November 9th, 2009 by Ivana

NONO’: NO-seduta e NO-sgabello! Questo è NONO’, un perfetto ibrido tra seduta e sgabello riproposto in chiave contemporanea.
L’idea è del giovane designer Stefano Soave, bresciano, appena 22enne, che ha analizzato i nuovi modi di sedersi dei giovani, pronti a trovare appoggi ovunque e trasformare qualsiasi cosa-appoggio in seduta.
Da questa analisi nasce NONO’ un nuovo tipo di seduta ischiatica. Questo genere di seduta consente alla persona di appoggiare il bacino (ischio) in posizione semi seduta e di scaricare parzialmente il peso del corpo con conseguente beneficio (riduzione di affaticamento) nello stazionamento in situazioni di attesa temporanee (ad esempio alle fermate dei mezzi pubblici o ai bar). Un tripode che evoca vagamente lo starckiano W.W. Stool, riproposto con un design più sinuoso e molto meno aggressivo (e aggiungerei anche più comodo!) anche se lui stesso dichiara di essere stato ispirato dalle sedie Sella di Achille e Piergiacomo Castiglioni e la mitica Sedia per visite brevi di Bruno Munari.
Con la sua versatilità e i suoi 70 cm (punto d’appoggio) NONO’ può essere utilizzato in diversi modi, come si vede dalle foto, trasportato facilmente grazie al suo peso ridotto e al particolare foro ricavato tra la seduta e il piccolo schienale. Una volta impilata può essere riposta in spazi ridotti. Per ora NONO’ è un prototipo realizzato in legno, ma il prodotto finito sarà realizzato in polipropilene con lo stampaggio a iniezione assistito a gas.
Devo dire che trovo NONO’ un bellissimo prodotto, ben studiato e ricercato. Faccio i miei complimenti a Stefano che, seppure giovanissimo, ha realizzato un prodotto che trovo già maturo e pronto per la realizzazione!
Nell’attesa di un produttore che voglia realizzare NONO’ vi lascio alla gallery, ai vostri commenti, e al motto di Stefano che mi è piaciuto molto: “Il cervello è come un paracadute, funziona solo se lo apri“- Elbert Einsten - Vedi tutta la gallery
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October 22nd, 2009 by Ivana

Giovane, direi giovanissimo, è Davide Conti. Giovane designer italiano (Chiavari) che vanta già moltissimi progetti di design e numerosi riconoscimenti.
Ne parlammo già qualche tempo fa con Voilà, ma sul web e sul suo sito potete sicuramente dare un’occhiata più ampia ai suoi numerosi lavori ed ammirare anche la sezione Art & Foto.
Oggi parliamo di SARA. Non è la bellissima ragazza che vedete in foto ma l’ultima creazione del designer vincitrice del premio SUN.LAB for a creative outdoor, giunta alla seconta edizione. SARA è una poltroncina progettata per vivere il giardino grazie alla sue dimensioni studiate ad-hoc per stare comodamente seduti e poggiare le gambe sull’erba ed avere, nello stesso tempo, la possibilità di sfiorare l’erba con le mani grazie ai due ampi archi-braccioli della poltroncina.
Il prototipo, esposto al Salone Internazionale dell’esterno di Rimini, è stato curato dalla DDF curvati, di Mariano Comense, ed è stato realizzato in legno di pino lamellare incollato con colle melaminiche e curvata a freddo, infine trattata con idrorepellenti.
SARA coniuga il piacere di sedersi su una poltrona e di sdraiarsi a terra, una fusione pronta ad emozionare fruitori e guardandolo e vivendolo. Un lavoro molto bello ed essenziale con forme flessuose che ricordano i celeberrimi lavori di Gerald Summers rivisitati in chiave contemporanea. Lodevoli anche le attenzioni all’ambiente grazie alla realizzazione in lastre, che evita gli sfridi, e all’impilabilità dei pezzi, ottima per il trasporto e lo stoccaggio. Bel lavoro Davide! Che ve ne pare? Altre immagini Continua »
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July 22nd, 2009 by Sara Calvanese

È stato amore a prima vista. Per chi come me ha poco spazio a casa ma tanti amici da invitare l’unica soluzione per accogliere più gente è acquistare sedie pieghevoli o impilabili che comunque occupano sempre tanto spazio. Beh, da oggi non è più così: il progettista Alberto Villarreal di Città del Messico ha ideato questa a dir poco geniale tipologia di sedute, non più inPilabili, personalmente le definirei… inFilabili!
SILLA GUARDA (ZanicDesign), ecco il suo nome, è una sedia “con guscio” o, a dirla meglio, con “ripieno”. A prima vista è una sedia come le altre ma guardandola di profilo si scopre un’ anima estraibile: un’altra sedia al suo interno! La scocca esterna è una sedia in corian bianco e quella interna è in legno rosso (non viene specificato l’albero, ma è probabile, data la provenienza del progettista, che si tratti del Redwood della California, a grana fina, compatto e facilmente lavorabile per i mobili): due materiali ormai tanto conosciuti quanto sdoganati, ma che in questo progetto fanno davvero l’uno per l’altro.
Difatti il legno con la plastica non crea quel fastidioso attrito e il gesto del riporre la sedia in legno all’interno di quella in plastica è davvero molto semplice. Anche il disegno è semplice, linee essenziali e morbide, e credo che sia un progetto che possa realmente interessare. Con soli quattro esemplari intorno ad un tavolo, se ne possono ricavare otto in totale. Spero che quello che è ancora un prototipo possa essere visto presto in giro. Complimenti Alberto, davvero un’ottima idea!
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March 23rd, 2009 by Ivana

Un’idea semplice quanto geniale quella del designer serbo Uros Vitas e della sua Miesrolo Chair.
Sembra una struttura debole e amorfa ma basta un gesto e la sedia Miesrolo prende forma.
Tanti pezzetti e listarelle di legno tenuti assieme da due grosse strisce di tessuto (probabilmente feltro). Sembra un progetto impossibile quello del designer Vitas eppure la sua sedia sembrerebbe essere più resistente di quello che sembra.
Alcuni dei suoi prodotti vennero già esposti l’anno scorso al Salone Satellite, sedia compresa, riscuotendo abbastanza successo. A distanza di un anno si riparla proprio della sua sedia, dal sapore così particolare che richiama le celeberrime forme della sedia Cantilever di Mies Van Der Rohe (non a caso il nome evocativo).
Un’incredibile sedia formata da soli pezzi di legno dalle forme particolar, ora quadrati ora trapezoidali, studiati e ragionati per far si che, una volta srotolata, la Miesrolo Chair assuma la sua forma garantendo rigidezza e stabilità.
Per riporla o traspostarla basta arrotolarla su se stessa a mò di rotolo e il gioco è fatto. L’unica mia perplessità è relativa alla resistenza nel tempo del feltro ma l’idea è interessante. Continua »
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February 20th, 2009 by Ivana
Japan style, design minimal, odore di bamboo e leggerezza. I prodotti dei designer MisoSoupDesign rapiscono per l’armonia di forme e il design morbido ed essenziale.
Daisuke Nagamoto & Minnie Jan, giapponesi di nascita e newyorchesi di adozione, sono i due designer del MisoSoupDesign.
Un portfolio ricco di progetti interessanti, in pieno japan style, eclettici, eleganti e funzionali.
Uno dei loro podotti, la W Chair, si è da poco aggiudicato il premio OFS HotSeat3 grazie al particolare design della seduta e alla sua funzionalità. La W Chair è infatti una comoda poltrona che sfrutta la sua particolare forma per accogliere, nella parte inferiore, una seconda seduta multifunzione pronta a trasformarsi in pouff, tavolino, poggiapiedi o sgabello.
Tra i tanti progetti mi voglio soffermare sulla Kulms Chair; una seduta impilabile realizzata in un’unica sfoglia di bamboo, tanto leggera quanto resistente. La sedia è caratterizzata da un particolare piede, realizzato intagliando e ripiegando ad-hoc la sfoglia di bamboo per regalare un particolare sotegno alla seduta. La sedia se ad una prima visione può sembrare affascinante e funzionale, ad una più attenta analisi perde parte del suo fascino.
In primis non credo sia possibile realizzare dalla stessa sfoglia di bamboo quel tipo di gamba. Mi sembra davvero improbabile. E’ solo una mia impressione? Inoltre la superficie di appoggio del piedi posteriore non mi sembra sufficientemente ampia per garantire la giusta stabilità e sicurezza che una seduta deve avere. Il progetto è gradevole ma la funzionalità non è al top. Continua »
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August 21st, 2008 by Ivana

Il simbolo delle Olimpiadi 2008 di Pechino, il Bird’s Nest, diventa una seduta. Lo stadio a nido di uccello ha affascinato veramente tutti e solleticato anche la fantasia dei giovani designer. Il sofisticato (ed ingegneristico) intreccio di acciaio ha dato vita alla struttura più fotografata e commentata di Pechino.
Ultimamente, per altro, se ne sta parlando ancora di più visti i risultati ottenuti dalla Cina in ambito ambientale. Il cielo è finalmente limpido a Pechino, la testardarggine dei cinesi ha dato i suoi frutti (sono state chiuse per l’occasione tutte le fabbriche ed i cantieri ed il traffico è stato ridotto all’osso, ma chissà cosa succederà dopo che si spegneranno i riflettori…) e il Bird’s Nest spicca più bello che mai incorniciato dal cielo azzurro e il sole di Pechino.
Ma ritorniamo alla seduta. E’ stata progettata dal designer Thimothy Schreiber e si ispira ovviamente alla forma del Bird’s Nest, leggermente modificata per risultare più comoda ed ergonomica. L’intreccio la rende particolarmente resistente ma leggermente flessibile e confortevole.
Non è la seduta da Red Dot Award, ma è la dimostrazione di come il Bird’s Nest Stadium sia una struttura vincente ed affascinante.
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December 3rd, 2007 by Ivana

Sono contenta di pubblicare questo articolo riguardante un concorso interessantissimo per giovani designer alle prime, anzi, primissime armi. Si chiama Dynamicamente ed è un concorso riservato ESCLUSIVAMENTE agli studenti universitari (regolarmente inscritti all’ a.a. 2007/2008) indetto da Il Circolo della Sedia e Vibiemme.
Questo concorso è infatti promosso per dar voce ai più “deboli”, per dar spazio a questa categoria che spesso non riesce ad emergere nei concorsi desitinai ai designer under40. Dynamicamente offre molteplici vantaggi e possibilità oltre a promuovere il Made in Italy ed il “Distretto della Sedia“, una zona in provincia di Udine celebre per la produzione di sedie.
Ma parliamo prima delle categorie del concorso, tre: Community -per sedute destinate a luoghi di ritrovo come università, biblioteche…-, Happy Hour -per sedute giovani da inserire in bar, discoteche, fast-food…-, e Comfortable -per sedute eleganti destinate ad hotel, ristoranti…- Nessuna restrizione, solo libero sfogo alla fantasia e all’utilizzo dei materiali!
E’ importante sapere che, per ogni categoria, i tre progetti finalisti saranno esposti al Salone del Mobile di Milano 2008. In questo contesto saranno, successivamente, eletti i tre vincitori delle categorie i quali avranno diritto ad uno stage di design, della durata di una settimana, seguiti da esperti di design. Tra i tre vincitori, poi, verrà scelto il vincitore assoluto che, oltre a 1000€ di premio, potrà vedere realizzata la sua opera su larga scala , con mensione del suo nome su cataloghi e pubblicità!!!
Insieme ad Underground Italiano, Dynamicamente è un’occasione unica per i giovani designer. Non lasciatevi sfuggire questa opportunità (il termine per presentare i lavori è fissato al 15 Marzo 2008). Per tutti i ragazzi che mi chiedono sempre da dove iniziare, cosa fare per farsi conoscere e diventare “famosi” beh, questo è sicuramente un ottimo trampolino di lancio, un momento per misurarsi ed iniziare ad entrare nelle logiche dei concorsi. Sono sicura parteciperetein moltissimi. Per qualsiasi domanda non esitate a contattarmi.
Ringrazio vivamente Carlo Piemonte -Il Circolo della Sedia- per avermi segnalato l’evento.
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November 28th, 2007 by Ivana

Un binomio vincente, una ricerca di stile continua, una dimensione arhitettonica che dialoga col design: è The Home Key.
Una società tutta italiana, all’interno della quale emerge una figura di rilievo, artefice di molteplici prodotti. E’ Filippo Ghezzani, un giovanissimo neo-architetto (laureatosi meno di un anno fa a Firenze) con la passione del design che già conta numerosi successi e produzioni dei suoi lavori.
Una carriera iniziata come architetto che ben presto, grazie alla collaborazione con The Home Key, si tramuta in passione per il design unitamente all’architettura e agli ambienti confortevoli. Ispirato nella sua ricerca progettuale da due icone del design quali Mies Van Der Rohe e Richard Meier, Filippo Ghezzani realizza i suoi prodotti cercando di mediare architettura e design. H Table è un esempio di come queste due scienze possano sapientemente essere integrate per creare un prodotto ibrido, un concept firmato dallo stesso Ghezzani.
H table è un tavolino nato osservando i materiali e le strutture utilizzate per le costruzioni edilizie, l’intento progettuale si è infatti soffermato sullo studio delle travi come elemento architettonico preso in prestito per questo prodotto di design di uso quotidiano. Le due travi, in legno laccato, oltre a regalare inconsueti contrasti di luci e superfici richiama anche l’”H” (nella sezione della trave) elemento ricorrente nelle opere realizzate da Filippo Ghezzani per The Home Key. Oltre al design lineare dei suoi prodotti e a questa crasi tra architettura e design apprezzo molto i toni cromatici utilizzati, in prevalenza bianco, colore amato e utilizzato anche da Meier. A tal proposito cito una sua celeberrima frase in onore del bianco che mi ha sempre affascinato:
“Sia apprezzano di piu’ i colori, i riflessi le stagioni, il mutare dell’atmosfera, i passaggi cromatici, il sole. Aiuta a rendere più leggibili le linee, gli spazi(…) ci rende consapevoli delle cose che ci circondano”.
Vi consiglio di fare un giro al sito di The Home Key e scoprire gli altri prodotti. Io ve ne propongo alcuni, ma la raccolta completa è al sito. Che ne pensate?
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October 29th, 2007 by Ivana

Interni d’autore e design ricercato per gli ambienti McDonald’s. Si, proprio il famoso fast-food.
Arne Jacobsen con le sue bellissime sedute ed i particolari tavolini, rivoluzionerà il look dei fast-food americani. Chi non ama il mcDonald da oggi avrà un motivo per trascorrere qualche minuto nei locali del pagliaccio più famoso del mondo.
Devo dire la verità… qualche volta mi fa piacere distruggermi con i fantastici e supercalorici Mc menù, anche se capita raramente, ma se vicino casa avessi un Mc con gli interni firmati niente-di-meno-che dal famoso designer Arne Jacobsen sicuramente ci metterei le tende! Scherzi a parte. Mi fa piacere che nella nuova politica del McDonald ci sia uno slancio così importante verso il design.
Da ambienti sempre uguali a se stessi, paragonabili a dei “non luoghi“, a locali di stile e design firmato Jacobsen: il simbolo del design danese moderno ed uno dei designer più importanti ed influenti del Novecento. Arredi che nella loro semplicità esprimono una vena di sensualità e classicità. Lo stesso Jacobsen per spiegare il segreto della bellezza intrinseca dei suoi arredi afferma:” L’elemento fondamentale sono le proporzioni…”
Ovviamente non li troverete in Italia ma in Olanda (un motivo in più per fare un bel viaggio!). Per gli amanti delle icone del design un posto da non perdere accompagnati magari da qualcosa da mangiare. Che ve ne pare? Guarda altre foto Continua »
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August 27th, 2007 by Ivana

Karim Rashid e Poly, la nuova collezione di sedute prodotte dall’azienda italiana Bonaldo.
Ok, ok, ok. Già so cosa state pensando: “Manco è tornata dalle vacanze e già è pronta a tessere le lodi del suo amato Karim!”. Ebbene no. Questa volta niente elogi, anzi, una tiratina d’orecchi credo se la sia meritata.
Di Karim Rashid ho parlato davvero molte volte, sottolineandone sempre lo stile originale ed eclettico ed incoronandolo spesso icona di design contemporaneo.
Questa volta vi parlo di Poly, la sua ultima creazione. Una seduta in policarbonato colorata e dalle linee geometriche. Diversamente dai suoi altri lavori Poly non mi entusiasma molto. Il suo stile originale in questo complemento d’arredo non traspare affatto, anzi, a colpo d’occhio mi ricorda La Marie, la seduta di Philippe Starck. Il nome Poly, ispirato dal materiale, davvero troppo banale per il suo stile. Forse il sole gli ha dato un po’ alla testa, chissà… A voi piace?
Ottime invece le impressioni circa l’azienda Bonaldo, una delle principali protagoniste del Made in Italy che vanta partecipazioni con stelle del design quali Ron Arad, Mauro Lipparini, Toshiyuki Kita, Giuseppe Viganò, Lomazzi, Rashid e molti altri. Splendide collezioni di design raffinato che dialoga con le diverse tendenze internazionali.
Nei cataloghi, disponibili on-line, un vasto assortimento di oggetti di qualità, ricercati ed originali firmati dai designer più affermati del panorama contemporaneo.
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