Sensibilizzare con divertimento: The Fun Theory!

February 24th, 2010 by Ivana

The Fun Theory

Com’è possibile cambiare le cattive abitudini delle persone? Com’è possibile rendere le persone più attente e rispettose dell’ambiente?

Ci pensa Volkswagen con un’iniziativa assolutamente divertente e coinvolgente: The Fun Theory. Una serie di installazioni volte a sensibilizzare le persone su diversi argomenti quali la raccolta differenziata, il risparmio energetico, il rispetto per l’ambiente… tutto in un modo che, lo vedrete dai video, appassiona e diverte, dai più piccoli ai più grandi, e che ovviamente sensibilizza!

Tra i video più belli vi consiglio Piano Stairs relativo all’utilizzo delle scale al posto delle scale mobili. Senza installazione erano pochissime le persone che sceglievano le scale invece delle più “comode” scale mobili. Fin quando un gruppo creativo ha installato sui gradini delle scale una sorta di maxi-pianoforte perfettamente funzionante con tanto di tasti bianchi e neri. Ogni gradino un tasto e ovviamente una nota!

Inutile dirvi che l’attenzione delle persone è stata letteralmente catturata dall’installazione e praticamente tutti decidevano di utilizzare le scale e creare le proprie melodie. Anche alcuni anziani hanno preferito le scale e addirittura altri, che osservavano dalla scala mobile, sono tornati indietro per provare la scala musicale! Più delle mie parole vi consiglio il video! Scommetto che domani guarderete le scale in modo diverso e desidererete tutti le Piano Stairs Continua »

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Dosare la luce con Eco Bulb

January 8th, 2010 by Ivana

Eco Bulb

Un interessante eco-concept arriva fresco fresco dalla corea grazie all’estro del giovane designer Seokjae Rhee. E’ Eco-Bulb. Non stiamo parlando della solita lampada a risparmio energetico ma di una lampada con una marcia in più. Vediamola assieme!

Eco Bulb parte da un principio di funzionamento simile alle lampade a risparmio energetico ma il suo bulbo, invece di essere formato da un unico elemento, è stato diviso in sei elementi indipendenti tra loro. Una lampada che ne vale sei dunque. L’idea del designer è quella di risparmiare quanta più energia possibile senza però tralasciare il comfort visivo e l’illuminazione ambientale, decidendo dunque quanti watt utilizzare ogni volta che si accende la lampadina.

A seconda delle nostre esigenze è quindi possibile scegliere quanta luce vogliamo e soprattutto dove direzionarla. Pensiamo ad un semplice lampadario a sospensione con un solo portalampada. Con questo elemento è possibile direzionare ed avere un solo tipo di luce (a meno che non cambiamo voltaggio della lampada ogni volta).

Eco-Bulb invece è sei lampade in una. Se abbiamo bisogno di una luce vivace basta attivare tutti e sei gli “spicchi”; se invece desideriamo una lampada che crei solo atmosfera basta attivare un unico spicchio. Praticamente l’equivalente di un dimmer applicato però alle lampade a basso consumo (i dimmer funzionano solo con le lampade ad incandescenza o alogene) . Ma non è tutto Continua »

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FOUND FORM, la luce prende forma con la cartapesta

October 6th, 2009 by Sara Calvanese

Found Form

Letteralmente forma trovata, perché le FOUND FORM sono lampade plasmate e realizzate interamente in cartapesta.

Per lo studio londinese MORMENLS DESIGN, la giovane designer olandese Enina Waelstham ha progettato la forma con l’utilizzo di oggetti d’uso comune (bicchieri, bottiglie,…) ed ha creato con questi uno stampo, ricoprendo poi tutto con la cartapesta, impasto che si realizza davvero in poche semplici mosse, alla portata di tutti.

Quello che mi interessa di questo progetto, non è tanto l’utilizzo della cartapesta in sé, bensì la forma stessa di queste lampade ricavata appunto dall’unione di oggetti in disuso e comunque che hanno perso di valore, non più utili insomma.

Un prodotto eco-sostenibile, creato con l’uso di materiale povero, pulito, ricavato dal riciclo e dal semplice riutilizzo di carta assorbente o di giornale impastata con colla vinilica, perché, come ormai sappiamo, i progetti e le idee più semplici e fresche sono anche quelli realizzati con ciò che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno, di cui ci circondiamo ma di cui spesso ci dimentichiamo.

Quindi anche del materiale da riciclo e che magari pensate di gettare nella raccolta differenziata potrebbe ancora esservi utile e prendere nuova vita sottoforma di nuovi ed accattivanti oggetti e fare di voi dei giovani progettisti ready made !

È proprio il caso di dire che <<nessuno nasce imparato>>!

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LOOFEN LF-07, l’umido lo fa secco!

June 9th, 2009 by Sara Calvanese

 

Loofen

Ricicli con tanto impegno e separi anche gli scarti di cibo? Il tuo “umido” con il caldo ti tiene compagnia col suo “olezzo”? 

Beh non preoccuparti in tuo aiuto arriva LF-07, il nuovo avveniristico progetto della LOOFEN.

Distribuito dalla Sanyu al prezzo di 150 euro, LF-07 è un oggettino tecnologico dalle fattezze di una mini lavatrice (270mm x 292mm x 350mm con un peso di soli 6 kg ed una capacità di 5 lt), sta comodamente sul ripiano della cucina e non vuole stare in disparte perché non si vergogna di seccare il tuoi rifiuti.

Il suo utilizzo è semplice semplice: si apre lo sportellino e si inseriscono in un cestello gli scarti di un pasto e questo fantastico cubetto, con un minimo consumo di elettricità e nel silenzio,  eliminando le molecole d’acqua, ne ridurrà di cinque volte il volume, sterilizzerà e renderà inodore ciò che invece riempie di cattivo odore la tua casa nei giorni più caldi.

Ma LF-07 ha anche un altro lato positivo: riduce al minimo la spazzatura nei contenitori in strada (e quindi nelle discariche) perché il suo cestello contiene una quantità notevole di scarti essiccati.

Non sempre la tecnologia viene in aiuto dei puristi dell’ecologia e del riciclo, ma chi l’ha detto che noi amanti del pianeta dobbiamo essere degli sfigati tristi senza fare tendenza?! Una volta tanto siamo proprio noi che, aiutando il pianeta, possediamo un oggetto molto cool.

D’altronde bisogna dare una mano ed incentivare chi è scettico nei confronti della raccolta differenziata, per far sì che diventi un’azione di massa, una massa molto trendy!

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Seedbomb: una bomba contro la desertificazione

May 15th, 2009 by Ivana

SeedBomb

La prima arma contro la desertificazione! Seedbomb le bombe del futuro, le uniche capaci di far sbocciare la vita.

Parliamo ancora una volta di progetti sostenibili e di concept interessanti. Il progetto in questione è frutto dei designer Hwang Jin Wook, Jeon È Ho, Han Kuk e Kim Ji Myung.

Un incredibile team che ha unito le proprie forze per delineare un nuovo modo di distribuire gli aiuti diretti alle aree di imminente desertificazione

Un argomento estremamente attuale, purtroppo, che grazie a questo progetto potrebbe trovare una soluzione. Le Seedbomb sono dei dispositivi di semina di piante realizzati con un guscio biodegradabile progettati per essere abbandonati dagli aerei per rallentare la diffusione delle regioni desertiche. Un vero e proprio bombardamento benigno pronto a trasformare un terreno arido e incolto in un’area verde e rigogliosa.

All’interno di ogni bomba (come si vede dalle foto) sono presenti una serie di micro capsule pronte ad essere liberate e rinverdire i terreni deforestati. Una volta raggiunto il suolo, ogni singola capsula contiene tutto ciò di cui ha bisogno per far crescere il seme e fertilizzare il terreno: la plastica si biodegrada e lascia spazio a terriccio concimante e ad altri semi. Spero che, oltre alle capsule, anche la bomba sia realizzata in materiale biodegradabile. Continua »

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Yellow Treehouse Restaurant in Nuova Zelanda

November 27th, 2008 by Ivana

Yellow Treehouse Ristorante

Nuova Zelanda, scenario di architetture mozzafiato e sostenibili. Questa volta l’attenzione è tutta per questi particolarissimi ristoranti costruiti direttamente sugli alberi.

A 12 metri di altezza svettano maestosi questi “boccioli” lignei, aggrappati su sequoie secolari ed altissime. Architetture sostenibili, create con elementi modulari in pioppo, che ospiteranno particolari bar-ristoranti raggiungibili con una passerella lunga 60 metri sospesa nell’aria.

La forma rimanda subito ad un bozzolo di farfalla, una stilizzazione suggestiva realizzata dalla Pacific Environments Architects che riprende e ripercorre il sogno di tutti i bambini: avere una propria casetta sull’albero, un posto accogliente e avvolgente dove nascondersi, ripararsi e stare a contatto con la natura.

Le strutture hanno interni estremamente suggestivi e, grazie ad ulcune coperture termiche, sono fruibili e godibili a qualunque condizione atmosferica; in caso di pioggia alcuni fogli di acrilico assicurano una permanenza confortevole e all’asciutto! Durante il giorno, grazie alle fessure longitudnali, la luce attraversa il bozzolo illuminandolo totalmente con la luce naturale, mentre di notte l’effetto che il Treehouse regala è suggestivo e magico. 

 Il ristorante dispone di ampio spazio per 18 posti a sedere e si completa con un elegante bar nel quale potrete farvi un aperitivo prima di sedervi a tavola. L’effetto è incredibile e l’integrazione con la natura risulta perfetta. I vari bozzoli possono essere rimossi in qualsiasi momento ed essere reistallati su altri alberi, anche in altre parti del mondo.

La fine dei lavori è prevista per il prossimo 12 Dicembre, se passate per Aukland -Nuova Zelanda- la sosta è d’obbligo! Le immagini Continua »

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Cina: centro per le tecnologie e le energie sostenibili

October 9th, 2008 by Ivana

Centro Tecnologie ed Energie Sostenibili Cina

Ancora la Cina, ancora lei la protagonista assoluta del nuovo scenario architettonico sostenibile. Tradizione e innovazione tecnologica vivono a Ningbo nel CSET (centro per le tecnologie e le energie sostenibili). Un’opera architettonica realizzata da Mario Cucinella Architects.

Un’architettura contemporanea e camaleontica che richiama morfologicamente le lanterne ed i paravento in legno della tradizione cinese. Di giorno e di notte due diverse visioni dello stesso edificio; due scenari emozionanti che si manifestano grazie alla “pelle” dell’edificio. La struttura, parzialmente opaca, è interamente rivestito di una doppia pelle in vetro con motivi serigrafici in memoria degli edifici storici cinesi. Tutto l’edificio è attraversato da una fascia trasparente che regala un aspetto mutevole dal giorno alla notte. Una facciata che si ripiega drasticamente su se stessa per dare vita ad una forma dinamica.

L’istituto di ricerca, inaugurato dalla Nottingham University, sorge all’interno del primo campus indipendente della Cina, cuore pulsante della nuova crescita economica,  e nasce con il preciso intento di promuovere e divulgare tutte le nuove energie sostenibili come il solare, il fotovoltaico e l’eolico. L’intero edificio è inoltre statto progettato secondo i principi di bio-architettura minimizzando, così, l’utilizzo di energia elettrica sfruttando invece al massimo le energie naturali

Grazie ad un lucernario tutti i piani dell’edificio vengono illuminati dalla luce naturale del sole creando anche un naturale effetto “camino” che assicura una ventilazione naturale. Inoltre, Continua »

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Dog Poo Bags: sacchetti cool per la pupù

September 2nd, 2008 by Ivana

Dog Poo Bags

Adoro i cagnolini! Dolci e teneri, con i loro occhioni pieni d’amore, riempiono le nostre giornate di allegria ma… anche loro la fanno!!!

Devo ammettere che è sempre un po’ imbarazzante raccogliere i loro dolci ricordini, ma preferisco l’imbarazzo all’inciviltà, perciò pulisco sempre il marciapiede. Per rendere più “cool” questo imbarazzante momento molti progettisti hanno disegnato diversi tipi di palettettine. Ma queste Dog Poo Bag le trovo simpaticissime.

Sono delle bustine semplici, che integrano il raccogli cacchette e sono provviste anche di maniglie per il trasporto. Sono biodegradabili al 100% ma, cosa più originale di tutte le palettine fin’ora in commercio, i disegni e le frasi impresse sulle bustine.

Ogni confezione contiene 16 sacchetti con 8 simpatiche immagini e frasi buffe, per sdrammatizzare e rendere meno serioso il momento raccogli-pupù. “Le dimensioni contano!“, “Non biasimatemi“, “Cattivo cagnolino” o “Puo’ succedere” sono alcuni esempi di frasi impresse sulle bustine.

Dodici euro per trasformare un evento poco piacevole in uno più scherzoso. Simpatiche!

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Rifiuti Zero: Capannori docet

June 16th, 2008 by Ivana

Toscana, la prima regione italiana a rifiuti zero.

Dopo San Francisco, Los Angeles, San Jose-Silicon Valley, San Diego, Oakland, Seattle, Toronto, Canberra e tante altre città negli Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda anche l’Italia si affaccia alle nuove politiche sostenibili a RIFIUTI ZERO.

Siamo in Toscana, più precisamente a Capannori (Lucca), il primo comune italiano a rifiuti zero. Entro il 2020 Capannori riciclerà praticamente il 100% dei suoi rifiuti.

Alessio Ciacci, Assessore all’Ambiente di Capannori spiega come funziona il progetto. RIFIUTI ZERO sebbene sembri un progetto utopico è una realtà della provincia lucchese. Una realtà fortemente proiettata verso il futuro al fine di evitare una grave emergenza e, ovviamente, migliarare la vita di se stessi e del pianeta.

RIFIUTI ZERO significa molteplici cose. E’ prima di tutto raccolta differenziata spinta -porta a porta- (65% in estensione) che riesce ad arrivare a 26000 dei 45000 abitanti del comune.

Rifiuti zero è anche, e soprattutto, riduzione dei rifiuti.Una filosofia di vita che tende al compostaggio domestico della frazione organica; alla distribuzione del latte alla spina per ridurre imballaggi e avere una filiera corta del latte fresco locale; all’eliminazione dell’acqua minere e degli imballaggi dalle mense scolastiche con accordi con grandi distributori ed istallazione di distributori alla spina di acqua (e anche di detersivi nel caso dei supermercati); agli accordi con i grandi gestori delle sagre estive al fine di limitare i prodotti usa e getta; a costruire politiche legate alla riduzione dei rifiuti“. Rifiuti Zero tende fortemente a ridurre la filiera e punta ad una partecipazione attiva e piena dei cittadini.

Obiettivo: eliminare inceneritori e discariche. Entro il 2020 il comune di Capannori si propone di superare l’80 % della raccolta differenziata e di ridurre i rifiuti anche nella parte indifferenziata (il 20% dei prodotti infifferenziati è composto da pannolini. Rifiuti zero promuoverà una politica di sensibilizzazione dedicata alle famiglie al fine di incentivare l’utilizzo di pannolini ecologici)

Vivere in un mondo più pulito non è poi un’impresa impossibile. L’importante è iniziare e Capannori mi sembra un ottimo esempio.

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GROW. L’edera…solare

March 14th, 2008 by Ivana

Per gli amanti dell’ecologia e della biomimetica, GROW è pannellino solare davvero interessante ideato dal gruppo SMIT (Sustainably Minded Interactive Technology).

Non disturba affatto la vista, anzi, a differenza dei tradizionali pannelli fotovoltaici, visivamente pesanti e bruttini, il sistema GROW nasce proprio come decorazione per pareti di edifici, al pari di una graziosa pianta rapicante.

GROW, edera “fotovoltaica”Ispirati ovviamente alle foglie dell’edera, trovo i pannellini solari GROW assolutamente interessanti sia per la gradevolezza estetica (da lontano sembra proprio edera) sia per l’assoluta riduzione di materiale, nonchè per il suono delicato che emettono quando mossi dal vento. Tanti pannellini, pronti a catturare l’energia solare, che in pochi centimetri quadri riescono a produrre energia rinnovabile e pulita.

Le varie foglioline sono prodotte con una base in polietilene 100% riciclabile e un film fotovoltaico incapsulato in Tefzel.

Una “pelle” sostenibile e modulare che, proprio come suggerisce il nome, può crescere a seconda delle nostre esignenze, fino magari a ricoprire tutta la parete di un edificio. L’unica cosa da non dimenticare è di collegare il sistema di foglioline ad un unico filo che confoglia tutta l’energia ricavata dalle varie foglioline in un unico accumilatore. Per la sostituzione o la manutenzione, nulla di più facile, basta solo cambiare la fogliolina “malata”.

Un elemento semplice e gradevole del quale ancora non si conosce il prezzo ma che, a mio avviso, è estremamente interessante per le progettazioni architettoniche contemporanee e sostenibili. Foto Continua »

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