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	<title>Architettura e Design &#187; Arredo Urbano</title>
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		<title>Solid Poetry: il cemento termocromico</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/03/02/solid-poetry-il-cemento-termocromico-smart-design.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 17:41:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredo Urbano]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>
		<category><![CDATA[materiali intelligenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nello scenario sempre più ampio di nuovi materiali non posso non citare il cemento Solid Poetry. Un cemento che solo da bagnato rivela la sua vera natura. Solit Poetry fa parte di quei materiali che in gergo tecnico vengono definiti &#8220;smart materials&#8221; e cioè di tutta una nuova serie di prodotti iperperformanti capaci di cambiare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1979" style="float:none" title="solid-poetry-cemento-termocromico" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/solid-poetry-cemento-termocromico.jpg" alt="Solid Poetry" width="450" height="315" /></p>
<p>Nello scenario sempre più ampio di nuovi materiali non posso non citare il <strong>cemento Solid Poetry</strong>. Un cemento che solo da bagnato rivela la sua vera natura.</p>
<p><strong>Solit Poetry</strong> fa parte di quei materiali che in gergo tecnico vengono definiti &#8220;<em>smart materials</em>&#8221; e cioè di tutta una nuova serie di prodotti iperperformanti capaci di cambiare la propria struttura, composizione, forma o funzione a seconda degli input esterni.</p>
<p>Ad ogni input corrisponde un output, una risposta reversibile. Gli <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/nuovi-materiali" target="_blank">smart materials</a> aprono così un nuovo linguaggio progettuale, estremamente amato dai progettisti. In questo ambito rientra il <strong>cemento termocromico Solid Poetry</strong>; una piastrella in cemento che reagisce al contatto con acqua, lasciando apparire, come si vede dalle immagini, una serie di texture floreali (ma le fantasie possono essere personalizzabili in base alle esigenze personali).</p>
<p>Il progetto è stato sviluppato dai <strong>designer Susanne Happle e Frederik Molenschot</strong> del <strong>gruppo Droog Design </strong>in collaborazione con la Terratorium, azienda olandese che produce e lavora ceramiche e pietre naturali.</p>
<p>La superficie del cemento è stata trattata con<strong> inchiostri termocromici </strong>stampati per serigrafia. Il disegno appare progressivamente solo quando il cemento viene bagnato con acqua o con vapore. Il disegno che appare è il risultato di una reazione reversibile,  per cui scompare appena il cemento asciuga <span id="more-1978"></span></p>
<p>Ovviamente le applicazioni, oltre che per le pavimentazioni, riguardano le superfici verticali degli ambienti esterni come giardini e spazi pubblici, pronti a regalare esperienze inaspettate per i fruitori soprattutto nei momenti più tristi come quelli di pioggia (almeno fin&#8217;ora!). La sensazione e l&#8217;effetto sono bellissimi e sarebbe altrettanto bello, seppur in una giornata piovosa,  vedere inaspettate texture comparire e decorare interi palazzi e superfici di cemento. C&#8217;è solo da scatenare la fantasia!</p>
<ul>
<li><a title="Solid Poetry cemento termocromico" href="http://www.frederikmolenschot.nl/" target="_blank">Solid Poetry</a></li>
</ul>
<div>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1980" style="float:none" title="cemento-termocromico-design-smart" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/cemento-termocromico-design-smart.jpg" alt="Smart Materials: solid poetry" width="450" height="520" /></div>
</div>
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		<title>Sensibilizzare con divertimento: The Fun Theory!</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/24/sensibilizzare-con-divertimento-the-fun-theory.htm</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 16:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredo Urbano]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>
		<category><![CDATA[design sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Com&#8217;è possibile cambiare le cattive abitudini delle persone? Com&#8217;è possibile rendere le persone più attente e rispettose dell&#8217;ambiente? Ci pensa Volkswagen con un&#8217;iniziativa assolutamente divertente e coinvolgente: The Fun Theory. Una serie di installazioni volte a sensibilizzare le persone su diversi argomenti quali la raccolta differenziata, il risparmio energetico, il rispetto per l&#8217;ambiente&#8230; tutto in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1973" style="float:none" title="the-fun-theory" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/the-fun-theory.jpg" alt="The Fun Theory" width="450" height="255" /></p>
<p>Com&#8217;è possibile cambiare le cattive abitudini delle persone? Com&#8217;è possibile rendere le persone più attente e rispettose dell&#8217;ambiente?</p>
<p>Ci pensa <strong>Volkswagen </strong>con un&#8217;iniziativa assolutamente divertente e coinvolgente: <strong>The Fun Theory</strong>. Una serie di installazioni volte a sensibilizzare le persone su diversi argomenti quali la raccolta differenziata, il risparmio energetico, il rispetto per l&#8217;ambiente&#8230; tutto in un modo che, lo vedrete dai video, appassiona e diverte, dai più piccoli ai più grandi, e che ovviamente sensibilizza!</p>
<p>Tra i <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/video" target="_blank">video</a> più belli vi consiglio <strong>Piano Stairs</strong> relativo all&#8217;utilizzo delle scale al posto delle scale mobili. Senza installazione erano pochissime le persone che sceglievano le scale invece delle più &#8220;comode&#8221; scale mobili. Fin quando un gruppo creativo ha <strong>installato sui gradini delle scale una sorta di maxi-pianoforte perfettamente funzionante </strong>con tanto di tasti bianchi e neri. Ogni gradino un tasto e ovviamente una nota!</p>
<p>Inutile dirvi che l&#8217;attenzione delle persone è stata letteralmente catturata dall&#8217;installazione e praticamente tutti decidevano di utilizzare le scale e creare le proprie melodie. Anche alcuni anziani hanno preferito le scale e addirittura altri, che osservavano dalla scala mobile, sono tornati indietro per provare la scala musicale! Più delle mie parole vi consiglio il video! Scommetto che domani guarderete le scale in modo diverso e desidererete tutti le Piano Stairs <span id="more-1972"></span></p>
<p>Non perdetevi nemmeno &#8220;<em>Il cestino più profondo del mondo</em>&#8220;. Un cestino <em>profondissimo </em>che ha incuriosito così tante persone e bambini (soprattutto) che in pochi minuti sono scomparse tutte le cartacce ed i rifiuti da un intero parco!!!</p>
<p>Al sito <strong>The Fun Theory </strong>ne trovate altri, sempre bellissimi e divertenti!! Fatemi sapere i vostri preferiti e magari pensate ad altri modi divertenti per correggere le cattive abitudini! Buona visione;)</p>
<p><a title="TheFunTheory" href="http://www.youtube.com/watch?v=2lXh2n0aPyw&amp;feature=player_embedded" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-1974" style="float:none" title="piano-stairs-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/piano-stairs-design.jpg" alt="The Fun Theory: Piano Stairs" width="450" height="253" /></a></p>
<p><a title="TheFunTheory" href="http://www.youtube.com/watch?v=cbEKAwCoCKw&amp;feature=player_embedded" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-1975" style="float:none" title="deepest-bin" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/deepest-bin.jpg" alt="The Fun Theory: The World\'s deepest bin" width="450" height="252" /></a></p>
<ul>
<li><a title="TheFunTheory" href="http://thefuntheory.com/" target="_blank">Guarda tutti i video al sito The Fun Theory Volkswagen</a></li>
</ul>
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		<title>Edo: quando il design è bio-inspired.</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/19/edo-quando-il-design-e-bio-inspired.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/19/edo-quando-il-design-e-bio-inspired.htm#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 19:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredo Urbano]]></category>
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>
		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>

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		<description><![CDATA[Edo, una pensilina solare multifunzione ed energeticamente autonoma che unisce il design biomimetico alle eccellenze tecologiche. Un progetto che racchiude sapientemente bio-design, sostenibilità ambientale, nuove tecnologie e aspetti sociali. Il design di Edo nasce dall&#8217;osservazione al microscopio SEM di alcune alghe unicellulari marine chiamate Diatomee, organismi particolarmente interessanti per il design sostenibile poiché si presentano come una sorta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-1966" style="float:none" title="edo-pensilina-solare-energeticamente-autonoma1" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/edo-pensilina-solare-energeticamente-autonoma1.jpg" alt="Pensilina solare bio-inspired Edo" width="450" height="213" /></strong></p>
<p><strong>Edo</strong>, una pensilina solare multifunzione ed energeticamente autonoma che unisce il <strong>design biomimetico</strong> alle <strong>eccellenze tecologiche</strong>. Un progetto che racchiude sapientemente bio-design, sostenibilità ambientale, nuove tecnologie e aspetti sociali.</p>
<p>Il design di <strong>Edo </strong>nasce dall&#8217;osservazione al <strong>microscopio SEM</strong> di alcune alghe unicellulari marine chiamate <strong>Diatomee</strong>, organismi particolarmente interessanti per il design sostenibile poiché si presentano come una sorta di “pannello solare” strutturato a forma di ventaglio (le vedete nella gallery), costituito da diversi individui aggregati in colonia per accumulare tutta la luce necessaria alla propria sopravvivenza (vi consiglio di leggere anche l&#8217;approfondimento alla fine del post).</p>
<p>Questo elemento a forma di ventaglio ha ispirato il design della parte superiore delle pensiline che ingloba una <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/fotovoltaico" target="_blank">tecnologia fotovoltaica</a> costituita da film flessibile in silicio amorfo. La superficie fotovoltaica raccoglie energia solare durante il giorno che viene accumulata in delle batterie per poi essere utilizzata in parte per alimentare un insieme di led che, attraverso un <strong>tessuto fotoluminescente</strong>, illuminano la superficie inferiore della pensilina per creare un effetto di luminescenza diffusa e poetica, che accende l’oggetto di notte. Il resto dell’energia ricavata viene messa a disposizione degli utenti che potranno “scaricarla” in forma di “<strong><em>free energy</em></strong>” (sfruttando magari i minuti di attesa o di sosta per poter recuperare una quantità di energia “di emergenza”) e attraverso una porta universale poter fornire energia a dispositivi portatili come telefoni, smartphone, lettori musicali, laptop, macchine fotografiche. <span id="more-1963"></span>La possibilità di poter alimentare i propri accessori anche quando si passano molte ore lontano da un luogo dove poterli ricaricare completamente è particolarmente utile per coloro che conducono una vita itinerante secondo la tendenza “<em>neo-madica</em>” contemporanea.</p>
<p>Possiamo quindi considerare <strong>Edo</strong> come un elemento di <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/arredo-urbano" target="_blank">arredo urbano</a> sostenibile che oltre a garantire riparo dagli agenti atmosferici <strong>cattura energia solare</strong> durante il giorno, fornisce “free energy”, illumina durante tutta la notte ed alimenta un dispositivo digitale informativo multi-mediale. Grazie a degli <strong>schermi touchscreen</strong>, integrati alla struttura della pensilina, è possibile accedere ad informazioni in tempo reale su orari di autobus e calcolo percorsi, monitoraggio del traffico, livelli di inquinamento relativi a diverse sostanze, possibilità di condivisione di file e dati.</p>
<p>Edo nasce dalla creatività e dalla fusione di diverse figure professionali di un team di ricercatori della Seconda Università degli studi di Napoli composto dal Prof. <strong>Mario De Stefano</strong> del Dipartimento di Scienze Ambientali, Facoltà Scienze del Farmaco per Ambiente e Salute; dalla Prof.ssa  <strong>Carla Langella</strong> del Dipartimento di Industrial Design Ambiente e Storia, Facoltà di Architettura &#8220;Luigi Vanvitelli&#8221;; e dalla Dott.ssa <strong>Antonia Auletta.</strong></p>
<p><strong></strong>Il progetto ha ricevuto la Menzione d&#8217;Onore all&#8217;ultima edizione della &#8220;<strong>International Science and Engineering Visualization Challenge</strong>&#8220;, la prestigiosa competizione internazionale di fotografia scientifica organizzata dalla &#8220;National Science Fundation&#8221; e dal magazine &#8220;Science&#8221; volta a premiare il &#8220;linguaggio visivo nella comunicazione della Scienza&#8221; ovvero l&#8217;abilità di ricercatori e divulgatori nell&#8217;utilizzare in maniera innovativa mezzi visivi, foto e filmati, per promuovere la comprensione dei risultati della ricerca scientifica.</p>
<p>Personalmente trovo il progetto oltre che poetico, estremamente affascinante ed interessante. Un progetto <em>blur </em>che abbraccia molte discipline e che approda ad una sintesi perfetta e ad un mix vincente di design biomimetico e tecnologia. Che ne pensate?</p>
<p><a href="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/pensiline-solari-edo-bio-design-langella-de-stefano-auletta1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1967" title="pensiline-solari-edo-bio-design-langella-de-stefano-auletta1" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/pensiline-solari-edo-bio-design-langella-de-stefano-auletta1.jpg" alt="Edo: ensiline solari design biomimetico" width="450" height="1004" /></a></p>
<ul>
<li><a title="ScienceMag" href="http://www.sciencemag.org/special/vis2009/show/" target="_blank">International Science &amp; Engineering Visualization Challenge 2009</a></li>
</ul>
<p>Approfondimento. <strong>Le Diatomee: scenari di bio-ispirazione sostenibile</strong>.</p>
<p>Le diatomee sono alghe unicellulari marini caratterizzate da uno scheletro in silice e sono considerate la più diffusa forma di vita sul nostro Pianeta.</p>
<p>Dalle immagini al microscopio SEM effettuate da Mario De Stefano emerge l’ampissima varietà di  tipologie di diatomee, ognuna delle quali è caratterizzata da una specifica morfologia strutturale e da un diverso aspetto.</p>
<p>La struttura delle diatomee è costituita da un guscio diviso in due metà (valve). Lo stesso nome: diatomea, significa “tagliate in due”. Le due valve sono congiunte tra loro con sistemi molto complessi definiti interlocking spines, che possono essere reversibili o irreversibili, e che costituiscono riferimenti interessanti per ipotizzare connessioni efficaci e flessibili negli ambiti del design e dell’ingegneria. Un ulteriore interessante carattere ispiratore è costituito dalle morfologie dei gusci e dalle texture che li caratterizzano.</p>
<p>Durante il loro ciclo di vita, questi organismi, effettuano la fotosintesi clorofilliana, grazie alla luce che riescono a filtrare attraverso i fori presenti sull’involucro esterno, con la quale assorbono e immagazzinano CO2. I fori, di dimensione nanometrica sono visibili al microscopio elettronico che dimostra come le loro complesse e affascinanti configurazioni abbiano, in realtà, motivazioni di tipo funzionale poiché servono a rifrangere e incanalare la luce nella maniera più efficiente possibile, in modo da raccoglierla in quantità massima.</p>
<p>Le ricerche sulle Diatomee condotte in questo ambito rivelano come questi principi e queste strutture possano rivelarsi efficaci riferimenti da mutuare nel design di nuovi e più efficienti siste mi di captazione dell’energia solare. Il progetto di pensilina multifunzionale Ego è ispirato in particolare alla Diatomea Licmofora, genere di diatomee bentoniche che possono ritrovarsi in forma solitaria o in colonia. La cellula solitaria è caratterizzata da forma clavata generalmente aderente al substrato mediante un piccolo polo basale. Le colonie sono costituite, invece,  da una o più cellule generalmente organizzate in fascetti o in grosse formazioni a ventaglio. Le Licmofore solitarie si espongono alla radiazione luminosa in dirizzando il più esteso polo arcale in direzione della luce. Quelle coloniali sfruttano invece pienamente le superfici laterali essendo quelle apicali utilizzate nella formazione del ventaglio.</p>
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		<title>Eco Pod: ricoprire di alghe i vecchi edifici per produrre energia pulita</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/10/07/eco-pod-energia-rinnovabile-dallemicroalghe.htm</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 14:27:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura Contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Arredo Urbano]]></category>
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>
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		<description><![CDATA[Arriva da Boston l&#8217;ultima chicca in campo di energie alternative. Si chiamano Eco Pod e sono nuovi ed innovativi metodi di produzione di energia derivante da biocombustibile. Ma vediamo meglio di che si tratta. L&#8217;idea è degli studi americani Höweler + Yoon Architecture (vi consiglio di vedere i loro lavori) e Squared Design Lab e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1822" title="eco-pod-studio-howeler-yoon-architecture-energie-rinnovabili" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/10/eco-pod-studio-howeler-yoon-architecture-energie-rinnovabili.jpg" alt="Eco Pod by Howeler e Yoon Architecture" width="350" height="233" /></p>
<p>Arriva da <strong>Boston </strong>l&#8217;ultima chicca in campo di <strong>energie alternative</strong>. Si chiamano <strong>Eco Pod</strong> e sono nuovi ed innovativi metodi di produzione di energia derivante da <strong>biocombustibile</strong>. Ma vediamo meglio di che si tratta.</p>
<p>L&#8217;idea è degli studi americani <strong>Höweler + Yoon Architecture</strong> (vi consiglio di vedere i loro lavori) e <strong>Squared Design Lab</strong> e nasce per stimolare l&#8217;economia e l&#8217;ecologia della città di Boston. Strutture verticali temporanee pronte ad abbellire la città e produrre energia.</p>
<p>L&#8217;<strong>Eco Pod</strong> è un nuovo metodo per produrre <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/energia-rinnovabile" target="_blank">energia alternativa</a>, pulita e rinnovabile, che interviene sui vecchi edifici, ormai abbandonati. Nell&#8217;attesa di un eventuale recupero, questi edifici diventano dei veri e propri supporti verticali per <strong>bioreattori di micro-alghe</strong> pronti a produrre energia per la città.</p>
<p>In questo modo le strutture, da ruderi abbandonati, si trasformano in edifici ad alto impatto visivo ricoperti da capsule multiple (prefabbricate) fonte di <strong>bio-combustibili </strong>che, nel caso delle micro-alghe è pari a 30 volte di più per acro rispetto ai tradizionali bio-combustibili. In più, diversamente da altri biocombustibili, le<strong> micro alghe</strong> crescono su qualsiasi tipo di supporto, anche su superfici verticali e, durante la fotosintesi, trasformano l&#8217;anidride carbonica in ossigeno <span id="more-1821"></span></p>
<p>Tutta la struttura portante, inoltre,  è stata progettata per spostare agevolmente le varie capsule grazie a particolari<strong> bracci meccanici </strong>(azionati con la stessa energia prodotta dalle  micro-alghe) per massimizzare la crescita delle alghe e quindi il rendimento.</p>
<p>Li trovo un ottimo esempio di recupero urbano, buono anche come giardino verticale e un eccellente utilizzo sperimentale di nuovi bio-combustibili. La sperimentazione continua per questo splendido esempio di <em>crescita </em>economica e culturale! Staremo a vedere gli sviluppi!</p>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1823" style="float:none" title="eco-pod-biocombustibili-da-vecchi-edifici" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/10/eco-pod-biocombustibili-da-vecchi-edifici.jpg" alt="Eco Pod " width="450" height="846" /></div>
<div>
<ul>
<li><a title="Höweler + Yoon Architecture " href="http://www.hyarchitecture.com/" target="_blank">Höweler + Yoon Architecture</a></li>
<li><a title="Squared Design Lab" href="http://www.squareddesignlab.com/" target="_blank">Squared Design Lab</a></li>
<li>Leggi altro su <a title="Eco-Pod" href="http://www.mystudio.us/dbm/files/1014.Eco-pods_HYASDL.pdf" target="_blank">Eco-Pod</a></li>
</ul>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Solar Power Tiles: tegole fotovoltaiche</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/09/28/solar-power-tiles-tegole-fotovoltaiche.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 15:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredo Urbano]]></category>
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[design sostenibile]]></category>
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		<category><![CDATA[energia solare]]></category>

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		<description><![CDATA[Dai pannelli alle tegole fotovoltaiche. Un nuovo sistema messo a punto dalla società americana SRS Energy. Un&#8217;interessante evoluzione, nella progettazione e nell&#8217;integrazione, per sviluppare una nuova soluzione di pannelli fotovoltaici che assumono la forma di piastrelle convenzionali. Le tegole fotovoltaiche non sono di certo una novità in ambito solare. Di esempi sul web ce ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1818" title="energia-solare-tegole-fotovoltaiche" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/09/energia-solare-tegole-fotovoltaiche.jpg" alt="Solar Power Tiles" width="350" height="149" /></p>
<p>Dai pannelli alle<strong> tegole fotovoltaiche</strong>. Un nuovo sistema messo a punto dalla società americana <strong>SRS Energy.</strong></p>
<p>Un&#8217;interessante evoluzione, nella progettazione e nell&#8217;integrazione, per sviluppare una nuova soluzione di pannelli fotovoltaici che assumono la forma di piastrelle convenzionali.</p>
<p>Le <strong>tegole fotovoltaiche</strong> non sono di certo una novità in ambito <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/energia-solare" target="_blank">solare</a>. Di esempi sul web ce ne sono tantissimi; dai progettisti che si sono limitati a sovrapporre i moduli fotovoltaici sulle tegole a quelli che hanno concentrato gli sforzi progettuali per un <strong>restyling </strong>studiato <em>ad-hoc</em> per incorporare, nella tegola stessa, i moduli fotovoltaici.</p>
<p>Progetti e sforzi utilissimi per il recupero e l&#8217;utilizzo dell&#8217;<a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/energia-pulita" target="_blank">energia pulita</a> del sole e, soprattutto, per un&#8217;integrazione sempre più interessante di pannelli fotovoltaici nelle zone antropizzate.</p>
<p>Gli sforzi non si limitano solo a rendere visivamente più armonica l&#8217;integrazione dei pannelli fotovoltaici/solari ma soprattutto all&#8217;utilizzo in larga scala di <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/energia-solare" target="_blank">sistemi fotovoltaici</a> anche per gli<strong> edifici a rilevanza storica</strong>. Sono edifici che nascono in contesti architettonici ad altissimo valore storico e che, proprio per questo, non possono deturpare lo scenario artistico nel quale sono incastonati <span id="more-1816"></span></p>
<p>Per questi casi, e per chi semplicemente preferisce oggetti che più si mimetizzano col contesto, nascono prodotti come queste tegole fotovoltaiche. Le <strong>Sole Power Tiles</strong> esemplificano il nostro impegno per la sostenibilità senza compromettere l&#8217;estetica. Un sistema che riesce a coniugare perfettamente <strong>aspetti estetici, superficie utilizzabile e rendimento</strong>.</p>
<p>Link utili</p>
<ul>
<li><a href="http://www.edilportale.com/prodotti/area-industria-ceramiche/tegola-fotovoltaica/tegolasolare_3653.html">Edilportale</a></li>
<li><a title="Portale del sole" href="http://www.ilportaledelsole.it/pag_shopping.asp?level=2&amp;levelsot=0049&amp;vai=1&amp;levelcat=0010" target="_blank">Il portale del sole</a></li>
<li><a title="Rinnovabili" href="http://www.rinnovabili.it/tegole-fotovoltaiche-la-soluzione-totale-701426" target="_blank">Rinnovabile.it</a></li>
<li><a title="Miniwatt" href="http://www.miniwatt.it/mwarchivio/mwb2006/0606_Tecno_Tegole%20FV.pdf" target="_blank">Miniwatt</a></li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1817" style="float:none" title="tegole-fotovoltaiche-design-sostenibile-energia-solare" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/09/tegole-fotovoltaiche-design-sostenibile-energia-solare.jpg" alt="Tegole fotovoltaiche design sostenibile" width="450" height="1210" /></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Energy Seed: nuova luce dalle vecchie batterie</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/07/03/energy-seed-sungwoo-park-sunhee-kim.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/07/03/energy-seed-sungwoo-park-sunhee-kim.htm#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 14:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Calvanese</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredo Urbano]]></category>
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>
		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[design sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
		<category><![CDATA[led]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco un progetto encomiabile, degno di post! Diciamo subito che le batterie, ricaricabili e non, sono un grande problema per l’inquinamento ambientale e che non costano neanche tanto poco. In secondo luogo i contenitori per la raccolta delle batterie scariche sono davvero bruttini, tristi e il più delle volte strapieni e sporchi (e sotto il sole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1753" title="energy-seed-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/07/energy-seed-design.jpg" alt="Energy Seed" width="350" height="273" /></p>
<p>Ecco un progetto encomiabile, degno di post!</p>
<p>Diciamo subito che le batterie, ricaricabili e non, sono un grande problema per l’<strong>inquinamento ambientale</strong> e che non costano neanche tanto poco. In secondo luogo i contenitori per la raccolta delle batterie scariche sono davvero bruttini, tristi e il più delle volte strapieni e sporchi (e sotto il sole non so neanche quanto possano essere sicuri). Ma come ovviare a questo non piccolo problema?</p>
<p>Semplice! Ecco che <strong>Sung Woo Park</strong> (l&#8217;abbiamo già conosciuto per la <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/02/04/eazzzy-fotocamera-digitale-design.htm" target="_blank">minifotocamera Eazzzy</a>, il dipositivo per non vedenti <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/08/25/voice-stick-social-design-tecnologia.htm" target="_blank">Voice Stick</a> e la panca sempre asciutta <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/02/05/rolling-bech-design-arredo-urbano.htm" target="_blank">Rolling Bench</a>) e<strong> Sunhee Kim</strong> hanno progettato <strong>ENERGY SEED</strong>, il lampione stradale che prende vita e si illumina grazie a noi ed incoraggia il <strong>riciclo</strong>.</p>
<p>Con il semplice e consueto (come ormai dovrebbe essere!) gesto del buttare via le batterie scariche e non più ricaricabili,  o comunque non più utili, ecco che al posto dei contenitori da riciclo c’è questo piccolo lampione per <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/arredo-urbano" target="_blank">arredo urbano</a> che si illumina con le nostre batterie <span id="more-1752"></span></p>
<p>Ma come funziona? Basta inserire una ad una le batterie negli appositi buchini cilindrici e la loro energia residua, anziché inquinare il nostro pianeta, attiverà dei <strong>led </strong>luminescenti. Le batterie alcaline scariche infatti, anche se inutili alle nostre esigenze, hanno sempre un minimo di carica sufficiente ad illuminare un <strong>led</strong>, che funziona con soli 2 volts.</p>
<p>Progetti come questo sono importanti sia per noi che per il mondo e se l’utile si unisce al dilettevole e al miglioramento delle attività e delle abitudini umane è ancora meglio.</p>
<p>Sicuramente non risolveremo i problemi di inquinamento nel mondo ma è divertente pensare che, al posto delle monetine o degli sms (è successo in alcune città europee) per illuminare le strade, servano delle batterie per attivare dei lampioni ad accompagnarci nel nostro cammino e che ciò che accade nel mondo non è solo causa nostra ma anche e soprattutto MERITO NOSTRO!</p>
<ul>
<li>Guarda tutti i lavori di <a title="Coroflot" href="http://www.coroflot.com/public/individual_set.asp?individual_id=188883&amp;set_id=211627&amp;is_featured=-1&amp;" target="_blank">Sung Woo Park</a></li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1754" style="float:none" title="energy_seed" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/07/energy_seed.jpg" alt="Energy Seed" width="450" height="1071" /></p>
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		</item>
		<item>
		<title>EyeStop: nuove pensiline solari a Firenze</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/05/27/eyestop-pensiline-solari-firenze.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/05/27/eyestop-pensiline-solari-firenze.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 May 2009 14:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredo Urbano]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensiline hitech alimentate dall&#8217;energia del sole. Un interessante progetto per una delle nostre città più rappresentative all’estero: Firenze. Se negli Emirati Arabi si mettono i condizionatori addirittura ai bus stop, in Italia il futuro delle pensiline, almeno per quelle della città di Firenze, sarà all&#8217;insegna della tecnologia e dello sfruttamento delle energie rinnovabili. Il progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-1719" title="pensiline-solari-firenze" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/05/pensiline-solari-firenze.jpg" alt="Pensiline Hitech" width="350" height="334" /></strong></p>
<p><strong>Pensiline hitech</strong> alimentate dall&#8217;<strong>e</strong><strong>nergia del sole</strong>. Un interessante progetto per una delle nostre città più rappresentative all’estero: Firenze.</p>
<p>Se negli Emirati Arabi si mettono i condizionatori addirittura ai bus stop, in Italia il futuro delle pensiline, almeno per quelle della città di Firenze, sarà all&#8217;insegna della <strong>tecnologia </strong>e dello sfruttamento delle <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/energia-rinnovabile" target="_blank">energie rinnovabili</a>.</p>
<p>Il progetto si chiama <strong>EyeStop </strong>ed è una fermata dell’autobus come non se ne sono mai viste, con un’<strong>interattività avanzata</strong>, elaborata  e sviluppata in collaborazione con il <strong>MIT</strong>. Il presidente della provincia di Firenze Matteo Renzi, ha presentato questo progetto che riguarderà la città in un futuro vicino.</p>
<p>Ogni fermata avrà a disposizione queste innovative pensiline che, oltre a garantire riparo dagli agenti atmosferici, fornirà molte informazioni agli utenti.  Grazie a degli <strong>schermi touchscreen</strong> di grandi dimensioni con <strong>inchiostro elettronico</strong> sarà possibile avere informazioni in tempo reale su orari di autobus e calcolo percorsi, monitoraggi del traffico e del tasso di inquinamento, navigazione sul web e applicazioni legate al cellulare. </p>
<p>Il tutto alimentato ovviamente dai <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/energia-solare" target="_blank">pannelli solari</a> sul tetto, per un’<strong>autosufficienza totale</strong>. Speriamo che quando (e se) verranno costruiti si penserà anche ai possibili atti vandalici che purtroppo spesso rovinano queste iniziative lodevoli.  Altre immagini <span id="more-1718"></span></p>
<p> </p>
<ul>
<li>Leggi altro al sito <a title="MIT" href="http://senseable.mit.edu/eyestop/" target="_blank">MIT Seanseable</a></li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1720" style="float:none" title="pensiline-solari-hitech-firenze" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/05/pensiline-solari-hitech-firenze.jpg" alt="Pensiline solari Firenze" width="450" height="1088" /></p>
<p>(Via <a title="Tecnocino" href="http://www.tecnocino.it/articolo/firenze-pensiline-solari-hitech/14229/" target="_blank">Tecnocino</a>)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Islanda: nuovi piloni per l&#039;elettricità</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/04/06/islanda-piloni-elettrici-adaptability.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/04/06/islanda-piloni-elettrici-adaptability.htm#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 15:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura Contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Arredo Urbano]]></category>
		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>

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		<description><![CDATA[I nuovi piloni elettrici proposti dallo studio londinese Arphenotype. L&#8217;Islanda, a breve, caratterizzerà il proprio paesaggio con questi scultorei piloni. A primo acchitto ho pensato subito all&#8217;ennesimo lavoro dell&#8217;iraniana Zaha Hadid, ma i piloni in questione sono stati progettati dai londinesi Arphenotype. Design fluido, più vicino ad un&#8217;opera scultorea che ai tradizionali piloni che siamo abituati a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1684" title="arphenotype-islanda" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/04/arphenotype-islanda.jpg" alt="Arphenotype" width="300" height="208" /></p>
<p>I nuovi <strong>piloni elettric</strong><strong>i</strong> proposti dallo studio londinese <strong>Arphenotype</strong>. L&#8217;Islanda, a breve, caratterizzerà il proprio paesaggio con questi scultorei piloni.</p>
<p>A primo acchitto ho pensato subito all&#8217;ennesimo lavoro dell&#8217;iraniana <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/zaha-hadid">Zaha Hadid</a>, ma i piloni in questione sono stati progettati dai londinesi Arphenotype. Design fluido, più vicino ad un&#8217;opera scultorea che ai tradizionali piloni che siamo abituati a vedere.</p>
<p>Tutto nasce dalla <strong>società elettrica islandese </strong><strong>Landsnet</strong>, in collaborazione con l&#8217;ordine degli <strong>architetti islandesi</strong> che, stanchi dei soliti piloni squadrati e deturpanti per il paesaggio, hanno deciso di bandire un concorso volto al <strong>redesign </strong>di questi elementi.</p>
<p>Tra tutti i progetti presentati <strong>Adaptability </strong>sembrerebbe essere il progetto vincitore del concorso. I tradizionali piloni in metallo, a breve, cederanno il posto a questi maestosi piloni avvenieristici realizzati in <strong>compositi plastici rinforzati con eco resine</strong> resistenti alle temperature, ai raggi UV e alla forza del vento. I piloni sono stati progettati secondo un chiaro<strong> rifermento biomimetico</strong> (ricordano infatti una struttura ossea) grazie al quale lo studio londinese è riuscito a creare una <strong>struttura leggera ma estremamente resistente</strong>.  I piloni Adaptability, grazie alle produzioni a controllo numerico, potranno essere prodotti in diverse dimensioni (da 17 a 32 metri) e a costi ridotti. Con il loro design morbido caratterizzeranno ancora meglio gli scenari islandesi (e non solo!).</p>
<p>Il nome del progetto nasce dalla volontà dello studio londinese di creare nuovi piloni capaci di adattarsi alle esigenze dei vari landscape, caratterizzati da un design diverso non più severo e austero ma dolce e organico. Da qui la possibilità di produrre ogni volta un pilone di dimensioni diverse, creato appositamente per un determinato paesaggio. <span id="more-1683"></span></p>
<p>Il <strong>bianco </strong>sarà il colore che caratterizzerà questi bellissimi piloni. E per chi già sta pensando allo sporco e agli agenti atmosferici, no-problem. Gli <strong>Adaptability </strong>saranno rivestiti con un leggero strato (vaporizzato sulle superfici) in <strong>Lotus effect</strong> così da garantire sempre il perfetto stato estetico dei piloni.</p>
<p>Mi sembra un bellissimo progetto, che finalmente pone l&#8217;attenzione sul redesign di oggetti &#8220;morti&#8221; come i piloni per l&#8217;elettricità. Determinante anche la volontà dell&#8217;Islanda, e dell&#8217;ordine degli architetti, di riprogettare un elemento di <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/arredo-urbano" target="_blank">arredo urbano</a> così consolidato come il pilone. Che ne pensate?</p>
<p> </p>
<ul>
<li><a title="Arphenotype" href="http://www.arphenotype.com/" target="_blank">Tutti i lavori dello studio ARPHENOTYPE</a></li>
</ul>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1685" style="float:none" title="arphenotype-piloni-elettrici-islanda" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/04/arphenotype-piloni-elettrici-islanda.jpg" alt="Arphenotype piloni elettrici" width="450" height="616" /></div>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Brillo, arredo urbano firmato Adriano Design</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/11/13/brillo-arredo-urbano-adriano-design.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/11/13/brillo-arredo-urbano-adriano-design.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 15:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredo Urbano]]></category>
		<category><![CDATA[Design italiano]]></category>
		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>
		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

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		<description><![CDATA[Vivere la città in modo differente, più intimo e contemporaneo; è possibile con Brillo, un&#8217;originale seduta per arredo urbano dal design scultoreo disegnata dallo studio Adriano Design. Brillo è un modo nuovo, diverso e attuale, di concepire il design delle sedute urbane e dei luoghi di aggregazione sociale che queste possono creare, aggiungendo anche gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1482" title="adriano-design-brillo" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2008/11/adriano-design-brillo.jpg" alt="Adriano Design arredo urbano" width="300" height="206" /></p>
<p>Vivere la città in modo differente, più intimo e contemporaneo; è possibile con Brillo, un&#8217;originale seduta per <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/arredo-urbano">arredo urbano</a> dal design scultoreo disegnata dallo studio <strong>Adriano Design.</strong></p>
<p><strong>Brillo </strong>è un modo nuovo, diverso e attuale, di concepire il <strong>design delle sedute urbane</strong> e dei luoghi di aggregazione sociale che queste possono creare, aggiungendo anche gli ingredienti della comunicazione delle città e dei loro valori caratteristici, della sostenibilità e della convenienza economica dei soggetti interessati dall’operazione.</p>
<p>Sedute che arricchiscono gli ambienti urbani di un nuovo segno grafico, con una seduta dal carattere forte, ergonomica e versatile.</p>
<p>Da seduta tradizionale a seduta-appoggio per soddisfare i nuovi bisogni della società contemporanea. Un unico elemento, sapientemente sagomato, che si articola nello spazio regalando un oggetto versatile ed elegante. Su brillo ci si può sedere tradizionalmente, ma si può anche usare come seduta-appoggio. Il particolare design dello schienale infatti ha una duplice funzione, è sì uno schienale ma è anche un comodo piano, studiato ergonomicamente, per poggiare un pc, un libro, un quaderno,mangiare qualcosa o, semplicemente, rilassarsi. </p>
<p><strong>Adriano Design</strong> è il nome con il quale <strong>Davide e Gabriele Adriano</strong>, due fratelli italiani, piemontesi di nascita e architetti di formazione, firmano i loro progetti di <strong>industrial design</strong> e<strong> product design</strong> (al concorso<strong> Mini Design</strong> si sono classificati terzi con il progetto <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2007/05/16/concorso-mini-design-award-terzo-classificato.htm">Sentieri Urbani</a>). Brillo, una seduta ottima per impreziosire le città e riscoprire la bellezza di vivere all&#8217;aria aperta. Bisognerebbe produrre il formato &#8220;matrimoniale&#8221; per sedersi in coppia, no? <span id="more-1481"></span></p>
<ul>
<li><a title="Adriano Design" href="http://www.adrianodesign.it/" target="_blank">Adriano Design</a></li>
</ul>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1483" title="brillo" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2008/11/brillo.jpg" alt="Brillo E-postcard arredo urbano" width="450" height="310" /><img class="alignnone size-full wp-image-1484" style="float:none" title="arredo-urbano-brillo" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2008/11/arredo-urbano-brillo.jpg" alt="Brillo Adriano Design" width="450" height="310" /></div>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1485" style="float:none" title="adriano-design-arredo-urbano-e-postcard" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2008/11/adriano-design-arredo-urbano-e-postcard.jpg" alt="E-postcard Adriano Design" width="450" height="310" /></div>
<p> </p>
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		</item>
		<item>
		<title>Blossom, i lampioni pensati dalla PHILIPS</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/10/22/blossom-lampioni-philips.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/10/22/blossom-lampioni-philips.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 07:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredo Urbano]]></category>
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>
		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>
		<category><![CDATA[energia eolica]]></category>
		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[energia solare]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Lampioni a forma di fiore, completamente autoalimentati e sostenibili: sono i Light Blossom della Philips. La Philips da sempre ci delizia con progetti innovativi, sostenibili e hi-tech. Questa volta tocca all&#8217;illuminazione urbana con Light Blossom, dei lampioni sostenibili bio-inspired. Sono colorati, ispirati alla natura ma, soprattutto, hanno una speciale valenza eco sostenibile: utilizzano solo energie rinnovabili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1431" title="light-blossom-philips-lampioni-fiori" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2008/10/light-blossom-philips-lampioni-fiori.jpg" alt="Light Blossom PHILIPS" width="300" height="223" /></p>
<p>Lampioni a forma di fiore, completamente <strong>autoalimentati </strong>e <strong>sostenibili</strong>: sono i <strong>Light Blossom</strong> della Philips.</p>
<p>La <strong>Philips </strong>da sempre ci delizia con progetti innovativi, sostenibili e hi-tech. Questa volta tocca all&#8217;illuminazione urbana con <strong>Light </strong><strong>Blossom</strong>, dei <strong>lampioni sostenibili bio-inspired</strong>.</p>
<p>Sono colorati, ispirati alla natura ma, soprattutto, hanno una speciale <strong>valenza eco sostenibile</strong>: utilizzano solo <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/energia-rinnovabile">energie rinnovabili</a> coniugando perfettamente <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/energia-solare">energia solare</a> ed <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/energia-eolica">eolica</a>. Vediamo come!</p>
<p><strong>Blossom </strong>è un lampioncino per <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/arredo-urbano">arredo urbano</a> dal <strong>design </strong>gradevole che durante il giorno aprei i suoi petali per immagazzinare tutta l&#8217;energia solare. Grazie ad un motorino, attivato sempre da energia pulita, i petali vengono sempre orientati verso il sole per non perdere mai i raggi solari.</p>
<p>Durante la notte tutti i <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/led">LED</a> vengono poi illuminati con l&#8217;energia solare accumulata durante il mattino ma, diversamente da altri lampioni alimentati con fonti rinnovabili sempre, i lampioni <strong>Blossom </strong>affievoliscono l&#8217;intensità della luce emessa se i sensori non &#8220;<em>captano</em>&#8221; alcun movimento. Un ottimo modo per risparmiare energia con stile.</p>
<p>Ma non è tutto ovviamente, la Philips non poteva lasciarci così. Infatti nelle brutte giornate senza sole i lampioncini accumulano energia trasformandosi in <strong>lampioni eolici </strong>grazie ai petali che, all&#8217;occorrenza, fungono anche da pale. In un paio d&#8217;anni dovrebbero anche entrare in produzione. Io li trovo deliziosi! </p>
<ul>
<li><a title="PHILIPS light Blossom" href="http://www.newscenter.philips.com/about/news/press/20081015_simplicity_event_light_blossom.page" target="_blank">PHILIPS</a> news center</li>
</ul>
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	</channel>
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