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	<title>Architettura e Design &#187; Young Designers</title>
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		<title>Growing Cabinet, la libreria &#8220;espandibile&#8221; di Yi Cong Lu</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 16:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>
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		<description><![CDATA[Se una libreria non vi basta mai, è arrivato il momento di pensare a Growing Cabinet! Una libreria che cambia configurazione e dimensioni in un lampo! L&#8217;idea è del designer Yi Cong Lu. Il nome tradisce origini orientali ma lui è nato ed ha studiato in Germania. Sebbene giovanissimo -classe 1981- Yi Cong Lu vanta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3225" style="float: none;" title="growing-cabinet-design-cong-lu" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2012/05/growing-cabinet-design-cong-lu.jpg" alt="" width="500" height="359" /></p>
<p>Se una libreria non vi basta mai, è arrivato il momento di pensare a <strong>Growing Cabinet</strong>! Una libreria che cambia configurazione e dimensioni in un lampo! <span id="more-3224"></span></p>
<p>L&#8217;idea è del<strong> designer Yi Cong Lu</strong>. Il nome tradisce origini orientali ma lui è nato ed ha studiato in Germania. Sebbene giovanissimo -classe 1981- Yi Cong Lu vanta già numerosi riconoscimenti in ambito di design.</p>
<p>Quello che subito rapisce nell&#8217;operato di Cong Lu è l&#8217;evidente filo conduttore che lega tutti i suoi progetti. Saltano all&#8217;occhio infatti l&#8217;adattabilità e la flessibilità d&#8217;uso in tutti i progetti, pensati in un&#8217;ottica di cambiamento costante, pensati come oggetti &#8220;<em>viventi</em>&#8221; sempre dinamici e reinterpretabili.</p>
<p><strong>Growin Cabinet </strong>è uno degli esempi dinamici della progettualità di Cong Lu. A differenza delle librerie classiche, Growing Cabinet &#8220;<em>cresce</em>&#8221; sotto il volere dei fruitori, cambiando forma ed utilizzo in base ai bisogni del momento. Il sistema è semplicissimo ma allo stesso tempo funzionale e pratico. All&#8217;interno della struttura sono state semplicemente aggiunte delle cornici tipo cassetti, facilmente estraibili e riposizionabili.</p>
<p>Vi consiglio di dare un&#8217;occhiata al sito ufficiale di Yi Cong Lu e vedere tutti gli altri progetti. A mio avviso bellissimi anche <strong>Panel</strong>, <strong>Fade</strong> ed <strong>Ivar Para-site</strong>! Ditemi che ne pensate;)</p>
<ul>
<li><a title="Yi Cong Lu" href="http://www.yiconglu.com" target="_blank">Vai al sito di Yi Cong Lu</a></li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3226" style="float: none;" title="growing-cabinet-conglu-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2012/05/growing-cabinet-conglu-design.jpg" alt="" width="500" height="1391" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3227" style="float: none;" title="yi-cong-lu-projects-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2012/05/yi-cong-lu-projects-design.jpg" alt="" width="500" height="2106" /></p>
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		<title>NotYet: ironia e provocazione al Fuorisalone</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2012/04/23/notyet-design-bitches-fuorisalone.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2012/04/23/notyet-design-bitches-fuorisalone.htm#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 11:14:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Salone del Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>
		<category><![CDATA[fuori salone 2012]]></category>
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		<description><![CDATA[Il designer è come il maiale: non si butta via niente! Una provocazione ironica ed irriverente, anche se purtroppo estremamente vera, corre tra le strade del Fuorisalone! Tshirt insaccate come salami richiamano decine e decine di visitatori. E&#8217; il progetto Design Bitches del gruppo NotYet Tra le strade del Fuorisalone mi ha colpito molto &#8220;DESIGN [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3152" style="float: none;" title="design-bitches-salami" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2012/04/design-bitches-salami.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p><strong>Il designer è come il maiale: non si butta via niente! </strong>Una provocazione ironica ed irriverente, anche se purtroppo estremamente vera, corre tra le strade del <strong>Fuorisalone</strong>! Tshirt insaccate come salami richiamano decine e decine di visitatori. E&#8217; il progetto<strong> Design Bitches</strong> del gruppo NotYet<span id="more-3150"></span></p>
<p>Tra le strade del Fuorisalone mi ha colpito molto &#8220;<strong>DESIGN BITCHES</strong>&#8220;, un progetto nato l’anno scorso, ironico e provocatorio per parlare finalmente di design e dei designer in questo periodo. L&#8217;idea nasce da sei giovanissimi designer (li vedete nella prima foto della gallery) come invito rivolto a tutti i designer, vessati da interminabili stage non retribuiti o lavori massacranti in cambio di visibilità, ad unirsi per fare sentire la propria voce.</p>
<p>Quest’anno il progetto ha preso il via con un nuovo concept: il designer è come il maiale. Non si butta via niente! Per questo motivo i migliori designer sono stati trasformati ironiche e irriverenti T-shirt ed insaccati come salami.</p>
<p>I creatori di <strong>Design Bitches </strong>hanno percorso le trafficate strade del <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/zona-tortona" target="_blank">Fuorisalone</a> vestiti di tutto punto con grembiuli da salumiere<strong> e carretto allegorico che evoca una vera e propria salumeria vecchio stile, chiamata per l&#8217;occasione &#8220;Designer Bitchery&#8221;</strong>, invitanto i passanti a scattare foto con una sagoma di un maialino. Inoltre tutte le T-shirt a forma di salame sono accompagnata da una targhetta che certifica la provenienza dei designer:</p>
<p><em>&#8220;I nostri designers provengono da allevamenti a terra nei quali possono muoversi liberamente dando sfogo alle loro attitudini individuali. Sin dalla loro nascita vengono alimentati con una dieta arricchita di costosi workshop, false promesse e aspettative con un programma affezionato dai migliori allevatori del design. Una volta giunti a piena maturazione, superati i nostri rigidi controlli di qualit</em>à<em>, vengono messi in fila e macellati per diventare gustosi insaccati</em>.<em> Il tutto per offrirvi un prodotto di qualit</em>à<em>, genuino e innocente, pronto per ogni uso&#8221;.</em></p>
<p>Per le strade del Fuorisalone hanno riscosso un successone tra designer, passanti e semplici turisti incuriositi dal particolare carretto. Le foto e le innumerevoli testimonianze dei designer le trovate sia nella mia breve gallery che al sito ufficiale NotYet. Complimenti ancora per l&#8217;iniziativa ragazzi!</p>
<ul>
<li><a title="NotYet studio" href="www.notyetastudio.com" target="_blank">NotYet studio</a></li>
<li>Facebook DESIGN BITCHES</li>
</ul>
<div><em><img class="alignnone size-full wp-image-3151" style="float: none;" title="design-bitches-fuorisalone" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2012/04/design-bitches-fuorisalone.jpg" alt="" width="500" height="2764" /></em></div>
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		<title>In anteprima Salone del Mobile 2012: Twentytwelve di Simone Viola</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2012/04/04/twentytwelve-collection-design-viola.htm</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 14:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>
		<category><![CDATA[Zona Tortona]]></category>
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		<category><![CDATA[Salone del Mobile 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[A pochi giorni dall&#8217;apertura del Salone Internazionale del Mobile di Milano il designer svizzero Simone Viola presenta in anteprima la sua prima collezione privata intitolata &#8220;twentytwelve collection&#8220;, serie di arredi dalle forme accattivanti, personalizzabili nei materiali e nelle finiture. La collezione è composta da 4 pezzi: Anthony I (poltrona schienale alto), Alea (seduta), GinKi (tavolino) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3032" style="float: none;" title="twentytwelve-collection-design-viola" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2012/04/twentytwelve-collection-design-viola.jpg" alt="" width="500" height="355" /></p>
<p>A pochi giorni dall&#8217;apertura del Salone Internazionale del Mobile di Milano il designer svizzero Simone Viola presenta in anteprima la sua prima collezione privata intitolata &#8220;<strong>twentytwelve collection</strong>&#8220;, serie di arredi dalle forme accattivanti, personalizzabili nei materiali e nelle finiture. <span id="more-3031"></span></p>
<p>La collezione è composta da 4 pezzi: <strong>Anthony I</strong> (poltrona schienale alto), <strong>Alea</strong> (seduta), <strong>GinKi</strong> (tavolino) e <strong>Lady Rose </strong>(chaise longue). Arredi diversi tra loro ma con un denominatore comune: una forte personalità.</p>
<p>&#8220;<em>E’ stata una sfida perchè a volte dal concetto iniziale all&#8217;oggetto finale vi sono molte modifiche a causa di necessità produttive. In questo caso grazie al grande lavoro svolto insieme ai miei collaboratori siamo riusciti a materializzare questi concetti senza scendere a compromessi.</em>&#8221; -afferma il giovane 27enne.</p>
<p>Su richiesta ogni singolo arredo può essere personalizzato nei dettagli; dall’utilizzo di materiali differenti per i rivestimenti (cuoio, pelle, tessuti con textures,&#8230;) alla vasta gamma di verniciature (dall’opaca al metallizzato). Il pezzo in se quindi non è che una base per poterlo adattare a qualcosa di estremamente personale, come un abito su misura.</p>
<p>&#8220;<strong>twentytwelve collection</strong>&#8221; è la prima di una serie di collezioni personali che avranno l’obiettivo di proporre prodotti di qualità, interamente lavorati a mano, personalizzabili ed a prezzi sempre più competitivi. Complimenti ancora a Simone per il bellissimo lavoro svolto!</p>
<p>Le immagini nell&#8217;ordine: Anthony I, Alea, GinKi, Lady Rose</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3033" title="twentytwelve-collection-design-simone-viola" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2012/04/twentytwelve-collection-design-simone-viola.jpg" alt="" width="500" height="1433" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3034" style="float: none;" title="collezione-twentytwelve-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2012/04/collezione-twentytwelve-design.jpg" alt="" width="500" height="2122" /></p>
<ul>
<li>Leggi altro al <a href="http://www.simonevioladesign.com/" target="_blank">sito ufficiale di Simone Viola</a></li>
</ul>
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		<title>In anteprima Salone del Mobile 2012: Oji con Katana</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2012/03/06/salone-mobile-oji-katana-design.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 14:04:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salone del Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>
		<category><![CDATA[Salone del Mobile 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno lo brand Oji si presenta al Salone del Mobile di Milano con dei nuovi ed affascinanti progetti. In anteprima Salone scopriamo insieme Katana, il nuovo elemento di arredo firmato Oji design L&#8217;affascinante storia dell&#8217;azienda Oji la conosciamo già. L&#8217;anno scorso, sempre in occasione del Salone del Mobile, abbiamo già avuto modo di ammirare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2991" style="float: none;" title="KATANA-oji-salone-mobile" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2012/03/KATANA-oji-salone-mobile.jpg" alt="" width="500" height="508" /></p>
<p>Anche quest&#8217;anno lo <strong>brand Oji</strong> si presenta al <strong>Salone del Mobile di Milano</strong> con dei nuovi ed affascinanti progetti. In anteprima Salone scopriamo insieme <strong>Katana</strong>, il nuovo elemento di arredo firmato <strong>Oji design </strong><span id="more-2990"></span></p>
<p>L&#8217;affascinante storia dell&#8217;azienda <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2011/03/11/anteprima-salone-milano-oji-desig.htm" target="_blank">Oji</a> la conosciamo già. L&#8217;anno scorso, sempre in occasione del Salone del Mobile, abbiamo già avuto modo di ammirare le creazioni del gruppo, sempre caratterizzare da uno stile delicatamente japan e da collezioni che nascono dal vissuto dei suoi creatori:  frutto di viaggi di chi si ricorda da dove viene, ma parte per liberarsi dai cliché sulle sue origini per sperimentare qualcosa di nuovo.</p>
<p>Anche quest&#8217;anno l&#8217;originalità non manca nei progetti <strong>Oji</strong>. A breve, in occasione del <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/salone-del-mobile">Salone del mobile 2012</a>, avremo modo di ammirare dal vivo una delle ultime creazioni del brand palermitano: i complementi d&#8217;arredo <strong>Katana</strong>.</p>
<p>La katana era la lunga spada giapponese dalla lama curva: l’arma preferita dai samurai, finché un editto che vietava di portarle in pubblico dettò la fine della sua produzione. Come un tributo al gesto fendente di quella spada bandita, <strong>KATANA </strong>fissa lo slancio aggraziato e la furia incontenibile dei guerrieri orientali in un momento eterno, li congela nell’espressione di un monolite disallineato, destrutturato.</p>
<p>Tutto si traduce con un sistema modulare in MDF, con lavorazione a 45° e apertura push. Gli elementi che lo compongono possono essere accostati o sovrapposti in configurazioni autoportanti o pensili. La finitura è in lacca opaca, a scelta tra i colori della collezione. L&#8217;interno dei cassetti ed i distanziatori possono essere personalizzati con colori a contrasto.</p>
<p>Vi lascio all a gallery in attesa di vedere e toccare con mano questi ed altri oggetti della <strong>collezione Oji</strong>. L&#8217;appuntamento è a Milano, in occasione del <strong>Salone del Mobile, dal 17 al 22 Aprile</strong>. Io ne sono già innamorata;)</p>
<ul>
<li><a title="Oji collection" href="http://www.oji-design.com/downloads/OJI_catalogo2011.pdf" target="_blank">Scopri tutta la collezione Oji design</a></li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2992" style="float: none;" title="oji-salone-mobile-milano" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2012/03/oji-salone-mobile-milano.jpg" alt="" width="500" height="2767" /></p>
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		<title>Faceture: i vasi &#8220;artigianali&#8221; di Phil Cuttance</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2012/02/09/vasi-phil-cuttance-desig.htm</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 16:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>
		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>

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		<description><![CDATA[FACETURE from Phil Cuttance on Vimeo. Faceture è la nuova collezione di vasi realizzata dal designer Phil Cuttance. Vasi particolari e ricercati eppure realizzati con un metodo semplice e alla portata di tutti. Tutto ruota arrorno ad un banchetto da lavoro, anch&#8217;esso ideato dal designer, che scandisce le varie fasi della lavorazione dei vasi. 6step, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/35912908?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=ffffff" width="500" height="281" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/35912908">FACETURE</a> from <a href="http://vimeo.com/user9669590">Phil Cuttance</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><strong>Faceture</strong> è la nuova collezione di vasi realizzata dal <strong>designer Phil Cuttance</strong>. Vasi particolari e ricercati eppure realizzati con un metodo semplice e alla portata di tutti. <span id="more-2954"></span></p>
<p>Tutto ruota arrorno ad un banchetto da lavoro, anch&#8217;esso ideato dal designer, che scandisce le varie fasi della lavorazione dei vasi. 6step, sei semplici mosse (vedrete dal video) e il gioco è fatto!</p>
<p>Prima di tutto è importante realizzare lo &#8220;stampo&#8221; in plastica servendosi di un&#8217;apposita matrice a pattern triangolare. Una volta creato il volume si passa alla scelta del colore, vi si aggiunge un addensante, si mescola il tutto e si passa alla colatura della resina ad acqua nello stampo adagiato su un tornio. Una volta asciutto il polimero è sufficiente rimuovere lo stampo (realizzato con il film di plastica) e il vaso è pronto.</p>
<p>Geometrie e colori sempre nuovi per oggetti completamente <em>fai-da-te</em>. Per chi fosse interessato è importante sapere che sia i vasi che il banchetto da lavoro sono acquistabili. Vi lascio al video che ha un non so che di misterioso;)</p>
<ul>
<li><a title="Phil Cuttance" href="http://www.philcuttance.com/" target="_blank">Guarda tutti i prodotti di Phil Cuttance</a></li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2955" style="float: none;" title="faceture-phil-cuttance-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2012/02/faceture-phil-cuttance-design.jpg" alt="" width="500" height="2469" /></p>
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		<title>Mino: il nano compostabile per il tuo giardino</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2012/01/25/mino-nano-compostabile-giardino.htm</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 15:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>
		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[design sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

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		<description><![CDATA[Biodegradabile al 100% e costituito interamente da compost pressato. E&#8217; Mino, un nuovo nano da giardino. Scopriamolo insieme!L&#8217;usanza di mettere i nani in giardino è ancora abbastanza praticata in molte parti del mondo. Della Germania, nel XVII secolo, i nani furono esportati in Inghilterra da un nobile inglese per ornare il suo giardino e oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-2930" title="MINO-nano-compostabile-giardino" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2012/01/MINO-nano-compostabile-giardino.jpg" alt="" width="500" height="216" /></strong></p>
<p><strong> Biodegradabile</strong> al 100% e costituito interamente da <strong>compost</strong> pressato. E&#8217; <strong>Mino</strong>, un nuovo nano da giardino. Scopriamolo insieme!<span id="more-2928"></span>L&#8217;usanza di mettere i nani in giardino è ancora abbastanza praticata in molte parti del mondo. Della Germania, nel XVII secolo, i nani furono esportati in Inghilterra da un nobile inglese per ornare il suo giardino e oggi sono divenuti oggetti kitsch diffusi a livello mondiale. Il nano moderno è una figura malinconica malgrado i suoi colori sgargianti, condannata a soprammobile posato su una natura addomesticata ed artificiale. Dopo gruppi su facebook per salvare i nani da tutti i giardini, progetti scherzosi di Philippe Starck, il giovane designer <strong>Giovanni Tomasini</strong> progetta Mino, un nano diverso, ecocompatibile e che sensibilizza al compostaggio.</p>
<p><strong>Giovanni</strong> è un designer bresciano di 27anni, vincitore di diversi progetti e riconoscimenti in ambito di design, più volte presente come espositore alle scorse edizioni del <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/zona-tortona" target="_blank">fuorisalone di Milano</a>. Oggi parliamo di <strong>Mino</strong>, uno dei suoi ultimi progetti di eco-design.</p>
<p><em>&#8220;Il nano Mino abita un giardino tutto da vivere, sopravvive una stagione per nutrire il verde che lo circonda, morendo lentamente con onore&#8221;</em>. <strong>Biodegradabile</strong> al 100% e costituito interamente da <strong>compost</strong> pressato, un potente <strong>fertilizzante</strong> naturale, è inoltre facilmente <strong>personalizzabile</strong> con grafiche, colori o accessori.</p>
<p>Il compost si compone di comuni rifiuti organici in una sostanza che è del tutto simile all’humus, la parte fertile del terreno, ricca di sostanze organiche; a cui è stato estratto il biogas derivante, quindi anche il cattivo odore. Negli ultimi tempi è largamente utilizzato nell&#8217;agricoltura biologica, come ammendante dei suoli agricoli, per migliorare la costituzione fisico-meccanica e la fertilità grazie all’apporto di sostanza organica.</p>
<p>Un nuovo modo di concepire i nani da giardino. Mino educa al <strong>riciclo</strong> e al compostaggio e, dopo una stagione in giardino, comincia a sfaldarsi e scompare senza lasciare traccia. Devo dire che un nanetto così lo metterei volentieri nel mio giardino. E voi?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2931" style="float: none;" title="MINO-design-giovanni-tomasini" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2012/01/MINO-design-giovanni-tomasini.jpg" alt="" width="500" height="866" /></p>
<ul>
<li><a title="Twitter" href="http://twitter.com/TomasiniG" target="_blank">Segui Giovanni Tomasini</a></li>
</ul>
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		<title>Wimpy Braille Burger, quando gli hamburger sfornano la versione braille</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 18:58:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food Design]]></category>
		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Wimpy: la prima catena di fast food sensibile ai non vedenti. Per la prima volta menù e addirittura hamburger in versione braille.   Wimpy è una catena di fast food conosciuta in Sud Africa che in questi giorni sta facendo parlare di se per una sua recente iniziativa dedicata ai non vedenti. Il video ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="500" height="284" src="http://www.youtube.com/embed/5YAchE0-o-o" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<strong>Wimpy</strong>: la prima catena di fast food sensibile ai non vedenti. Per la prima volta menù e addirittura hamburger in versione braille.  <span id="more-2910"></span></p>
<p>Wimpy è una catena di fast food conosciuta in Sud Africa che in questi giorni sta facendo parlare di se per una sua recente iniziativa dedicata ai non vedenti. Il video ormai impazza su youtube e diversi blog di settore.</p>
<p>L&#8217;idea è quella di avvicinarsi al pubblico dei <strong>non vedenti</strong>, sensibile e spesso poco considerato -soprattutto se parliamo di fast food- accompagnandoli durante tutta l&#8217;esperienza all&#8217;interno dei fast food prima con i<strong> menù in versione braille</strong> continuando poi con i <strong>panini in versione braille</strong>!</p>
<p>I panini sono caratterizzati infatti da alcuni piccoli messaggi in braille realizzati con i semi di sesamo sapientemente disposti dalle abili mani dei cuochi. Ecco allora che frasi come &#8220;<em>Panino 100% carne bovina</em>&#8221; o &#8220;<em>Panino realizzato solo per te</em>&#8221; spuntano sui panini pronte a stupire gli affamati clienti.</p>
<p>Che dire. Sicuramente sono tantissimi i riflettori puntati sulla Wimpy. Le critiche, positive e negative, ormai fioccano e il nome Wimpy spunta ormai in mille siti. Di sicuro quello che salta agli occhi è un&#8217;ottima operazione di marketing!</p>
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		<title>Little Printer. Altro che stampante!</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2011/12/07/hello-little-printer-in-arrivo-dal-2012.htm</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 16:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Young Designers]]></category>
		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>

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		<description><![CDATA[Little Printer, available 2012 from BERG on Vimeo. Little Printer una mini stampante che vive in casa! Basta un touch e tutte le notizie vengono stampate in un nuovo modo, pratico e veloce! Dire che mi ha rapito è poco.. e sono sicura che con il suo ciuffetto e i suoi piccoli occhietti ruberà subito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/32796535?byline=0&amp;portrait=0&amp;color=ffffff" width="500" height="281" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/32796535">Little Printer, available 2012</a> from <a href="http://vimeo.com/bergstudio">BERG</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><strong>Little Printer</strong> una mini stampante che vive in casa! Basta un touch e tutte le notizie vengono stampate in un nuovo modo, pratico e veloce! <span id="more-2869"></span></p>
<p>Dire che mi ha rapito è poco.. e sono sicura che con il suo ciuffetto e i suoi piccoli occhietti ruberà subito la vostra attenzione! Per &#8220;adottarne&#8221; una però ci toccherà attendere un altro po&#8217; visto che l&#8217;uscita sul mercato è prevista per la metà del 2012. Ma cosa fa di così speciale questa Little Printer?</p>
<p>Inizio col dire che in un era così digitalizzata e touch sembra quasi un controsenso pensare ad una stampante&#8230; ma credo <strong>Little Printer</strong> non vada considerata come una semplice stampante, ma come un nuovo oggetto che traduce nuovi gesti e nuovi bisogni. Molte volte mi è capitato di dover scrivere a penna giusto un appunto o una cosa che assolutamente non potevo dimenticare (a volte a nulla servono i promemoria.. non vi capita?!), altre volte addirittura di stampare un intero foglio A4 per due righe magari! E infondo Little Printer stravolge un po&#8217; il senso noioso della classica stampante in favore di un nuovo oggetto piccolo e veloce, che interagisce con i nostri dispositivi in un touch. E&#8217; ovvio che non sostituisce le classiche stampanti ma di certo fornisce una nuova risposta ad un bisogno che necessariamente abbiamo  tutti.</p>
<p>Little Printer è una <strong>mini stampante wireless</strong> che può essere posizionata in qualsiasi angolo della casa e non necessita di nessuna impostazione né setup per funzionare; dialoga immediatamente con gli smartphone e stampa tutto ciò che desideriamo in piccoli &#8220;scontrini&#8221; facilmente conservabili con uno spreco di carta decisamente ridimensionato, se non nullo in alcuni casi. La stampa, come si vede dal video, è a caldo e non necessita perciò di inchiostri ( &#8230;immagino ci siano delle perplessità circa la carta termica ma magari andrebbero affrontate a monte visto che è un tipo di carta sempre più utilizzata).</p>
<p>Vi lascerei al lato emozionale con la gallery e ovviamente il video che vale più di mille parole. Spero vi piaccia.</p>
<ul>
<li>Leggi altro al sito ufficiale <a title="Little Printer" href="http://bergcloud.com/littleprinter/" target="_blank">Little Printer</a></li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2870" title="hello-little-printer" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2011/12/hello-little-printer.jpg" alt="" width="501" height="2458" style="float:none"/></p>
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		<title>Calici Caratteriali di GumDesign al Macef</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2011/09/07/calici-caratteriali-gumdesign.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2011/09/07/calici-caratteriali-gumdesign.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 08:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food Design]]></category>
		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>
		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>
		<category><![CDATA[Designer famosi]]></category>

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		<description><![CDATA[A mio avviso uno più bello dell&#8217;altro! Una serie di calici comunicativi perfetti per chi ama il vino e gli oggetti dal design unico. Sono i Calici Caratteriali disegnati da Gumdesign per Colle Vilca (distretto storico del cristallo italiano). Ecco di nuovo su A+D Gabriele Pardi e Laura Fiaschi del gruppo Gumdesign. Oggi ci propongono uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2828" style="float: none;" title="calici-caratteriali-gumdesign-macef" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2011/09/calici-caratteriali-gumdesign-macef.jpg" alt="" width="450" height="409" /></p>
<p>A mio avviso uno più bello dell&#8217;altro! Una serie di calici comunicativi perfetti per chi ama il vino e gli oggetti dal design unico. Sono i <strong>Calici Caratteriali</strong> disegnati da <strong>Gumdesign</strong> per <strong>Colle Vilca</strong> (distretto storico del cristallo italiano). <span id="more-2826"></span></p>
<p>Ecco di nuovo su A+D <strong>Gabriele Pardi e Laura Fiaschi</strong> del gruppo <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2007/09/19/design-gumdesign-arredamento-lampade.htm" target="_blank">Gumdesign</a>. Oggi ci propongono uno dei loro ultimi lavori; una reinterpretazione dei tradizionali <strong>calici da degustazione</strong> concettuale e formale, piccole trasformazioni che conducono l&#8217;oggetto da semplice calice ad oggetto comunicativo, particolari invenzioni per suggerire nuovi usi e nuove tipologie di prodotto. Il passionale, l&#8217;estroverso, l&#8217;introverso, il conservatore, il rilassato, l&#8217;ambiguo e l&#8217;altruista. Sette diverse tipologie per sette diverse personalità o stati d&#8217;animo.</p>
<p>Voglio farveli conoscere uno alla volta partendo dall&#8217;<strong>estroverso</strong>, con il suo calice basculante che coinvolge il consumatore e lo spinge al contatto grazie al particolare disegno della base, ottimo anche per facilitare la creazione degli archetti tipici della prima fase di degustazione del vino;</p>
<p>&#8220;<strong>l&#8217;introverso</strong>&#8221; si presenta invece come un semplice calice nato però con la combinazione della caraffa da mezzo litro; un bicchiere e la sua caraffa, un rapporto a due, unico e capace di fornire un unico prodotto unito dalla funzione e dalla loro compenetrazione. Si inserisce perfettamente nella caraffa, capovolto, ed una volta a tavola ne permette il riempimento per l&#8217;uso personale;</p>
<p>&#8220;<strong>l&#8217;altruista</strong>&#8221; è caratterizzato dalla modifica del bordo superiore del calice, che si trasforma in un beccuccio perfetto per condividere il vino con il commensale;</p>
<p>&#8220;<strong>l&#8217;ambiguo</strong>&#8221; non si decide sulla forma, si muove e si deforma generando un motivo decorativo ma non funzionale al prodotto;</p>
<p>&#8220;<strong>il conservatore</strong>&#8221; è un calice attento, capace di fare attenzione al vino anche quando avanza; un tappo in sughero permette la conservazione anche per il giorno successivo;</p>
<p>&#8220;<strong>il passionale</strong>&#8221; è composto da due calici che presentano la coppa inclinata, diretta una verso l&#8217;altra in un rapporto sentimentale e di amicizia; pronti già per il brindisi, aperti alla conoscenza ed alla condivisione;</p>
<p>ed &#8220;<strong>il rilassato</strong>&#8221; un calice disteso, disposto ad accontentare in un clima pacifico il degustatore; la coppa si inclina leggermente, decanta perfettamente il vino e si allunga verso la bocca.</p>
<p>La collezione, insieme ad altri progetti del duo <strong>Gumdesign</strong>, sarà presentata a <strong>Milano </strong>per il<strong> Macef</strong> dall&#8217;8 all&#8217;11 Settembre prossimi, nell’ambito del Laboratorio di Sperimentazione di Abitami/Macef. La collezione sarà esposta all’interno dell’allestimento “Minimi-dialoghi immobili”, di cui Laura e Gabriele sono art director. Vi lascio ad una bella gallery  e faccio i miei complimenti per i bellissimi progetti a Gabriele e Laura. E ora ovviamente sono curiosa di sapere i vostri preferiti!!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2827" style="float: none;" title="calici-caratteriali-gumdesign" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2011/09/calici-caratteriali-gumdesign.jpg" alt="" width="500" height="4072" /></p>
<ul>
<li><a title="Gumdesign sito" href="http://www.gumdesign.it/" target="_blank">Vai al sito ufficiale Gumdesign</a></li>
<li>Vai al sito <a title="Macef Milano" href="http://www.macef.it/" target="_blank">Macef</a></li>
</ul>
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		<title>Splinterbike: una bicicletta interamente di legno</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2011/06/22/splinterbike-bicicletta-wood-design.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2011/06/22/splinterbike-bicicletta-wood-design.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 13:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Elena Crescini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>

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		<description><![CDATA[Splinterbike è una bicicletta interamente realizzata in legno dagli ingranaggi alle ruote La Splinterbike più che un prodotto di design è il  frutto di una sfida, direi tutta artigianale. L&#8217;idea infatti nasce da una scommessa fatta tra due amici Mike Burrows e Michael Thompson a Norfolk, Inghilterra. Pesa 31 kg, ha un profilo aerodinamico, ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-2760" style="float: none;" title="SplinterBike-bicicletta-legno" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2011/06/SplinterBike-bicicletta-legno.jpg" alt="" width="450" height="338" /></strong></p>
<p><strong>Splinterbike</strong> è una bicicletta interamente realizzata in <strong>legno</strong> dagli ingranaggi alle ruote <span id="more-2757"></span></p>
<p>La Splinterbike più che un prodotto di <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/young-designers" target="_blank">design</a> è il  frutto di una sfida, direi tutta artigianale. L&#8217;idea infatti nasce da una scommessa fatta tra due amici <strong>Mike Burrows</strong> e <strong>Michael</strong> <strong>Thompson </strong>a<strong> Norfolk</strong>, Inghilterra.</p>
<p>Pesa 31 kg, ha un profilo aerodinamico, ed una bella linea. Ci sono volute 1000 ore di lavoro per disegnarla e costruila ma alla fine Thompson ce l&#8217;ha fatta.</p>
<p>Mi domando però se ne sia valsa veramente la pena, la sperimentazione è sempre positiva ma non credo che la Spinterbike avrà mai un futuro come mezzo di locomozione -non fosse altro che per il peso!- ma rimarrà comunque un esperimento ben riuscito.</p>
<p>Non ci sono viti ma solo legno, incastri e colla. Le essenze utilizzate sono varie tra cui il Lignum Vitae, un <strong>legno</strong> in grado di <strong>auto lubrificarsi </strong>in modo da ridurre al minimo le inevitabili frizioni nelle giunzioni. Non credo nemmeno sia particolarmente comoda poichè, ahimè, anche il sellino è in legno!!</p>
<p>A voi la parola&#8230;</p>
<ul>
<li>Sito <a title="Splinterbike" href="http://www.splinterbike.co.uk/" target="_blank">Splinterbike</a></li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2759" style="float: none;" title="splinter-bike" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2011/06/splinter-bike.jpg" alt="" width="450" height="2532" /></p>
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