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	<title>Architettura e Design &#187; Architettura</title>
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		<title>I Maestri dell&#8217;Architettura. Uomini, progetti e stili del nostro tempo</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/12/29/maestri-architettura-hachette.htm</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 09:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi esco un po’ dai progetti che solitamente recensisco su A+D. Parlo sempre di progetti di design e di architettura ma mai di libri o collane. Dal prossimo anno però aprirò una nuova rubrica dedicata ai libri di design e architettura. Per questo motivo ne approfitto segnalandovi la prossima opera di Hachette -in edicola- dedicata ai Maestri dell’Architettura che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.hachette-fascicoli.it/opere-minisito-abbonati/architetti2.htm?cmp=articoloBLOGarchiedesign_archi2" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-2416" style="float: none;" title="maestri-architettura-hachette" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/12/maestri-architettura-hachette.jpg" alt="" width="450" height="243" /></a></p>
<p>Oggi esco un po’ dai progetti che solitamente recensisco su <strong>A+D</strong>. Parlo sempre di progetti di design e di architettura ma mai di libri o collane. Dal prossimo anno però aprirò una nuova rubrica dedicata ai <strong>libri </strong>di design e architettura. Per questo motivo ne approfitto segnalandovi la prossima opera di Hachette -in edicola- dedicata ai <strong><a href="http://www.hachette-fascicoli.it/opere-minisito-abbonati/architetti2.htm?cmp=articoloBLOGarchiedesign_archi2" target="_blank">Maestri dell’Architettura</a></strong> che penso possa interessare molti di voi. Un&#8217;esclusiva collana di monografie e stampe dedicata ai maestri dell&#8217;architettura moderna <span id="more-2404"></span></p>
<p>Mi fa davvero piacere segnalarvi questa nuova collana edita da <strong>Hachette</strong> e dedicata ai maestri dell&#8217;architettura moderna. Una splendida raccolta di monografie e stampe che noi appassionati dell&#8217;architettura e del design non possiamo perdere. Un&#8217;elegante raccolta ottima per tenersi aggiornati, per gli appassionati o, più semplicemente, da collezionare ed esporre. Ho avuto modo di avere in anteprima alcuni numeri della collana e posso dirvi che sono rimasta piacevolmente colpita dalla qualità dei contenuti e dalle bellissime immagini contenute nella collana.</p>
<p><strong>Wright</strong>, <strong>Fuksas</strong>, <strong>Hadid</strong>, <strong>Le Corbusier</strong>, <strong>Gaudì, Botta, Calatrava, Libeskind, Sullivan, Van Der Rohe, Piano</strong> solo per citare alcuni dei grandi nomi compresi nell&#8217;opera di Hachette. In ogni monografia troverete la formazione, il percorso artistico e professionale, le più celebri opere dell&#8217;architetto in questione illustrate da spettacolari immagini. E ancora, l&#8217;analisi di una delle opere più rappresentative del Maestro e una galleria di progetti realizzati, in costruzione e in fase di realizzazione.</p>
<p>L&#8217;opera quattordicinale è <strong>in edicola da martedì 28 Dicembre </strong>con la prima uscita dedicata a <strong>Renzo Piano</strong> a 2,99€. Nella seconda uscita, di martedì 11 Gennaio, troverete la monografia dedicata a <strong>Frank Lloyd Wright</strong> e, in più, l&#8217;elegante cartella portfolio per custodire le preziose stampe della collezione. Per qualsiasi altra informazione sulla collana (vantaggi sugli abbonamenti, costi, uscite…) vi lascio al <a title="Hachette" href="http://www.hachette-fascicoli.it/opere-minisito-abbonati/architetti2.htm?cmp=articoloBLOGarchiedesign_archi2" target="_blank">sito ufficiale di Hachette Fascicoli</a>.</p>
<p>Per non perdere nemmeno un numero vi consiglio di andare a prenotare la vostra copia in edicola -come ho fatto io- oppure potete riceverli comodamente a casa sottoscrivendo l’<a title="I Maestri dell'architettura - Hachette" href="http://www.hachette-fascicoli.it/opere-minisito-abbonati/architetti2.htm?cmp=articoloBLOGarchiedesign_archi2" target="_blank">offerta di consegna a domicilio</a>! Intanto vi lascio con una bellissima frase di <strong>Renzo Piano</strong> che ho letto nella monografia a lui dedicata:</p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;architettura è l&#8217;arte di dare rifugio alle attività dell&#8217;uomo: abitare, lavorare, curarsi, </em><em>insegnare e , naturalmente, stare insieme. E&#8217; quindi anche l&#8217;arte di costruire la città ed i </em><em>suoi spazi, come strade, piazze, ponti e giardini…</em>&#8221;</p>
<ul>
<li>Scopri tutto al sito <a title="Hachette Maestri dell'Architettura" href="http://www.hachette-fascicoli.it/opere-minisito-abbonati/architetti2.htm?cmp=articoloBLOGarchiedesign_archi2" target="_blank">Hachette Fascicoli</a></li>
</ul>
<p><a href="http://www.hachette-fascicoli.it/opere-minisito-abbonati/architetti2.htm?cmp=articoloBLOGarchiedesign_archi2" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-2417" style="float: none;" title="collezione-hachette-maestri-architettura" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/12/collezione-hachette-maestri-architettura.jpg" alt="" width="450" height="1290" /></a></p>
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		<title>Philips: bio-architetture sostenibili. La casa come un organismo vivente</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/07/14/bio-architetture-sostenibili-philips.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/07/14/bio-architetture-sostenibili-philips.htm#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 13:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura Contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>
		<category><![CDATA[design sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[PHILIPS]]></category>

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		<description><![CDATA[Le abitazioni del 2020. Off the Grid: organismi che dialogano con l&#8217;ambiente dal quale traggono acqua, aria, luce e calore. Un nuovo concetto di casa ecosostenibile e futuribile (tutte le foto a fine articolo). Dopo gli elettro-tatuaggi e gli accessori sensibili e lumalive, è sempre la Philips a proporci un altro progetto, questa volta destinato alle abitazioni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1221" title="off-the-grid-philips-architettura-sostenibile" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2008/07/off-the-grid-philips-architettura-sostenibile.jpg" alt="Off the Gris PHILIPS" width="300" height="133" /></p>
<p>Le abitazioni del 2020. <strong>Off the Grid</strong>: organismi che dialogano con l&#8217;ambiente dal quale traggono acqua, aria, luce e calore. Un nuovo concetto di <strong>casa ecosostenibile e futuribile </strong><em>(tutte le foto a fine articolo).</em></p>
<p>Dopo gli <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/07/10/philips-nuovi-materiali.htm">elettro-tatuaggi</a> e gli accessori sensibili e <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2007/01/27/philips-lumalive-led-magliette.htm">lumalive</a>, è sempre la <strong>Philips</strong> a proporci un altro progetto, questa volta destinato alle abitazioni. Senza dubbio più utile dei precedenti e più attento alle <strong>problematiche ambientali</strong> contemporanee e future.</p>
<p>Si chiamano <strong>Off The Grid, Sustainable Habitat 2020</strong>,<strong> </strong>e sono le nuove <strong>bio-architetture</strong> progettate dalla <strong>PHILIPS.</strong> Ogni palazzo è progettato con una &#8220;<em>pelle</em>&#8221; particolare che, proprio come un essere vivente, reagisce e interagisce con l&#8217;ambiente, recupera le acque piovane, immagazzina calore, scherma o lascia passare tutta la luce che desideriamo, recupera energia pulita&#8230;</p>
<p>Le nuove <strong>architetture Off the Grid</strong> hanno un aspetto leggero alla vista e si integrano perfettamente all&#8217;ambiente circostante. La struttura esterna è formata da &#8220;<em>pelli sensibili</em>&#8221; capaci di mutare le proprie caratteristiche fisiche e regolare diversi aspetti come luce, aria, acqua ed energia. Vediamo come. <span id="more-1219"></span></p>
<p>Il corpo Off the Grid, come si vede dalle foto, si manifesta con una struttura leggera caratterizzata da  particolari <em>&#8220;fiori&#8221; </em>, nucleo fondamentale di tutto i lunzionamento <strong>bio-mimetico</strong> dell&#8217;edificio. A seconda delle necessità questi &#8220;<em>fiori </em>&#8221; possono essere aperti (come dei fiori che sbocciano) per lasciar passare più o meno <strong>luce</strong> fino a rendere tutto l&#8217;appartamento completamente trasparente. Questo sistema riduce drasticamente l&#8217;utilizzo di luce artificiale in favore di quella naturale favorendo la salute ed il benessere psicofisico delle persone.</p>
<p><strong>Aria</strong>. Sempre gli stessi &#8220;<em>fiori </em>&#8220;, destinati a lasciar passare più o meno luce, fungono anche da incanalatori di aria e vento. Il passaggio delle correnti di aria all&#8217;interno dei &#8220;fiori&#8221; genera <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/energia-pulita">energia pulita</a> destinata ad alimentare l&#8217;edificio stesso fornendo, in più, aria pulita (depurata e privata di agenti allergici o tossici) per gli interni dell&#8217;edicifio e, grazie ai sistemi di canalizzazione, l&#8217;aria può anche essere raffreddata naturalmente (per i periodi estivi).</p>
<p><strong>Acqua</strong>. Grazie ai &#8220;fiori&#8221; è possibile recuperare tutta l&#8217;acqua piovana e l&#8217;umidità presente nell&#8217;aria (anche nei periodi di siccità). Una volta purificata e filtrata è possibile riutilizzarla nel circuito chiuso della casa.</p>
<p><strong>Rifiuti ed energia</strong>. I rifiuti organici vengono trasformati in <strong>energia di biogas</strong> utilizzabile per il riscaldamento dell&#8217;appartamento o dell&#8217;acqua per il lavaggio.</p>
<p>Il progetto è destinato alle megalopoli del 2020, in particolare alle emergenti megalopoli cinesi, ma immagino non ci dispiacerebbe avere edifici del genere anche in Italia.</p>
<ul>
<li><a title="Philips" href="http://www.design.philips.com/probes/projects/sustainable_habitat_2020/index.page">PHILIPS Off the Grid</a>, architetture bio ispirate</li>
</ul>
<p>(Nell&#8217;ordine dall&#8217;alto: luce, aria, acqua e rifiuti) <a href="None"><img class="alignnone size-full wp-image-1222" style="float:none" title="philips-architettura-sostenibile-off-the-grid1" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2008/07/philips-architettura-sostenibile-off-the-grid1.jpg" alt="architettura sostenibile bioispirata Philips" width="400" height="2658" /></a><a href="None"></a></p>
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		<title>Calatrava: ponte sul Canal Grande a Venezia</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2007/01/29/calatrava-quarto-ponte-venezia-progetto.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Jan 2007 18:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Architettura Contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Designer famosi]]></category>
		<category><![CDATA[calatrava]]></category>
		<category><![CDATA[ponte]]></category>
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		<description><![CDATA[Quarto ponte sul Canal Grande a Venezia firmato Calatrava. Architetto, scultore ed ingegnere, Santiago Calatrava è una delle personalità più originali e poliedriche dello scenario internazionale. Uno stile inconfondibile, un tratto distintivo, opere architettoniche che sembrano quasi delle opere d’arte, sono i lavori di Calatrava, ingegnere-architetto spagnolo che ad oggi conta moltissimi lavori realizzati in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quarto ponte sul Canal Grande</strong> a Venezia firmato <strong>Calatrava</strong>.</p>
<p><strong>Architetto</strong>, <strong>scultore </strong>ed <strong>ingegnere</strong>, <strong>Santiago Calatrava</strong> è una delle personalità più originali e poliedriche dello scenario internazionale.</p>
<p><!--adsense#quad--></p>
<p>Uno stile inconfondibile, un tratto distintivo, opere architettoniche che sembrano quasi delle opere d’arte, sono i lavori di Calatrava, ingegnere-architetto spagnolo che ad oggi conta moltissimi lavori realizzati in tutto il mondo: <a title="città scienza Calatrava" href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2006/12/01/valencia-santiago-calatrava-citta-scienza-arte-architetto-architettura.htm">la città delle arti e della scienza di Valencia</a>, la cattedrale di Saint John the Divine a New York, gli aeroporti di Lione e Bilbao e il progetto per un <strong>nuovo ponte sul Canal Grande a Venezia</strong> solo per citare alcune delle sue famosissime opere.</p>
<p><img id="image163" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2007/01/calatrava-venezia.jpg" alt="calatrava-venezia.jpg" />Proprio sull’ultimo dei progetti voglio porre l’accento; un proposta coraggiosa, quella di Calatrava, molto criticata, che lascia un segno forte ma allo stesso leggero e quasi &#8220;<em>inoffensivo</em>&#8221; e rispettoso nella cultura storica tradizionale.</p>
<p>Un <strong>ponte</strong>, il quarto a<strong> Venezia</strong>, come collegamento tra l&#8217;area di arrivo a Venezia (Piazzale Roma) con la zona della stazione che, da tempo, si è manifestato come una necessità improrogabile. Un progetto che sorgerà in un tessuto storico della città, fortemente caratterizzato, che non permetteva <span id="more-162"></span>alcuna pesante integrazione.</p>
<p>Un problema dibattuto a lungo anche oltre oceano: &#8220;<em>Un progetto squisitamente moderno</em>&#8220;, osserva The Independent, &#8220;<em>ma stilisticamente non fà a pugni con lo scenario, aiutato dal fatto di essere costruito in vetro e marmo dell&#8217;Istria, il materiale più usato a Venezia&#8221;. &#8220;Progettato da Santiago Calatrava, l&#8217;architetto spagnolo i cui progetti da Dublino ad Atene, passando per Buenos Aires hanno cambiato la nostra idea circa l&#8217;aspetto che deve avere un ponte, quello di Venezia è molto diverso dalle opere che lo hanno reso famoso. E&#8217; l&#8217;essenza della discrezione: nessuna rete di cavi, nessuna rievocazione di arpe, lire o liuti, solo una semplice campata a forma di freccia da sponda a sponda, senza nessun supporto visibile&#8221;</em>.</p>
<p>Criticato per la <strong>mancata attenzione progettuale</strong> verso l’utenza con difficoltà motorie, al progetto del <strong>ponte di cristallo</strong> è stato affiancato quello di una particolare “ascensore” per risolvere la grossa falla progettuale dell’architetto spagnolo: un’ovovia nascosta ai piedi del ponte all’interno di una botola che, aperta a richiesta, lascia salire la cabina che accoglie al suo interno la persona disabile.</p>
<p>La botola viene quindi sollevata da un braccio e agganciata ad un carrello scorrevole sistemato nella parte esterna del ponte. Concluso l’attraversamento, le operazioni si ripetono partendo dall&#8217;altra sponda per consentire il percorso al contrario.</p>
<p>Un progetto, peraltro, accompagnato anche da <strong>polemiche di natura economica</strong>. I 4 milioni di euro, previsti per la realizzazione del ponte, sono levitati a 6,5 milioni di euro per un ponte in archivio da più di otto anni ( mentre, sottolineano molti altri blog, il principale ponte di Rialto ne richiese solo tre). Un ponte sicuramente atteso ma costellato da problemi burocratici, economici e sociali.</p>
<p>Chissà se una volta inaugurato soddisferà, con la sua indubbia bellezza, tutte le aspettative e metterà a tacere le critiche più aspre.</p>
<p>&#8212;&gt; 3 Settembre 2008: è <strong>prossima l&#8217;inaugurazione del ponte</strong>! Dopo ritardi e polemiche di natura economica e sociale, assistiamo all&#8217;apertura del ponte di Calatrava per Venezia. Un&#8217;opera d&#8217;arte omaggio alla città di Venezia. </p>
<p>Aspettiamo l&#8217;inaugurazione allora!</p>
<p><img id="image161" style="float: none" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2007/01/ponte-calatrava.jpg" alt="ponte-calatrava.jpg" /> <img id="image160" style="float: none" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2007/01/ponte-venezia-calatrava.jpg" alt="ponte-venezia-calatrava.jpg" /> <img id="image164" style="float: none" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2007/01/ponte-canal-grande-calatrava.jpg" alt="ponte-canal-grande-calatrava.jpg" /></p>
<ul>
<li>Vai al <a title="sito ufficiale Calatrava" href="http://www.architetturaedesign.it/Quarto%20ponte%20sul%20Canal%20Grande%20a%20Venezia%20firmato%20Calatrava.">sito ufficiale di Santiago Calatrava<br />
</a></li>
<li>Guarda <a title="progetto e schizzi calatrava venezia" href="http://www.invenicetoday.com/tour/ponti/4ponte.htm">il progetto e gli schizzi </a></li>
<li>Leggi <a title="critiche e interviste" href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/«Calatrava-così-quel-ponte-non-può-andare-su»/1465114">le critiche e le interviste</a> dei periti Veneziani</li>
</ul>
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		<title>Ferrari Store designed by Massimo Iosa Ghini</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2007/01/15/store-ferrari-iosa-ghini.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 19:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura Contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Design del Franchising]]></category>
		<category><![CDATA[Design italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Interior Design]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Ferrari Store, progettato da Massimo Iosa Ghini, può essere definito come uno shop immaginifico. Entrando nello store si ha la sensazione di entrare in una nuova dimensione dove aerodinamicità, curve sinuose e superfici lucide richiamano le linee morbide della Ferrari la più amata, la rossa fiammante. “Ho pensato di sviluppare delle linee direttamente derivate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="ferrari store" alt="ferrari store" src="http://www.architetturaedesign.it/immagini/ferrari-store.jpg" /></p>
<p>Il <strong>Ferrari Store</strong>, progettato da <strong>Massimo Iosa Ghini</strong>, può essere definito come uno shop immaginifico.</p>
<p>Entrando nello store si ha la sensazione di entrare in una nuova dimensione dove aerodinamicità, curve sinuose e superfici lucide richiamano le linee morbide della <strong>Ferrari </strong>la più amata, la <strong>rossa fiammante</strong>.</p>
<p><em> “Ho pensato di sviluppare delle linee direttamente derivate dalla morbidezza e dinamicità delle forme dei bolidi e delle berline, ma anche da un’idea di velocità che prende avvio dall’estetica futurista marinettiana, per definire un design essenziale ma espressivo”.  </em></p>
<p>Non parliamo solo di un’automobile da corsa o un gioiello da esibire sulle strade, ma anche di uno dei casi più interessanti di design identity<span id="more-98"></span>, termine cui tiene molto l’<strong>architetto-designer</strong> bolognese Massimo Iosa <strong>Ghini</strong>.</p>
<p>Un “museo interattivo”, uno spazio come registratore di memorie, ipertecnologico, dove il fruitore vive emozioni fortissime: video storici, foto in bianco e nero, oggetti di culto, modellini in scala… “Il Ferrari Store”, secondo Iosa Ghini <em>“ha l’ambizione di essere non solo un negozio, ma il punto di raccolta della storia e dello spirito di Ferrari, dove si estrinseca – attraverso le forme, le finiture e i materiali – l’anima duplice del mondo racing e del mondo lusso&#8221;.</em></p>
<p>Un progetto, quello di Ghini, che prevede megascreen, nuove tecnologie, un ambiente chiaro giocato sui movimenti di luce, perché lo sguardo cada sempre lì, sul <strong>rosso Ferrari</strong>.</p>
<ul>
<li>Guarda tutti i <a title="massimo iosa ghini" href="http://www.iosaghini.it/">progetti di Massimo Iosa Ghini<br />
</a></li>
<li>Entra nel <a title="ferrari" href="http://www.ferrariworld.com/">mondo Ferrari</a></li>
<li>Guarda l&#8217;<a title="Ferrari Store Venezia" href="http://www.youtube.com/watch?v=fUgPhUl2p3k">inaugurazione del Ferrari Store a Venezia</a></li>
<li>Vai al <a title="Ferrari Store" href="http://www.ferraristore.com/">Ferrari Store</a></li>
</ul>
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		<title>Renzo Piano &#8211; il Vulcano Buono, il nuovo progetto</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 23:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura Contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>
		<category><![CDATA[Design italiano]]></category>
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		<category><![CDATA[centro commerciale]]></category>
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		<category><![CDATA[renzo piano]]></category>
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		<description><![CDATA[  Renzo Piano, ispirandosi al Vesuvio ha progettato il nuovo e colossale centro commerciale che sorge a Nola, a pochi km da Napoli. Da napoletana quale sono la notizia mi ha lasciata molto contenta, la firma di un grande architetto italiano per un progetto così importante che rivaluterà sicuramente alcune zone dell’ hinterland napoletano, più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><strong>Renzo Piano</strong>, ispirandosi al <strong>Vesuvio </strong>ha progettato il nuovo e colossale centro commerciale che sorge a Nola, a pochi km da <strong>Napoli.</strong></p>
<p><!--adsense#quad--></p>
<p>Da napoletana quale sono la notizia mi ha lasciata molto contenta, la firma di un grande <strong>architetto italiano</strong> per un progetto così importante che rivaluterà sicuramente alcune zone dell’ <strong>hinterland napoletano,</strong> più precisamente Nola (nei pressi del CIS -interporto di Nola-).</p>
<p><img title="vesuvio renzo piano" src="http://www.architetturaedesign.it/immagini/vesuvio-renzo-piano.jpg" alt="vesuvio renzo piano" />Ispirato dall’emblema di tutta Napoli, <strong>Renzo Piano</strong> non poteva non trarre spunto dall’icona napoletana per antonomasia: il <strong>Vesuvio</strong>. Il <strong>Vulcano Buono</strong>, così si chiamerà il centro commerciale concepito e progettato dal Renzo Piano Building Workshop. Una <strong>collina artificiale</strong>, un&#8217;escrescenza del suolo che segue le uniche e <strong>sinuose</strong> <strong>forme </strong>del vulcano partenopeo. Una struttura complessa realizzata grazie all’ausilio di un sofisticato sistema informatico CAD.</p>
<p>Alta 40 metri e con un diametro di oltre 170 il complesso edificio, oltre ad un semplice <strong>centro commerciale</strong> (<a href="http://www.vulcanospa.it/schede_negozi/mappa.pdf" target="_blank">vedi la mappa</a>) prevede <a href="http://www.vulcanospa.it/mappa.htm" target="_blank">gallerie di negozi</a> e alberghi (<strong>Holiday Inn</strong>), un grande ipermercato (<a href="http://www.vulcanospa.it/servizi/ipermercato.htm" target="_blank">Auchan</a>), ristoranti panoramici, sale congressi, cinema multisala (<a href="http://www.warnervillage.it/Programmazione_Vulcano%20Buono.aspx" target="_blank">Warner Village</a>, clikka per vedere tutti i film in programmazione e gli orari), sale espositive nonché uffici direzionali delle attività interportuali e, cosa più importante, un’ <strong>enorme piazza (Piazza Amalfi) </strong>al centro della costruzione aperta tutti i giorni fino alle 2, e fino alle 4 del mattino il Venerdì ed il Sabato!</p>
<p>Il progetto di Renzo Piano non vuole essere il solito contenitore di negozi, il “<em>non luogo</em>” tanto caro ad <strong>Augè</strong>, ma proprio come egli stesso dice “<em>un’interpretazione della cooperazione in chiave moderna. Non vogliamo costruire un triste shopping center ma una piazza dove il vuoto è l’elemento di incontro tra le persone</em>” … <span id="more-91"></span></p>
<p>“<strong>Si tratta di uno straordinario investimento</strong> &#8211; ha sottolineato <strong>Bassolino </strong>-<em> Insieme con il Cis e l’Interporto a Nola si sta creando una struttura di alta competizione a livello internazionale. Sarà il più grande centro commerciale del Mezzogiorno con una vastissima serie di servizi. Si va a completare così il distretto Interporto-Cis-Vulcano Buono, un modello davvero straordinario di aggregazione di imprese del terziario avanzato“.</em></p>
<p>Ma la straordinarietà di questo progetto non si limita solo a questo: il progetto riserva grande attenzione anche all’aspetto <strong>eco-orientato</strong> del design: attorno la struttura, infatti, nascerà un grandissimo <strong>polmone verde</strong> con più di 2000 alberi.<br />
Insomma un progetto unico che risolleverà l’economia e migliorerà la vita dei napoletani (e non solo) firmato <strong>Renzo Piano</strong>.</p>
<p>Come arrivare: Via Boscofangone, Nola, Lotto G. Tel 081.5108949. Orari: tutti i giorni 10-22, solo Lunedì 12-22.  Per arrivare non c&#8217;è più bisogno dell&#8217;auto! Scopri tutti gli orari delle navette messe a disposizione (gratis) per raggiungere il Vulcano Buono. al link più in basso. Altre info al sito ufficiale. Ragazzi voi siete già andati? Come vi è sembrato?</p>
<ul>
<li><a title="Vulcano buono Renzo Piano" href="http://www.vulcanospa.it/">Vulcano Buono</a></li>
<li><a href="http://www.vulcanospa.it/servizi/images/orari_navetta.pdf">ORARI NAVETTA GRATIS</a></li>
<li>Leggi la <a title="biografia Renzo Piano" href="http://www.archimagazine.com/bpiano.htm">biografia di Renzo Piano</a></li>
<li><a href="http://ad.zanox.com/ppc/?7898972C988875110T">Approfitta delle nostre offerte su Alitalia.com per volare in Italia!</a></li>
<li>Video &#8211; <a href="http://it.youtube.com/watch?v=GQIr-dY7dIo" target="_blank">Inaugurazione Vulcano Buono</a></li>
</ul>
<p><a title="edilbase" href="http://www.edilbase.com/rubriche.php?selezione=2&amp;id=75"></a></p>
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		<title>La casa sul lago&#8230; di Meier</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2007/01/07/architetto-meier-film-casa-lago-tempo.htm</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Jan 2007 15:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura Contemporanea]]></category>
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		<description><![CDATA[La casa sul lago del tempo è un film che, trama a parte, vede impegnati alcuni architetti e le loro storie. Le inquadrature, specie quelle che marcano l&#8217;inizio dei capitoli, spesso ricordano le foto di architetture tipiche dei libri di settore. Questa cosa mi ha colpita così ho deciso di proporre una piccola parte della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.architetturaedesign.it/immagini/casa-sul-lago.jpg" alt="casa sul lago nel tempo" title="casa sul lago nel tempo" /></p>
<p><strong>La casa sul lago del tempo</strong> è un <strong>film </strong>che, trama a parte, vede impegnati alcuni <strong>architetti </strong>e le loro storie.</p>
<p>Le <strong>inquadrature</strong>, specie quelle che marcano l&#8217;inizio dei capitoli, spesso ricordano le foto di <strong>architetture </strong>tipiche dei libri di settore. Questa cosa mi ha colpita così ho deciso di proporre una piccola parte della sceneggiatura dove Alex (il protagonista, interpretato da<strong> Keanu Reeves</strong>), architetto figlio d&#8217;arte, commenta con suo padre un progetto.</p>
<p>Alex fa solo da spalla in questo spezzone, ma ciò che dice suo padre è interessante, soprattutto se consideriamo che il film in questione non ha l&#8217;<strong>architettura</strong> come soggetto.</p>
<h2>&lt; DIALOGO&gt;</h2>
<p><em>Padre</em>: Tieni, dai un&#8217;occhiata.. È una proposta per un museo. E&#8217; di un nuovo architetto che sta lavorando al mio studio..</p>
<p><em>Alex</em>: Gli ingressi mi piacciono, ci filtra alla luce, che è materiale è?</p>
<p><em>Padre</em>: Granito, alluminio..</p>
<p><em>Alex</em>: I pannelli bianchi li ha presi da <strong>Meier</strong>, il colore interno che varca le vetrate è una scelta tipica, mi piace. Non è nuova, ma è essenziale, pulita.</p>
<p><em>Padre</em>: L&#8217;ultima volta che <span id="more-90"></span>sei stato Barcellona?</p>
<p><em>Alex</em>: Anni fa, con te e mamma e Henry.</p>
<p><em>Padre</em>: Ti ricordi la visita alla casa della carità?</p>
<p><em>Alex</em>: L&#8217;antico ospizio?</p>
<p>Padre: si esatto. Hai citato <strong>Meier</strong>&#8230; a <strong>Barcellona </strong>il suo museo sorge proprio accanto alla casa della carità: beve la stessa luce. Meier là ha disegnato una serie di grandi lucernari per catturare la luce ed indirizzarla dentro per illuminare le opere d&#8217;arte, ma indirettamente! e ciò è importante&#8230; perché sebbene la luce esalti l&#8217;arte, la può anche degradare. Tornando al progetto: dove pensi che dovrebbe sorgere?</p>
<p><em>Alex</em>: Ah, non ne ho idea..</p>
<p><em>Padre</em>: Come? Ma hai detto che ti piaceva&#8230;</p>
<p><em>Alex</em>: Concettualmente</p>
<p><em>Padre</em>: Andiamo Alex, sai bene come lo so io che la luce di Barcellona è molto differente da quella di Tokyo, come la luce di Tokyo è diversa da quella di Praga. Una struttura davvero grandiosa, di quelle destinate a reggere la prova del tempo, non ignora l&#8217;ambiente che lo circonda. L&#8217;architetto serio ne tiene conto, sa che se vuole &#8220;presenza&#8221; deve consultare la natura.. deve restare ammaliato dalla luce.. sempre dalla luce, sempre.</p>
<p>[ tratto da <em>"La casa sul lago del tempo"</em> ]</p>
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		<title>Taschen SoHo Store designed by Philippe Starck</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2007/01/05/philippe-starck-store-taschen-designinterni.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Jan 2007 14:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Designer famosi]]></category>
		<category><![CDATA[Furniture Design]]></category>
		<category><![CDATA[Interior Design]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[philippe starck]]></category>

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		<description><![CDATA[Divertente, colorato e funzionale. Nella cittadina di SoHO, Manhattan è sorto il nuovo concept store Taschen disegnato dal francese Philippe Starck, che già si era cimentato nel design degli interni dei flag store Taschen di Beverly Hills e Parigi (uno dei più famosi ed eleganti). Gli interni colpiscono per la funzionalità e soprattutto per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.architetturaedesign.it/immagini/taschen-starck.jpg" title="taschen store starck" alt="taschen store starck" /></p>
<p>Divertente, colorato e funzionale.</p>
<p>Nella cittadina di <strong>SoHO</strong>, <strong>Manhattan</strong> è sorto il nuovo <strong>concept store Taschen</strong> disegnato dal francese <strong>Philippe Starck</strong>, che già si era cimentato nel <strong>design degli interni</strong> dei <strong>flag store</strong> Taschen di Beverly Hills e Parigi (uno dei più famosi ed eleganti).</p>
<p>Gli <strong>interni </strong>colpiscono per la funzionalità e soprattutto per le note <strong>cromatiche </strong>vivaci e frizzanti. Alla progettualità del <strong>designer Starck</strong> si è affiancata la vivace fantasia tropicale dell’<strong>artista brasiliano Beatriz Milhazes</strong>, che ha dipinto tutte le pareti rendendo unici tutti gli ambienti.</p>
<p>Il binomio <strong>designer-artista</strong>, infatti, è sempre più una tendenza che <span id="more-88"></span>sta prendendo piede negli ultimi anni, per ri-proporre <strong>luoghi anonimi</strong> come <strong>esperienze di vita</strong> e oggetti d&#8217;uso quotidiano, o accessori di moda, con un <strong>valore aggiunto</strong>, quello artistico.</p>
<p>Una <strong>tendenza </strong>dunque che vede l&#8217; arte come protagonista, in nome della personalizzazione del prodotto, per soddisfare il desiderio individuale del consumatore.</p>
<ul>
<li>Visita il <a href="http://www.philippe-starck.com/" title="starck site">sito di Philippe Starck </a></li>
</ul>
<p>Tratto da <a href="http://www.coolhunting.com/" title="coolhunting">CoolHunting </a></p>
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		<title>Toyo Ito e l&#039; architettura organica di Tod&#039;s</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2006/12/27/toyo-ito-tods-tokyo-architettura.htm</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Dec 2006 14:18:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura Contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Designer famosi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una facciata intrecciata che reinterpreta la silhouette degli alberi di olmo delle strade di Omotesando (Tokyo). E’ l’edificio Tod’s. Realizzato dall’architetto giapponese Toyo Ito, è caratterizzato da un’architettura evocativa: una pelle che simula tanti rami di alberi che si intrecciano e generano una facciata dinamica realizzata con cemento e vetro. La particolare conformazione dell’edificio premette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="tod's" title="tod's" src="http://www.architetturaedesign.it/immagini/tods.jpg" /></p>
<p>Una facciata intrecciata che reinterpreta la silhouette degli alberi di olmo delle strade di Omotesando (Tokyo).</p>
<p>E’ l’edificio <strong>Tod’s</strong>. Realizzato dall’<strong>architetto</strong> giapponese <strong>Toyo Ito</strong>, è caratterizzato da un’<strong>architettura evocativa</strong>: una pelle che simula tanti rami di alberi che si intrecciano e generano una facciata dinamica realizzata con cemento e vetro.</p>
<p>La particolare conformazione dell’edificio premette alla luce di entrare nei piani alti irraggiando gli ambienti, mettendo in risalto gli articoli della Tod’s; nei piani bassi, invece, dei vetri opachi garantiscono massima privacy assicurando comunque una perfetta illuminazione.</p>
<p>A mio avviso, l’edificio di<strong> Toyo Ito</strong> dimostra che il cemento non deve sempre essere considerato come un materiale freddo e noioso ma come qualcosa di <strong>organico e dinamico</strong>, proprio come la torre Tod’s intergrata perfettamente con il contesto in cui si trova.</p>
<ul>
<li>Leggi l&#8217;<a title="intervista Toyo Ito" href="http://www.designboom.com/eng/interview/ito.html">intervista a Toyo Ito</a> (da DesignBoom)</li>
</ul>
<p>Tratto da <a title="interior design" href="http://www.interiordesign.net/id_article/CA525844/id?stt=001">InteriorDesign</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Hearst Tower, bio-architettura a Manhattan</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2006/12/20/hearst-tower-foster-bio-architettura.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2006/12/20/hearst-tower-foster-bio-architettura.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2006 12:09:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura Contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[design sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Norman Foster]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>

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		<description><![CDATA[La Hearst Tower di Foster &#38; Partners ha aperto al pubblico all&#8217;inizio dell&#8217;autunno. Abbaglianti facciate in vetro a struttura triangolata che rapiscono lo sguardo e si fondono col resto della città. Inaugurata il 9 Ottobre 2006, la Hearst Tower svetta nei cieli di Manhattan e brilla di luce propria. Una costruzione di architettura contemporanea che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="hearst tower" src="http://www.architetturaedesign.it/immagini/hearst-tower.jpg" alt="hearst tower" /></p>
<p>La <strong>Hearst Tower</strong> di <strong>Foster &amp; Partners</strong> ha aperto al pubblico all&#8217;inizio dell&#8217;autunno. Abbaglianti facciate in vetro a struttura triangolata che rapiscono lo sguardo e si fondono col resto della città.</p>
<p>Inaugurata il 9 Ottobre 2006, la <strong>Hearst Tower</strong> svetta nei cieli di <strong>Manhattan </strong>e brilla di luce propria. Una costruzione di <strong>architettura contemporanea</strong> che si erge sopra il palazzo <strong>Art Deco</strong> dell’architetto <strong>Joseph Urban</strong>, un binomio di architetture che celebrano passato e presente con linguaggi della storia ed immagini contemporanee.</p>
<p>La Hearst Tower non stupisce solo per i richiami storici e l’incredibile bellezza architettonica ma, soprattutto, per la marcata sensibilità progettuale ai problemi relativi<strong> all’ambiente</strong>. Con i suoi 180mt è il primo <strong>grattacielo verde </strong>di <strong>New York</strong>, progettato per un <strong>consumo energetico inferiore del 25%</strong> rispetto agli standard della città.</p>
<p>L’<strong>ossatura metallica</strong> della Hearst Tower è stata realizzata<span id="more-75"></span> utilizzando ben l’85% di <strong>acciaio riciclato</strong>. I <strong>vetri </strong>esterni, a debole emissione, filtrano i raggi del sole lasciando passare la luce naturale ma non il calore, evitando così un ricorso eccessivo alla climatizzazione durante l&#8217;estate. D&#8217;inverno, agiscono come un guscio protettivo che isola l&#8217;immobile dall&#8217;esterno. Alcuni <strong>sensori </strong>regolano l’intensità della luce artificiale in relazione alla naturale. Dei <strong>rilevatori </strong>di movimento controllano l’occupazione dei locali spegnendo, eventualmente, luci e monitor presenti nelle stanze. Inoltre, le <strong>acque piovane </strong>vengono raccolte in un serbatoio per poi essere riutilizzate per irrigare le piante e regolare il tasso d’umidità nell’aria.</p>
<p>Una grande opera di <strong>bio-architettura</strong> firmata <strong>Norman Foster</strong> .</p>
<ul>
<li>Guarda il <a title="Hearst Tower video" href="http://www.youtube.com/watch?v=FjZIra6Rutg">video della Hearst Tower</a></li>
<li>Visita il <a title="foster &amp; partners" href="http://www.fosterandpartners.com/">sito di Foster &amp; Partners</a></li>
</ul>
<p>Tratto da <a title="Blogeko" href="http://www.blogeko.info/index.php?cat=52">Blogeko</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LiTraCon, il cemento luminoso</title>
		<link>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2006/12/13/concrete-ligh-transmitting-cemento-aron-losonczi-fibre-vetro-luminoso.htm</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Dec 2006 12:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Design - Video]]></category>
		<category><![CDATA[Designer famosi]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.architetturaedesign.it/index.php/2006/12/13/concrete-ligh-transmitting-cemento-aron-losonczi-fibre-vetro-luminoso.htm</guid>
		<description><![CDATA[Piccoli mattoncini che si lasciano attraversare dalla luce. Sono i LiTraCon (light-transmitting concrete) un&#8217; invenzione firmata dall’architetto ungherese Aron Losonczi. Una rivoluzionaria idea giunge dal mondo delle costruzioni. Finalmente possiamo dire addio ad i tradizionali mattoni di terracotta o muri di cemento. Con uno straordinario mix di due materiali, oggi è possibile rendere più lucenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="LiTraCon" title="LiTraCon" src="http://www.architetturaedesign.it/immagini/litracon.jpg" /> <!--adsense#mezzo_banner--></p>
<p>Piccoli mattoncini che si lasciano attraversare dalla <strong>luce</strong>. Sono i <strong>LiTraCon</strong> (light-transmitting concrete) un&#8217; invenzione firmata <strong>dall’architetto ungherese Aron Losonczi</strong>.</p>
<p>Una rivoluzionaria idea giunge dal mondo delle <strong>costruzioni</strong>. Finalmente possiamo dire addio ad i tradizionali <strong>mattoni</strong> di terracotta o muri di <strong>cemento</strong>. Con uno straordinario mix di due materiali, oggi è possibile rendere più lucenti e raggianti le nostre abitazioni. Utilizzabile per <strong>pavimentazioni</strong>, ma anche <strong>installazioni artistiche</strong> e <strong>design</strong> , <strong>Litracon</strong> stravolge i canoni dei comuni mattoncini di cemento.</p>
<p>Questi speciali mattoncini, infatti, grazie alla loro <span id="more-61"></span>composizione,possono essere attraversati dalla <strong>luce</strong> perché creati con un <strong>mix di fibre di vetro e cemento</strong>. Dall’aspetto visivo e tattile di un comunissimo mattoncino, basta porlo davanti una sorgente luminosa per godere dell’incredibile effetto “<strong>trasparenza</strong>”.</p>
<p>Muri apparentemente normali, diventano delle finestre che si fanno trapassare dai raggi luminosi; comuni pavimentazioni che di notte si trasformano in tappeti lucenti&#8230;  Un nuovo <strong>materiale &#8220;intelligente&#8221;</strong> vincitore del <strong>Red Dot Awards</strong> nel 2005 e del &#8220;<strong>Best Use of Innovative Technology</strong>&#8221; nel 2006.</p>
<ul>
<li>Collegati al <a title="litracon" href="http://www.litracon.hu/">sito della LiTraCon</a></li>
</ul>
<p>Tratto da <a href="http://www.2dayblog.com">2dayBlog</a></p>
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