrazioni con la <strong>realtà aumentata</strong>, ad un uso in ambito medico, alle pubblicità&#8230; o perchè no all&#8217;uso che ne fanno i V nei loro ambienti minimal (a proposito, per chi non avesse visto la serie consiglio di vederla!!)</p>
<p>Ad ogni modo per farvi un&#8217;idea migliore di quanto sia sottile, leggero e trasparente il nuovo display <strong>AMOLED</strong> vi lascio al video. Iniziamo a pensare alle applicazioni per il futuro? <span id="more-2104"></span></p>
<ul>
<li><a title="Samsung AMOLED" href="http://www.youtube.com/watch?v=qeNJrim3SU4&amp;feature=player_embedded#!" target="_blank">Guarda il video del display AMOLED Samsung</a> [WIRED]</li>
</ul>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-2106" style="float:none" title="display-trasparenti-samsung" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/05/display-trasparenti-samsung.jpg" alt="AMOLED Display Samsung" width="450" height="636" /></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Digital Dawn, altro che tenda!</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/03/23/digital-dawn-altro-che-tenda.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 16:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>
		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>
		<category><![CDATA[materiali intelligenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Digital Dawn è un innovativo dispositivo luminoso in tessuto elettroluminescente fotosensibile, ispirato al fenomeno della fotosintesi clorofilliana. Restiamo in tema di materiali intelligenti con questo prodotto innovativo, spero interessante quanto il cemento termocromico Solid Poetry che tanto vi ha stimolato. Il progetto è stato sviluppato da Rachel Wingfield e Mathias Gmachl, dello studio londinese Loop.Ph. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-1998" style="float:none" title="tenda-elettroattiva-digital-down-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/tenda-elettroattiva-digital-down-design.jpg" alt="Tenda elettroluminescente Digital Down" width="450" height="301" /></strong></p>
<p><strong>Digital Dawn</strong> è un innovativo <strong>dispositivo luminoso in tessuto elettroluminescente fotosensibile</strong>, ispirato al fenomeno della fotosintesi clorofilliana.</p>
<p>Restiamo in tema di<strong> materiali intelligenti</strong> con questo prodotto innovativo, spero interessante quanto il <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/03/02/solid-poetry-il-cemento-termocromico-smart-design.htm" target="_blank">cemento termocromico Solid Poetry</a> che tanto vi ha stimolato.</p>
<p>Il progetto è stato sviluppato da <strong>Rachel Wingfield e Mathias Gmachl</strong>, dello studio londinese <em>Loop.Ph</em>. Questa particolare tenda è stata realizzata con <strong>tessuti elettroluminescenti</strong>. Come accennato nel post relativo al cemento termocromico gli <em>smart materials</em> hanno la capacità, a seconda dell&#8217;input, di modificare la propria struttura, forma o colore, proprio come nel caso di <strong>Digital Dawn</strong>.</p>
<p>Il dispositivo accumula la luce naturale durante il giorno per convertirla in energia elettrica da destinare, nelle ore notturne, al tessuto stampato con speciali<strong> pigmenti elettroluminescenti</strong> che riproducono un piacevole motivo floreale luminoso.</p>
<p>Il sistema integra una serie di <strong>fotocellule </strong>che percepiscono il cambiamento delle condizioni di luminosità dell&#8217;ambiente circostante, causando l&#8217;attivazione della superficie sensibile. In condizioni di alta luminosità il sistema si attiva solo in minima parte mentre in condizioni di bassa luminosità, il dispositivo si accende progressivamente rivelando tutta la texture floreale ed emettendo una luce diffusa ed omogenea.</p>
<p>Tutto il sistema è autonomo, efficiente, sicuro e consente un notevole <strong>risparmio energetico</strong> soprattutto se abbinato a dei pannelli fotovoltaici per il recupero dell&#8217;energia solare, dando vita così ad un prodotto totalmente eco-sostenibile <span id="more-1997"></span></p>
<p>Per chi volesse vederlo dal vivo e magari si trova a Londra può trovarlo nella collezione permenente del Victoria&amp;Albert Museum. Ovviamente i motivi sono personalizzabili e, attraverso i sistemi di serigrafici è possibile riprodurre qualsiasi disegno o testo. Tutti i dispositivi elettroluminescenti sono alimentati a bassa tensione e hanno un ciclo di vita di decine di migliaia di ore, senza richiedere praticamente alcuna manutenzione!</p>
<ul>
<li><a title="Digital Down" href="http://www.loop.ph/bin/view/Loop/DigitalDawn" target="_blank">Loop.ph Digital Dawn</a></li>
</ul>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1999" style="float:none" title="digital-dawn-particolare-tenda-design-elettroluminescente" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/digital-dawn-particolare-tenda-design-elettroluminescente.jpg" alt="Digital Dawn tenda elettroluminescente" width="450" height="340" /></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Matteo Ragni e gli occhiali W-Eye</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/03/11/matteo-ragni-e-gli-occhiali-w-eye.htm</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 11:49:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>
		<category><![CDATA[Designer famosi]]></category>
		<category><![CDATA[Packaging]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.architetturaedesign.it/?p=1992</guid>
		<description><![CDATA[Leggeri, anzi leggerissimi, unici e naturali. Matteo Ragni, in collaborazione con la MA-wood, Doriano Mattellone e Antonio Stella, disegna gli occhiali con montatura in legno multistrato. Un prodotto tutto italiano. Nessuna cerniera, nessuna giunzione, ma un unico pezzo realizzato in fogli di legno multistrato curvato. Sette strati lignei e due di alluminio, conferiscono al prodotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1993" style="float:none" title="w-eye-occhiali-design-matteo-ragni" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/w-eye-occhiali-design-matteo-ragni.jpg" alt="W-Eye occhiali design by Matteo Ragni" width="450" height="304" /></p>
<p>Leggeri, anzi leggerissimi, unici e naturali. <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2007/06/29/pandora-design-moscardino.htm" target="_blank">Matteo Ragn</a>i, in collaborazione con la <strong>MA-wood, Doriano Mattellone </strong>e<strong> Antonio Stella</strong>, disegna gli occhiali con montatura in legno multistrato. Un prodotto tutto italiano.</p>
<p>Nessuna cerniera, nessuna giunzione, ma un unico pezzo realizzato in <strong>fogli di legno multistrato curvato</strong>. Sette strati lignei e due di alluminio, conferiscono al prodotto qualità fisiche e meccaniche uniche.</p>
<p>La loro unione dà origine ad una montatura leggerissima, appena 10 grammi, ma estremamente resistente e flessibile (almeno così promettono).  Occhiali particolari pensati per gli &#8220;spazi interni&#8221;, da indossare nei momenti di relax o durante la lettura (forse questo perchè le stanghette non si piegano??). Una volta uniti i vari livelli di legno e alluminio, gli occhiali W-Eye vengono stampati, intagliati e rifiniti manualmente. Un processo industriale con una finitura artigianale per pezzi unici ma estremamente rifiniti.</p>
<p>La collezione è disponibile in sei differenti texture -mogano, ebano, zebrano, ciliegio, frassino e noce- e viene commercializzata in particolari <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/packaging" target="_blank">packaging</a> che diventano piccoli espositori per gli occhiali, così da ritrovarli più facilmente.</p>
<p>Personalmente non indosso occhiali, quindi posso andarmene solo per un&#8217;idea. Così, ad impatto immagino che vengano quindi realizzati su misura perchè altrimenti le stanghette seguirebbero con difficoltà la forma del viso. Probabilmente, grazie agli stati di alluminio, è possibile imprimere una forma particolare così da adattarli al meglio al proprio viso. Inoltre le stanghette che non si piegano non mi trasmettono il massimo del comfort. Ma lascio la parola a chi indossa occhiali e vuole dire la sua, sono curiosa <span id="more-1992"></span></p>
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<ul>
<li>Scopri tutto su <a title="W-Eye" href="http://www.w-eye.it/c/" target="_blank">W-Eye</a></li>
<li><a title="Matteo Ragni" href="http://www.matteoragni.com/word/" target="_blank">Matteo Ragni</a></li>
</ul>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1994" style="float:none" title="occhiali-legno-w-eye-matteo-ragni" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/occhiali-legno-w-eye-matteo-ragni.jpg" alt="Occhiali W-Eye Matteo Ragni" width="450" height="2455" /></div>
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<div>La lavorazione Il tutto ha inizio dalla scelta dei sottili fogli in legno dello spessore di 0,5 mm, i quali vengono associati a seconda delle loro caratteristiche meccaniche ed estetiche. I 7 fogli in legno e i 2 in allumino si intercalano disponendo le fibre, ad intervalli longitudinali e trasversali, per rendere il tutto resistente ed elastico allo stesso tempo. Dopo aver passato la colla, l’occhiale rimane sotto la pressa per 40 minuti, si elimina la colla in eccesso e se ne lavorano i profili su di una fresatrice a controllo numerico, che taglia l’occhiale sulla base del disegno. Successivamente si procede manualmente alla levigatura, smussatura, accordatura, ogni occhiale viene poi controllato e collaudato singolarmente, verificando che elasticità e resistenza siano mantenute e che siano privi di difetti. La lavorazione si chiude con marcatura e verniciatura.</div>
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		<title>Underfull: la tovaglia da sporcare!</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/03/08/underfull-la-tovaglia-da-sporcare.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/03/08/underfull-la-tovaglia-da-sporcare.htm#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>
		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>
		<category><![CDATA[materiali intelligenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Sullo stesso filone del cemento termocromicon Solid Poetry, voglio parlarvi di Underfull. Una tovaglia che da &#8220;sporca&#8221; svela il meglio di sè. A prima vista sembra la solita tovaglia bianca damascata, ma Underfull nasconde una texture affascinante, un pattern che compare solo in determinate circostanze. Prima o poi, durante un pranzo o una cena, ci sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1982" style="float:none" title="underfull-tovaglia-termocromica-design-kristine-bjaadal" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/underfull-tovaglia-termocromica-design-kristine-bjaadal.jpg" alt="Underfull " width="450" height="300" /></p>
<p>Sullo stesso filone del <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/03/02/solid-poetry-il-cemento-termocromico-smart-design.htm" target="_blank">cemento termocromicon Solid Poetry</a>, voglio parlarvi di <strong>Underfull</strong>. Una tovaglia che da &#8220;sporca&#8221; svela il meglio di sè.</p>
<p>A prima vista sembra la solita tovaglia bianca damascata, ma <strong>Underfull </strong>nasconde una texture affascinante, un pattern che compare solo in determinate circostanze.</p>
<p>Prima o poi, durante un pranzo o una cena, ci sarà sempre lo sbadato della situazione pronto a rovesciare accidentalmente del vino sulla tovaglia e sentirsi inevitabilmente goffo e imbarazzato. Alcune macchie, come il vino rosso, sono difficili da lavare e potrebbero lasciare vaghe tracce di colore anche dopo il lavaggio!!</p>
<p>Questi momenti potranno finalmente trasformarsi in esperienze positive grazie alla tovaglia <strong>Underfull</strong> ideata dalla <strong>designer Kristine Bjaadal</strong>. Tutti i lavori della designer si focalizzano non tanto sull&#8217;utilizzo o sulla bellezza del prodotto, quanto sull&#8217;<strong>esperienza</strong> che i prodotti regalano. E&#8217; il caso dei tessuti <strong>Underskog</strong>, che con l&#8217;usura manifestano nuove texture, o dei piatti <strong>Undertone </strong>decorati nella parte posteriore e che generano, proprio per questo motivo, particolari aloni colorati riflessi sulle tovaglie.</p>
<p>Un&#8217;esperienza particolare la regala anche la tovaglia <strong>Underfull</strong>, per ora ancora in fase di studio, ma pronta a trasformare anche le macchie più ostinate in aloni poetici. Vino rosso, caffè o cocacola&#8230; qualsiasi bevanda a contatto con il tessuto termocromico svelerà una texture di farfalle colorate. Il terrore si trasformerà quindi in un&#8217;esperienza indimenticabile e sorprendente&#8230; quasi da non voler più lavare la tovaglia!! Guarda altre immagini e il video <span id="more-1981"></span></p>
<ul>
<li><a title="Kristine Bjaadal" href="http://kristinebjaadal.wordpress.com/" target="_blank">Vai al sito ufficiale di Kristine Bjaadal</a></li>
<li><a title="Underfull" href="http://vimeo.com/8699092" target="_blank">Guarda il video di Underfull</a></li>
</ul>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1983" style="float:none" title="underfull-tovaglia-termocromica" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/underfull-tovaglia-termocromica.jpg" alt="Underfull tovaglia" width="450" height="1166" /></div>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1984" title="prodotti-designer-kristine-bjaadal" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/prodotti-designer-kristine-bjaadal.jpg" alt="Kristine Bjaadal design" width="450" height="1229" style="float:none"  /></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Solid Poetry: il cemento termocromico</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/03/02/solid-poetry-il-cemento-termocromico-smart-design.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/03/02/solid-poetry-il-cemento-termocromico-smart-design.htm#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 17:41:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredo Urbano]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>
		<category><![CDATA[materiali intelligenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nello scenario sempre più ampio di nuovi materiali non posso non citare il cemento Solid Poetry. Un cemento che solo da bagnato rivela la sua vera natura. Solit Poetry fa parte di quei materiali che in gergo tecnico vengono definiti &#8220;smart materials&#8221; e cioè di tutta una nuova serie di prodotti iperperformanti capaci di cambiare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1979" style="float:none" title="solid-poetry-cemento-termocromico" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/solid-poetry-cemento-termocromico.jpg" alt="Solid Poetry" width="450" height="315" /></p>
<p>Nello scenario sempre più ampio di nuovi materiali non posso non citare il <strong>cemento Solid Poetry</strong>. Un cemento che solo da bagnato rivela la sua vera natura.</p>
<p><strong>Solit Poetry</strong> fa parte di quei materiali che in gergo tecnico vengono definiti &#8220;<em>smart materials</em>&#8221; e cioè di tutta una nuova serie di prodotti iperperformanti capaci di cambiare la propria struttura, composizione, forma o funzione a seconda degli input esterni.</p>
<p>Ad ogni input corrisponde un output, una risposta reversibile. Gli <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/nuovi-materiali" target="_blank">smart materials</a> aprono così un nuovo linguaggio progettuale, estremamente amato dai progettisti. In questo ambito rientra il <strong>cemento termocromico Solid Poetry</strong>; una piastrella in cemento che reagisce al contatto con acqua, lasciando apparire, come si vede dalle immagini, una serie di texture floreali (ma le fantasie possono essere personalizzabili in base alle esigenze personali).</p>
<p>Il progetto è stato sviluppato dai <strong>designer Susanne Happle e Frederik Molenschot</strong> del <strong>gruppo Droog Design </strong>in collaborazione con la Terratorium, azienda olandese che produce e lavora ceramiche e pietre naturali.</p>
<p>La superficie del cemento è stata trattata con<strong> inchiostri termocromici </strong>stampati per serigrafia. Il disegno appare progressivamente solo quando il cemento viene bagnato con acqua o con vapore. Il disegno che appare è il risultato di una reazione reversibile,  per cui scompare appena il cemento asciuga <span id="more-1978"></span></p>
<p>Ovviamente le applicazioni, oltre che per le pavimentazioni, riguardano le superfici verticali degli ambienti esterni come giardini e spazi pubblici, pronti a regalare esperienze inaspettate per i fruitori soprattutto nei momenti più tristi come quelli di pioggia (almeno fin&#8217;ora!). La sensazione e l&#8217;effetto sono bellissimi e sarebbe altrettanto bello, seppur in una giornata piovosa,  vedere inaspettate texture comparire e decorare interi palazzi e superfici di cemento. C&#8217;è solo da scatenare la fantasia!</p>
<ul>
<li><a title="Solid Poetry cemento termocromico" href="http://www.frederikmolenschot.nl/" target="_blank">Solid Poetry</a></li>
</ul>
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<div><img class="alignnone size-full wp-image-1980" style="float:none" title="cemento-termocromico-design-smart" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/cemento-termocromico-design-smart.jpg" alt="Smart Materials: solid poetry" width="450" height="520" /></div>
</div>
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		<title>Edo: quando il design è bio-inspired.</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/19/edo-quando-il-design-e-bio-inspired.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/19/edo-quando-il-design-e-bio-inspired.htm#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 19:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredo Urbano]]></category>
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>
		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>

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		<description><![CDATA[Edo, una pensilina solare multifunzione ed energeticamente autonoma che unisce il design biomimetico alle eccellenze tecologiche. Un progetto che racchiude sapientemente bio-design, sostenibilità ambientale, nuove tecnologie e aspetti sociali. Il design di Edo nasce dall&#8217;osservazione al microscopio SEM di alcune alghe unicellulari marine chiamate Diatomee, organismi particolarmente interessanti per il design sostenibile poiché si presentano come una sorta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-1966" style="float:none" title="edo-pensilina-solare-energeticamente-autonoma1" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/edo-pensilina-solare-energeticamente-autonoma1.jpg" alt="Pensilina solare bio-inspired Edo" width="450" height="213" /></strong></p>
<p><strong>Edo</strong>, una pensilina solare multifunzione ed energeticamente autonoma che unisce il <strong>design biomimetico</strong> alle <strong>eccellenze tecologiche</strong>. Un progetto che racchiude sapientemente bio-design, sostenibilità ambientale, nuove tecnologie e aspetti sociali.</p>
<p>Il design di <strong>Edo </strong>nasce dall&#8217;osservazione al <strong>microscopio SEM</strong> di alcune alghe unicellulari marine chiamate <strong>Diatomee</strong>, organismi particolarmente interessanti per il design sostenibile poiché si presentano come una sorta di “pannello solare” strutturato a forma di ventaglio (le vedete nella gallery), costituito da diversi individui aggregati in colonia per accumulare tutta la luce necessaria alla propria sopravvivenza (vi consiglio di leggere anche l&#8217;approfondimento alla fine del post).</p>
<p>Questo elemento a forma di ventaglio ha ispirato il design della parte superiore delle pensiline che ingloba una <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/fotovoltaico" target="_blank">tecnologia fotovoltaica</a> costituita da film flessibile in silicio amorfo. La superficie fotovoltaica raccoglie energia solare durante il giorno che viene accumulata in delle batterie per poi essere utilizzata in parte per alimentare un insieme di led che, attraverso un <strong>tessuto fotoluminescente</strong>, illuminano la superficie inferiore della pensilina per creare un effetto di luminescenza diffusa e poetica, che accende l’oggetto di notte. Il resto dell’energia ricavata viene messa a disposizione degli utenti che potranno “scaricarla” in forma di “<strong><em>free energy</em></strong>” (sfruttando magari i minuti di attesa o di sosta per poter recuperare una quantità di energia “di emergenza”) e attraverso una porta universale poter fornire energia a dispositivi portatili come telefoni, smartphone, lettori musicali, laptop, macchine fotografiche. <span id="more-1963"></span>La possibilità di poter alimentare i propri accessori anche quando si passano molte ore lontano da un luogo dove poterli ricaricare completamente è particolarmente utile per coloro che conducono una vita itinerante secondo la tendenza “<em>neo-madica</em>” contemporanea.</p>
<p>Possiamo quindi considerare <strong>Edo</strong> come un elemento di <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/arredo-urbano" target="_blank">arredo urbano</a> sostenibile che oltre a garantire riparo dagli agenti atmosferici <strong>cattura energia solare</strong> durante il giorno, fornisce “free energy”, illumina durante tutta la notte ed alimenta un dispositivo digitale informativo multi-mediale. Grazie a degli <strong>schermi touchscreen</strong>, integrati alla struttura della pensilina, è possibile accedere ad informazioni in tempo reale su orari di autobus e calcolo percorsi, monitoraggio del traffico, livelli di inquinamento relativi a diverse sostanze, possibilità di condivisione di file e dati.</p>
<p>Edo nasce dalla creatività e dalla fusione di diverse figure professionali di un team di ricercatori della Seconda Università degli studi di Napoli composto dal Prof. <strong>Mario De Stefano</strong> del Dipartimento di Scienze Ambientali, Facoltà Scienze del Farmaco per Ambiente e Salute; dalla Prof.ssa  <strong>Carla Langella</strong> del Dipartimento di Industrial Design Ambiente e Storia, Facoltà di Architettura &#8220;Luigi Vanvitelli&#8221;; e dalla Dott.ssa <strong>Antonia Auletta.</strong></p>
<p><strong></strong>Il progetto ha ricevuto la Menzione d&#8217;Onore all&#8217;ultima edizione della &#8220;<strong>International Science and Engineering Visualization Challenge</strong>&#8220;, la prestigiosa competizione internazionale di fotografia scientifica organizzata dalla &#8220;National Science Fundation&#8221; e dal magazine &#8220;Science&#8221; volta a premiare il &#8220;linguaggio visivo nella comunicazione della Scienza&#8221; ovvero l&#8217;abilità di ricercatori e divulgatori nell&#8217;utilizzare in maniera innovativa mezzi visivi, foto e filmati, per promuovere la comprensione dei risultati della ricerca scientifica.</p>
<p>Personalmente trovo il progetto oltre che poetico, estremamente affascinante ed interessante. Un progetto <em>blur </em>che abbraccia molte discipline e che approda ad una sintesi perfetta e ad un mix vincente di design biomimetico e tecnologia. Che ne pensate?</p>
<p><a href="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/pensiline-solari-edo-bio-design-langella-de-stefano-auletta1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1967" title="pensiline-solari-edo-bio-design-langella-de-stefano-auletta1" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/pensiline-solari-edo-bio-design-langella-de-stefano-auletta1.jpg" alt="Edo: ensiline solari design biomimetico" width="450" height="1004" /></a></p>
<ul>
<li><a title="ScienceMag" href="http://www.sciencemag.org/special/vis2009/show/" target="_blank">International Science &amp; Engineering Visualization Challenge 2009</a></li>
</ul>
<p>Approfondimento. <strong>Le Diatomee: scenari di bio-ispirazione sostenibile</strong>.</p>
<p>Le diatomee sono alghe unicellulari marini caratterizzate da uno scheletro in silice e sono considerate la più diffusa forma di vita sul nostro Pianeta.</p>
<p>Dalle immagini al microscopio SEM effettuate da Mario De Stefano emerge l’ampissima varietà di  tipologie di diatomee, ognuna delle quali è caratterizzata da una specifica morfologia strutturale e da un diverso aspetto.</p>
<p>La struttura delle diatomee è costituita da un guscio diviso in due metà (valve). Lo stesso nome: diatomea, significa “tagliate in due”. Le due valve sono congiunte tra loro con sistemi molto complessi definiti interlocking spines, che possono essere reversibili o irreversibili, e che costituiscono riferimenti interessanti per ipotizzare connessioni efficaci e flessibili negli ambiti del design e dell’ingegneria. Un ulteriore interessante carattere ispiratore è costituito dalle morfologie dei gusci e dalle texture che li caratterizzano.</p>
<p>Durante il loro ciclo di vita, questi organismi, effettuano la fotosintesi clorofilliana, grazie alla luce che riescono a filtrare attraverso i fori presenti sull’involucro esterno, con la quale assorbono e immagazzinano CO2. I fori, di dimensione nanometrica sono visibili al microscopio elettronico che dimostra come le loro complesse e affascinanti configurazioni abbiano, in realtà, motivazioni di tipo funzionale poiché servono a rifrangere e incanalare la luce nella maniera più efficiente possibile, in modo da raccoglierla in quantità massima.</p>
<p>Le ricerche sulle Diatomee condotte in questo ambito rivelano come questi principi e queste strutture possano rivelarsi efficaci riferimenti da mutuare nel design di nuovi e più efficienti siste mi di captazione dell’energia solare. Il progetto di pensilina multifunzionale Ego è ispirato in particolare alla Diatomea Licmofora, genere di diatomee bentoniche che possono ritrovarsi in forma solitaria o in colonia. La cellula solitaria è caratterizzata da forma clavata generalmente aderente al substrato mediante un piccolo polo basale. Le colonie sono costituite, invece,  da una o più cellule generalmente organizzate in fascetti o in grosse formazioni a ventaglio. Le Licmofore solitarie si espongono alla radiazione luminosa in dirizzando il più esteso polo arcale in direzione della luce. Quelle coloniali sfruttano invece pienamente le superfici laterali essendo quelle apicali utilizzate nella formazione del ventaglio.</p>
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